Chiunque abbia avuto molti LEGO in casa conosce il problema: dopo qualche anno i set scompaiono e rimane un grande contenitore pieno di mattoncini mescolati. Sort A Brick vuole trasformare quel mucchio difficile da riordinare a mano in qualcosa di nuovo valore, identificando automaticamente i pezzi e ricostruendo l’inventario necessario per ottenere nuovamente set completi.
Sort A Brick, startup tecnologica con sede in Lituania, ha presentato la seconda generazione della propria macchina automatizzata per lo smistamento dei mattoncini LEGO. Il sistema non si limita a dividerli per colore o dimensione: deve riconoscere migliaia di componenti differenti e capire quali set possono essere ricostruiti.
La nuova linea può elaborare fino a 3.600 pezzi all’ora e, secondo l’azienda, dovrebbe portare la capacità complessiva a circa 1.000 chilogrammi di mattoncini al mese, cinque volte quella della generazione precedente.
L’obiettivo è trasformare un’attività finora relativamente limitata in un processo ripetibile su scala industriale, anche in vista dell’apertura di nuovi centri in Europa e negli Stati Uniti.

A che cosa serve Sort A Brick
Una famiglia può avere acquistato negli anni decine di set LEGO che, una volta smontati, finiscono tutti nello stesso contenitore. Per ricostruirli bisognerebbe riconoscere ogni pezzo, confrontarlo con gli inventari originali e scoprire quali componenti mancano.
È questo lavoro che Sort A Brick cerca di automatizzare. Sul sito ufficiale di Sort A Brick il processo viene descritto come una filiera che parte dai mattoncini sfusi e termina con set nuovamente completi, puliti, verificati e pronti per essere costruiti.
La macchina non costruisce materialmente il modello LEGO: funziona piuttosto come un grande sistema automatizzato di inventario. Ogni mattoncino viene osservato da più lati, identificato per forma, colore e variante, registrato nel database e indirizzato verso un contenitore di raccolta.
Il software confronta quindi i componenti disponibili con gli elenchi dei pezzi dei diversi set LEGO. Può scoprire, per esempio, che nel mucchio ci sono quasi tutti gli elementi necessari per ricostruire otto vecchi modelli e indicare quali pezzi mancano per completarli.
Che cosa significa “ricondizionare” un set LEGO
Nel caso di Sort A Brick il termine ricondizionamento comprende diverse operazioni. I mattoncini vengono puliti e controllati, mentre quelli danneggiati o non originali LEGO vengono separati.
Dopo l’identificazione, il sistema cerca quali set possono essere recuperati. I pezzi mancanti possono essere aggiunti utilizzando le scorte dell’azienda; i componenti necessari vengono quindi riuniti, controllati e confezionati come singolo set.
Il risultato non deve necessariamente contenere gli stessi mattoncini presenti nella scatola acquistata anni prima: ciò che viene garantito è un set completo per la costruzione e formato esclusivamente da componenti LEGO originali.
In pratica, inviando per esempio 20 chilogrammi di LEGO accumulati nel corso degli anni, il sistema può individuare i modelli recuperabili, segnalare quelli incompleti e integrare i componenti mancanti. I set scelti vengono poi restituiti separati e accompagnati dalle istruzioni digitali.
Sort A Brick offre anche un’altra possibilità: acquista direttamente collezioni di mattoncini sfusi, che entrano nella stessa filiera e possono essere utilizzati per creare set ricondizionati destinati al negozio online.
Come funziona la macchina di seconda generazione
La nuova linea comprende un selezionatore automatico e una stazione di scansione semi-manuale per i componenti che il sistema non riesce a identificare con sufficiente certezza.
Secondo Ilya Malkin, CEO di Sort A Brick, i mattoncini vengono ora scansionati da più lati. È un passaggio importante perché una collezione può contenere componenti appartenenti a oltre 100.000 differenti tipologie di elementi LEGO, distinguibili per geometria, colore, materiale, stampa o versione dello stampo.
Una volta riconosciuto il pezzo, bisogna anche smistarlo senza rallentare la linea. Per questo il nuovo modello dispone di circa dieci volte più contenitori di raccolta, così da gestire contemporaneamente un numero maggiore di categorie e di set.
Quando l’identificazione automatica non raggiunge un livello sufficiente di affidabilità interviene invece un operatore attraverso la stazione semi-manuale.

L’intelligenza artificiale e il puzzle degli inventari
L’AI viene utilizzata soprattutto nel riconoscimento visivo dei pezzi. Creato l’inventario digitale, il software deve confrontarlo con gli inventari dei set conosciuti: gli stessi componenti possono comparire in centinaia di modelli e bisogna individuare le combinazioni che permettono di recuperare il maggior numero di set completi.
Restano comunque controlli manuali. Prima della vendita o della restituzione al proprietario, ogni set viene verificato per controllarne completezza e presenza esclusiva di pezzi LEGO originali.
Quasi 2.000 richieste da 41 Paesi
Secondo i dati comunicati dall’azienda, Sort A Brick ha ricevuto quasi 2.000 richieste da 41 Paesi e avrebbe già trasformato oltre 700 chilogrammi di mattoncini in set, soprattutto per clienti tedeschi.
Parallelamente è nato il negozio online dedicato ai set ricondizionati. Le vendite al pubblico sono iniziate a ottobre e, secondo Sort A Brick, oltre il 75% dell’inventario iniziale è stato acquistato nella prima settimana. Più di 1.100 set sarebbero già stati venduti a clienti di 20 Paesi dell’Unione Europea.
Qui si capisce perché l’automazione sia essenziale: un sacchetto di LEGO sfusi vale relativamente poco se servono giorni di lavoro per identificare manualmente ogni componente. Una volta trasformati in set completi e verificati, gli stessi mattoncini possono recuperare un valore commerciale molto maggiore.
Un mercato dell’usato diverso dal classico sacchetto di LEGO
Malkin ritiene che esista uno spazio tra il set nuovo e il tradizionale LEGO usato, dove chi compra può trovarsi davanti a confezioni incomplete, componenti sostituiti o pezzi non originali. Sort A Brick punta invece a vendere set usati con completezza e componenti controllati.
L’azienda sostiene che il mercato dei set LEGO usati possa crescere dagli attuali circa 80 milioni di euro fino a raggiungere dimensioni dell’ordine dei miliardi entro un decennio. È una previsione della stessa Sort A Brick e non una stima indipendente.
La società intende aprire nuovi centri pilota di smistamento in Europa e negli Stati Uniti e punta ad arrivare a 40 linee operative nel mondo entro il 2030.
In definitiva la macchina serve a rendere economicamente sostenibile un lavoro che a mano richiederebbe moltissime ore: riconoscere rapidamente migliaia di mattoncini sfusi, catalogarli e riutilizzarli per ricostruire set LEGO completi.



















