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Adobe vuole portare Lightroom su iPad

Lightroom sarà disponibile anche in una versione per iPad, stesso discorso per altri software Adobe che sono in corso di sviluppo in versioni dedicate al tablet della Mela. La rivelazione arriva direttamente da Adobe, più precisamente da Jack Nab responsabile prodotto di Photoshop. Mentre la versione per iPad di Lightroom è citata a chiare lettere dal dirigente, risultano meno dirette le indicazioni circa gli altri programmi. Alcuni indizi puntano i sospetti su una possibile edizione touch di Photoshop, magari in versione Express, cioè rivista e alleggerita per iPad.

Jack Nack parla dei software Adobe in corso di sviluppo per iPad in una lunga riflessione pubblicata sul blog Adobe ufficiale che riguarda la battaglie scatenatasi tra la Mela e Adobe circa la tecnologia Flash e soprattutto l’impiego di strumenti di sviluppo alternativi per creare app. In questa lunga digressione Jack Nab dichiara che è sua intenzione “Realizzare per iPad il più sorprendente applicativo per le immagini che il mondo abbia mai visto”. La dichiarazione sembra puntare direttamente a una versione ad hoc per il tablet del programma di fotoritocco più apprezzato al mondo.

Nello stesso messaggio sul blog non mancano però critiche non troppo velate ad Apple. In particolare si fa cenno alle scelte non sempre comprensibili della Mela quando si tratta di approvare le applicazioni per il suo negozio on line. “Chi sa se Lightroom sarà approvato? Nessuno è in grado di dirlo”, dice Nack.

Secondo il il manager di Photoshop la battaglia tra Apple ed Adobe non riguarda solo Flash, ma anche altri fronti. Tra questi viene citato anche proprio il contrasto sul mercato tra Lightroom e Aperture: “Apple non vende Lightroom nei suoi negozi. Questo non impedisce a Lightroom di essere un successo; ma che accadrebbe se i suoi negozi fossero anche gli unici negozi? Come sarebbe possibile stimolare la concorrenza?” Un riferimento esplicito proprio allo store delle applicazioni on line che è gestito appunto da Apple e che è l’unico accessibile dai dispositivi mobili della Mela e anche l’unico sistema per arrivare su di essi per gli sviluppatori.

“Gli effetti di questo sistema possono essere agghiaccianti. È facile parlare di 200mila applicazioni – dice Nack – è molto più difficile prendere nota di tutte quelle che non ci sono. Applicazioni di spessore che sarebbero state create se solo gli sviluppatori avessero l’occasione di concorrere e innovare in maniera corretta. Non dovreste preoccuparvi di questa cosa perchè amate od odiate Apple, ma perchè questi problemi vi colpiscono come clienti e come creativi”.

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