Apple può risalire alla vostra email reale anche quando usate “Nascondi la mia email”. È quanto emerge da un caso giudiziario negli Stati Uniti, in cui l’azienda ha fornito all’FBI l’identità di un utente che utilizzava questa funzione di iCloud+.
Cosa è successo
Nel caso specifico, spiega 404media, un uomo avrebbe inviato email minatorie ad Alexis Wilkins, compagna del direttore dell’FBI Kash Patel, utilizzando un alias iCloud. Dopo la segnalazione, gli investigatori hanno chiesto ad Apple i dati associati a quell’indirizzo.
Cupertino ha fornito le informazioni richieste, collegando l’alias all’account reale. Dai documenti emerge anche che lo stesso utente aveva generato 134 indirizzi anonimi.
L’uomo ha poi ammesso i fatti ed è stato incriminato. L’FBI sta ora cercando di ottenere accesso ai suoi dispositivi.
Come funziona davvero Nascondi la mia email
La funzione consente di generare indirizzi casuali che inoltrano i messaggi alla casella principale, evitando di condividere l’indirizzo personale con siti e servizi.
Apple prevede però nelle condizioni d’uso di iCloud+ la possibilità di fornire dati in risposta a richieste legali, come riportato anche nei suoi report sulla trasparenza, Italia inclusa.
Il caso chiarisce quindi un punto spesso frainteso. “Nascondi la mia email” protegge l’indirizzo personale nei confronti di siti e destinatari, ma gli alias restano collegati all’account iCloud e possono essere ricondotti all’identità reale quando interviene una richiesta legale.












