Apple «Costruiremo iPhone al 100% con materiali riciclati»

Apple lancia la sfida green più ambiziosa di sempre: l'obiettivo è di cessare completamente l'estrazione di metalli dalla terra e di costruire dispositivi al 100% con materiali riciclati

Apple ambiente

Apple lancia una nuova iniziativa senza precedenti: l’obiettivo è quello di fermare completamente l’estrazione di metalli e altre materie prime dalla Terra e di costruire iPhone e gli altri prodotti Apple impiegando al 100% materiali riciclati. Un piano senza precedenti perché finora nessuna società hi-tech si è spinta così avanti e anche perché Cupertino da tradizione non annuncia mai in anticipo le novità in arrivo, salvo rarissime eccezioni.

“Stiamo facendo qualcosa che raramente facciamo: annunciare un obiettivo ancora prima di avere compreso come raggiungerlo” ha dichiarato Lisa Jackson, Vice President Environmental Initiatives di Apple, intervistata da VICE News. “Siamo dunque un po’ nervosi ma pensiamo anche sia davvero importante perché come settore riteniamo sia la direzione dove la tecnologia dovrebbe andare”.

Se Apple sarà in grado di fare quanto promesso, la mossa presenta vari benefici non solo per l’ambiente ma anche dal punto di vista del peso politico e di immagine dell’azienda. L’attenzione degli ambientalisti e non solo è puntata su Cupertino e sugli altri colossi del mondo IT, soprattutto per quanto riguarda l’approvvigionamento di particolari materiali usati nella fabbricazione. Nel 2010 Apple è stata una delle prime aziende a controllare la provenienza di stagno, tantalio, tungsteno e oro (i cosiddetti “conflict minerals”) lungo tutti i livelli della filiera, risalendo dalla produzione fino alle fonderie.


Lo scorso anno questa mappatura è stata completata estendendola anche al cobalto: Apple ha incluso nei programmi di auditing esterni anche i fornitori di questo materiale proveniente dal Congo, impiegato per costruire le batterie agli ioni di litio. Il cobalto è uno dei rari “minerali provenienti da zone di conflitto” per il quale Apple si è impegnata a determinare l’impiego nei propri prodotti e condurre indagini sulla provenienza, lavorando con la propria catena di fornitura e i gruppi industriali per fabbricare prodotti che non contengano, finanzino o offrano vantaggi a gruppi armati nella Repubblica Democratica del Congo o in Paesi limitrofi.

Con questa e altre iniziative evidenziate nel report ambientale 2017, Apple afferma di voler coinvolgere l’intera catena di fornitori, assumendo allo scopo anche talenti in grado di portare all’obiettivo di produrre dispositivi creati al 100% in modo sostenibile. Lo scorso anno Apple ha rimosso 22 fonderie dalla sua filiera e spiega che continuerà a fare lo stesso con chi non è in grado di rispettare i requisiti o non intende farlo. Nel 2016 Apple ha mappato il 100% della filiera dei fornitori di stagno, tantalio, tungsteno, oro e cobalto, e il 100% delle fonderie/raffinerie ha partecipato ad audit esterni.

La Jackson ha parlato di Liam, una linea di due robot in grado di smontare più di 2,4 milioni di telefoni l’anno, spiegando ad esempio che il tungsteno del Taptic Engine dell’iPhone può essere fatto a pezzi e usato in attrezzi per l’incisione, mentre l’argento ottenuto riciclando la scheda logica è utile in componenti essenziali dei pannelli solari.

Il Progress Report 2017 sulla responsabilità dei fornitori (un documento in PDF che è possibile scaricare da questo indirizzo) offre una panoramica dettagliata delle iniziative di Apple per garantire che i prodotti siano realizzati nel rispetto di diritti e valori e nel rispetto di standard per un approvvigionamento responsabile.

Lisa Jackson, Vice President Environmental Initiatives di Apple,
Lisa Jackson, Vice President Environmental Initiatives di Apple,