Sfidare Apple e Samsung nel mercato degli smartphone premium è diventato quasi impossibile. Quello che per anni è stato il sogno di decine di produttori oggi sembra fuori portata. L’ultimo segnale arriva da OnePlus che, secondo indiscrezioni pubblicate da WinFuture, sarebbe pronta a ritirarsi dall’Europa e dagli Stati Uniti, lasciando il posto alla casa madre Oppo.
Quando il “flagship killer” ha smesso di uccidere i flagship
OnePlus era nata nel 2013 con un’idea semplice e allora dirompente: offrire smartphone con caratteristiche da top di gamma a prezzi molto inferiori rispetto a quelli dei leader del mercato. Da qui il soprannome di “flagship killer”, il marchio che prometteva di mettere in crisi iPhone e Galaxy puntando su prestazioni elevate, software essenziale e prezzi aggressivi.
Per alcuni anni la strategia ha funzionato. Il primo OnePlus One e i modelli successivi hanno conquistato una comunità molto fedele, dimostrando che era possibile ottenere prestazioni da fascia alta senza spendere le cifre richieste dai marchi più affermati.
Poi il mercato è cambiato. Apple e Samsung hanno consolidato una posizione sempre più difficile da attaccare: i due produttori dominano le classifiche di vendita e, soprattutto, la fascia premium più redditizia. Nel 2025, per esempio, Apple e Samsung hanno occupato tutte le prime dieci posizioni tra gli smartphone più venduti al mondo.
Contemporaneamente i prezzi sono aumentati e convincere un cliente a lasciare iPhone o Galaxy è diventato molto più difficile. Oggi non basta realizzare un ottimo telefono: servono una rete di assistenza capillare, accordi con gli operatori, programmi di permuta, servizi, accessori e investimenti enormi in marketing e ricerca.
OnePlus ha così finito per combattere sullo stesso terreno dei flagship che voleva mettere in crisi, ma senza disporre della forza commerciale e dei volumi di Apple e Samsung. Il vantaggio di prezzo si è progressivamente ridotto, mentre i suoi smartphone sono diventati sempre più simili a quelli della casa madre Oppo, con la quale condivide piattaforme hardware, software e sviluppo.
La distinzione tra i due marchi è diventata così meno evidente, fino a rendere difficile giustificarne la presenza contemporanea negli stessi mercati. Oppo potrebbe quindi avere deciso di eliminare questa sovrapposizione e di tornare a presentarsi direttamente in Europa, prendendo il posto occupato fino a oggi da OnePlus.
Anche il contesto economico è diventato meno favorevole. La corsa all’intelligenza artificiale ha spinto i produttori di memorie verso i componenti più redditizi destinati ai data center, provocando scarsità e forti rincari per DRAM e NAND. Una situazione che sta già causando un calo delle spedizioni e un aumento dei prezzi degli smartphone.
I grandi produttori possono assorbire meglio questi rincari grazie ai volumi, ai margini e al potere contrattuale con i fornitori. Non a caso le previsioni indicano che Apple e Samsung saranno i marchi meno colpiti dall’aumento del costo delle memorie. Per un produttore con quote più ridotte, invece, ogni rincaro restringe ulteriormente lo spazio tra il costo di produzione e il prezzo che il pubblico è disposto a pagare.
La possibile uscita di OnePlus dall’Occidente racconta quindi qualcosa di più della sorte di un singolo marchio. È il segnale di un mercato smartphone sempre più concentrato, nel quale entrare nella fascia alta e sottrarre clienti ad Apple e Samsung richiede risorse che ormai pochissime aziende possono permettersi.
OnePlus aveva provato a cambiare le regole del gioco. Se l’indiscrezione sarà confermata, l’annuncio dovrebbe arrivare nei prossimi giorni: non verranno più lanciati nuovi prodotti in Europa e negli Stati Uniti, mentre le scorte esistenti saranno progressivamente esaurite. Assistenza e aggiornamenti software dovrebbero invece continuare fino al termine del ciclo di vita dei dispositivi già venduti.


















