Apple Park a forma di elica o ragno svelato nel libro Norman Foster Foundation

L'anello di Apple Park è riconoscibile a chilometri, ma nei primi concept Steve Jobs e Norman Foster hanno valutato numerose soluzioni alternative, inclusa quella a elica, a forma di ragno e altre. Lo svela il nuovo libro Spaces della Norman Foster Foundation

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Ancora prima di essere completato Apple Park è diventato uno dei quartier generali aziendali più celebri e ammirati nel mondo, un obiettivo che Steve Jobs e Foster + Partners si erano prefissati fin dalle primissime fasi di progettazione. Da precedenti interviste rilasciate dall’archistar era già emerso che inizialmente Steve Jobs aveva preso in considerazione forme completamente diverse da quella di anello appiattito diventata poi quella definitiva.

Ora grazie a bozze e concept inediti o solo in parte pubblicati in precedenza, è possibile ammirare le varie soluzioni alternative prese in considerazione. In almeno tre o quattro concept la vista aerea mostra varianti del tradizionale campus aziendale da anni in voga nella Silicon Valley, gettonati dalle società hi-tech più celebri, con una costellazione di piccoli edifici più o meno collegati tra loro, sparpagliati all’interno di una grande area verde.

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Ma Steve Jobs ha sempre voluto costruire qualcosa di diverso, unico, in grado di distinguersi dal resto, anche per quanto riguarda la funzione e l’esperienza delle persone. Così non sorprende che dai vari concept emergono soluzioni decisamente originali come la disposizione a croce di 8 grandi edifici, oppure una disposizione a lisca di pesce, un compatto monoblocco quadrato fino a una originale disposizione a elica a tre pale. Interessante rilevare che nelle prime bozze l’area complessiva di Apple Park risulta decisamente più piccola perché non includeva il terreno in precedenza di proprietà di HP, acquistato da Apple nel 2010.

Le prime proposte e concept di Apple Park, così come plastici, altre immagini e materiali si possono ammirare nella mostra Common Futures presso Espacio Fundatión Telefónica a Madrid fino al 4 febbraio. Materiali e fotografie si possono anche trovare nel libro Spaces della Norman Foster Foundation disponibile per l’acquisto al prezzo di 50 dollari da questa pagina.