Scienziati dell’Indian Institute of Technology di Madras (IIT-M) hanno creato quello che descrivono come l’atlante cellulare 3D del tronco encefalico umano più dettagliato al mondo, in grado di collegare le immagini di risonanza magnetica dell’intero cervello ai singoli neuroni attraverso oltre 500 sezioni di tessuto.
L’atlante online gratuito, chiamato Anchor, potrebbe aiutare i ricercatori a comprendere meglio malattie come l’Alzheimer, il Parkinson, l’ictus e la SIDS (sindrome della morte improvvisa del lattante), mostrando come il tessuto cerebrale sano e quello malato differiscano cellula per cellula.
Dalla macro alla micro-anatomia: come funziona l’atlante “Anchor”
“Realizzato a partire da immagini al microscopio ad alta risoluzione anziché da tecniche molecolari più costose”, spiega BBC, “crea una mappa tridimensionale dettagliata del tronco encefalico, identificando oltre 200 gruppi di cellule cerebrali e vie nervose. Otto marcatori chimici aiutano a distinguere i diversi tipi cellulari, restituendo immagini più chiare di questa parte del cervello così vitale, ma ancora poco conosciuta. Il tronco encefalico occupa solo una minima porzione del cervello, eppure tiene in vita le persone: collega il cervello al midollo spinale e controlla la respirazione, il battito cardiaco, il sonno, la veglia e il movimento.
Gli utenti possono zoomare partendo dall’intero tronco encefalico visibile alla risonanza magnetica fino ai singoli neuroni, mantenendo precise relazioni spaziali. I ricercatori hanno reso l’atlante liberamente disponibile online, con la speranza che diventi uno strumento di riferimento per neuroscienziati, neurologi e neurochirurghi di tutto il mondo.

Nuove armi per la cura delle malattie e la chirurgia di precisione
Le possibili applicazioni potrebbero estendersi ben oltre l’anatomia: confrontando le mappe di un tronco encefalico sano con il tessuto malato, gli scienziati potrebbero comprendere meglio disturbi che vanno dal morbo di Parkinson e l’ictus fino all’Alzheimer e alla sindrome della morte improvvisa del lattante (SIDS). Mappe più precise potrebbero anche aiutare i neurochirurghi a muoversi all’interno di una delle regioni più delicate del cervello con maggiore sicurezza.












