Abbiamo partecipato all’anteprima di Milano del Samsung Hands-On Unpacking. Tre pieghevoli giunti ormai all’ottava generazione più i watch per affermare la superiorità di Samsung in questo settore quando ce n’è più bisogno, cioè a due mesi dal lancio del primo pieghevole di Apple.
La qualità è altissima, gli schermi ormai fanno dimenticare la “spaccatura” della piega e i meccanismi di attuazione sono sempre più precisi e affidabili. Soprattutto, il mondo Android ha decisamente metabolizzato il nuovo fattore di forma e nascono nuovi modi di usare lo smartphone, come scatti tipo videocamera, gestione documenti e multitasking. Inoltre il nuovo fattore di forma del Samsung Z Fold8 è molto invitante per chi desidera stare a metà fra il Fold8 Ultra e il Flip8, cioè praticamente un tablet pieghevole da tasca e un flip-phone tutto schermo che ribadisce la massima portabilità. Unica nota dolorosa: i prezzi.
Tre pieghevoli, tre filosofie diverse
La gamma presentata a Milano segna una svolta netta rispetto alle generazioni precedenti. Per la prima volta Samsung articola l’offerta non più solo su fasce di prezzo, ma su tre esperienze d’uso distinte. Il Galaxy Z Fold8 insegue un formato inedito per lettura e produttività, il Fold8 Ultra eredita la vocazione fotografica del predecessore e il Flip8 resta il compatto votato a stile e portabilità, tutti annunciati nello stesso evento che ha visto debuttare anche i nuovi Galaxy Glasses.
Il predecessore diretto, il Galaxy Z Fold7, aveva già dimostrato la maturità del segmento riducendo spessore e peso a livelli record. Otto generazioni dopo il primo Fold, Samsung può permettersi un formato radicalmente diverso senza rinunciare all’affidabilità meccanica conquistata negli anni. È un lusso che Apple, al debutto nel settore, non può vantare con la stessa disinvoltura industriale.
Il Fold8 Ultra si presenta come il vero erede del Fold7 tradizionale, per chi ha già investito nell’ecosistema e non vuole rinunciare alla fotocamera migliore. Il Flip8, infine, resta il pieghevole più accessibile e “di moda” del trio, con batteria finalmente più generosa. Tre archetipi, un’unica regia industriale che punta a occupare ogni angolo del mercato prima che Apple entri in scena, come confermano i primi render trapelati nelle settimane precedenti l’Unpacked.
Il nuovo formato che guarda a Cupertino
Il cambiamento più radicale riguarda il Fold8, che abbandona il fold verticale stretto e lungo a favore di un corpo più largo e compatto. Aperto misura 123,9 x 161,4 x 4,5 millimetri per circa 200 grammi, chiuso si assottiglia fino a 9,7 millimetri: numeri più vicini a un piccolo libro che a uno smartphone allungato. Aprendolo ci si ritrova già in modalità orizzontale, senza ruotare il telefono, con un’interfaccia pensata fin dall’origine per l’uso in landscape.
Questa scelta anticipa esplicitamente il formato che si attribuisce al primo iPhone pieghevole atteso a settembre, con apertura orizzontale e vocazione al consumo di contenuti. Diversi analisti hanno notato come la nuova proporzione dello schermo interno di Samsung ricordi le indiscrezioni sul pannello Apple, più largo che alto, vicino a un iPad usato in orizzontale. La convergenza di design tra i due produttori non stupisce, avendo già visto Samsung anticipare Apple sugli ultrasottili con il Galaxy S25 Edge.
Sul fronte display, il Fold8 monta un pannello interno da 7,6 pollici QHD+ in rapporto 4:3, ideale per lettura e multitasking, affiancato da un pannello di copertura da 5,5 pollici QHD+ in formato 16:10. Entrambi sono Dynamic AMOLED 2X a 120 Hz. La combinazione di formati racconta un dispositivo pensato per due o tre app affiancate, più vicino a un tablet tascabile che a un telefono allungato.
La cerniera che dimentica la piega
Uno dei temi più sentiti dell’anteprima riguarda la piega centrale, storicamente il tallone d’Achille dei pieghevoli Samsung. La nuova tecnologia Flex Titanium, annunciata pochi giorni prima dell’Unpacked, introduce sotto il display una pellicola in titanio con rigidità meccanica venti volte superiore ai film polimerici tradizionali. Il risultato, dal vivo, fa davvero dimenticare la storica “spaccatura” centrale dello schermo.
La luminosità raggiunge livelli finora riservati ai display rigidi di fascia altissima: sul Fold8 Ultra si parla di picchi fino a 3.600 nit. Anche la risoluzione cresce, riducendo la distanza percepita rispetto ai migliori pannelli non pieghevoli. Sette generazioni di iterazioni permettono oggi a Samsung di offrire una piega quasi invisibile proprio quando, con l’arrivo di Apple, il tema diventa terreno di confronto diretto.
Fotocamere, chip e varianti regionali
Sorprende, sul Fold8, la scelta di non portare la fotocamera da 200 megapixel già vista sul Fold7: il retro si affida a una doppia fotocamera da 50 megapixel, con aperture f/1,8 e f/1,9. La parte frontale conta due sensori da 10 megapixel. È una scelta razionale più che estrema, che lascia al Fold8 Ultra il vertice fotografico della gamma.
Il Fold8 Ultra monta infatti una fotocamera principale da 200 megapixel con sensore ISOCELL HP2, un teleobiettivo 3x da 10 megapixel e un ultragrandangolare potenziato a 50 megapixel. Sotto la scocca lavora il nuovo Snapdragon 8 Elite Gen 5, già visto “for Galaxy” sui recenti Galaxy S26. Resta un compromesso: la ricarica si ferma a 45 W su tutta la gamma pieghevole, contro i 60 W dei rigidi top di gamma.
Il Flip8 introduce una batteria da 4.300 mAh, diretta a colmare il tallone d’Achille storico dei clamshell, cioè l’autonomia. Sul fronte chip Samsung conferma la doppia piattaforma regionale, con Exynos 2600 in Europa e Snapdragon 8 Elite Gen 5 per Stati Uniti e Cina. Fotograficamente resta fedele al Flip7, con 50 megapixel principali e 12 megapixel ultragrandangolare, puntando su stile e leggerezza più che su primati numerici.
Prezzi, colori e la sfida di settembre
Sul fronte estetico Samsung gioca ormai la partita di Apple, con colorazioni esclusive online che rafforzano la percezione premium: crema, grafite e lavanda per il Fold8, con il pistacchio riservato al negozio digitale, mentre il Fold8 Ultra aggiunge bianco, nero e viola con un verde esclusivo. Il Flip8 resta il più giocoso del trio, tra crema, grafite, rosa e una variante menta. Sono dettagli che raccontano quanto il design cromatico sia ormai parte della narrazione di marca.
I prezzi restano però la nota dolente: secondo diverse fonti europee gli incrementi arrivano fino a 280 euro, con la soglia d’ingresso che parte da 1.379 euro per il Flip8 e sale per i due Fold. Il confronto con il futuro iPhone Ultra pieghevole, accreditato di un posizionamento premium sostenuto dal racconto dell’ecosistema Apple, si annuncia serrato dal debutto di settembre.
Con sette generazioni alle spalle e una cerniera che finalmente dimentica la piega, Samsung arriva all’appuntamento con l’anti-iPhone pieghevole già pronto, a due mesi esatti dalla risposta di Cupertino.
Galaxy Z Fold8 Ultra da 2299 euro per il modello con 12GB di RAM e 256GB di memoria interna, mentre il modello 12/512GB sale a 2499 Euro e raggiunge i 2899 Euro per la configurazione con 16GB di RAM e 1TB di archiviazione.
Galaxy Z Fold8 parte da 2099 Euro nella configurazione 12/256GB, mentre il modello 12/512GB costa 2299 Euro. Infine, la versione con 16GB di RAM e 1TB di memoria interna ha un prezzo di 2699 Euro.
Galaxy Z Flip8 viene venduto a 1379 Euro nella configurazione 12/256GB, mentre la variante 12/512GB viene proposta a 1579 Euro.





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