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A giugno si accendono i generatori a biogas della server farm Apple in North Carolina

Entro giugno il data center che Apple ha costruito a Maiden, in Nord Carolina, potrebbe avviarsi ad essere uno dei più ecosostenibili e a minor impatto ambientale al mondo. In quel mese, infatti, secondo quanto riferisce la North Carolina Utilies, l’ente statale che regola e gestisce la distribuzione dei servizi di rete, entrerà in funzione, anche se non interamente, l’impianto di generazione a celle a combustibile, un processo elettro-chimico per il quale allo stato attuale delle cose servono tecnologie sofisticate e molto costose, che Cupertino avrebbe acquistato da Bloom Energy.

La società californiana è specializzata in fonti rinnovabili e ha numerosi brevetti nel settore; sue sono le cosiddette Bloom Boxes, una sorta di container che utilizzando celle a combustibile sono in grado di produrre energia da numerosi prodotti di risulta, tra cui deiezioni animali ed immondizia in genere e questo con minime emissioni in atmosfera. Potrebbero essere, secondo alcune informazioni, proprio delle Bloom Boxes, capaci di produrre ciascuna fino a 200 kWh a dare energia a Maiden, Apple diventerebbe così il più importante cliente di Bloom Energy che già fornisce Google, eBay e Wal-Mart.

L’impianto da 5 megawatt sarà il più grande impianto di questo tipo negli Stati Uniti di proprietà di una società che non è un’azienda che si occupa di produrre energia elettrica, dice il News-record.com, periodico di Greensboro, in North Carolina. Accanto all’impianto a biogas si collocherà anche un gigantesco sistema di generazione di corrente da energia solare di ben 20 megawatt, il più grande dello Stato.

È interessante notare che il costo di 30 milioni di dollari per l’installazione non sarebbero giustificati economicamente visto che, energia prodotta a parte, non esiste vantaggio economico da questo tipo di impianti, al contrario di quelli solari che determinano un credito del 30% in tasse. Apple dovrebbe sperare, insomma, di produrre energia elettrica sufficiente per non comprarne dalle società di distribuzione locali e magari di vendere corrente, ma anche in questo caso la centrale ben difficilmente darebbe un tangibile beneficio economico. Ma Apple potrebbe avere deciso di procedere in questa direzione non per ragioni di risparmio quanto per rafforzare la sua immagine e dimostrare di non avere unicamente nei suoi obbiettivi il profitto economico quando la preservazione dell’ambiente, continuando a disegnare per la sua attività un profilo attento alle esigenze sociali.

Qui sotto alcune Bloom Boxes

bloom energy server

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