Alcune fabbriche nordamericane di Foxconn – la multinazionale che produce che produce componenti elettrici ed elettronici per vari produttori – sono state colpite nei giorni scorsi da un attacco informatico, un cyberattacco che avrebbe permesso a un gruppo specializzato in ransomware noto come “Nitrogen” di sottrarre 8TB di dati.
Nitrogen afferma di avere sottratto oltre 11 milioni di file, inclusi “documenti con istruzioni riservate, progetti e disegni di Intel, Apple, Google, Dell, Nvidia e altri“,
Il gruppo di cybercriminali ha postato una raccolta di file di esempio, come dimostrazione dell’avvenuto attacco. Il sito Appleinsider riferisce che alcuni dei file sottratti riguardano documenti finanziari relativi allo stabilimento Foxconn di Houston, in Texas. È stata rubata anche documentazione riguardante sensori di temperatura, circuiti integrati, schemi di circuiti stampati e altro ancora.
Alcuni dei file sembrano contenere documentazione sulla topologia di rete relativa a progetti di AMD, Intel e Google, inclusi file riguardanti processori per server, socket e altri componenti.
Non è chiaro se sono stati sottratti file legati a esistenti o futuri progetti di Apple ma lo stabilimento Foxconn di Mount Pleasant (che ha confermato l’attacco) produce principalmente televisori e server dati e non dispositivi Apple.
La possibilità che sia stato sottratto qualche documento che riguardi Apple non è da escludere: gli impianti di produzione di Foxconn, siano essi in Cina, India o altrove, sono tipicamente protetti da una VPN interna; sebbene la rete dello stabilimento comprenda solitamente i computer in loco, le fabbriche Foxconn comunicano tra loro e con Apple tramite e-mail.

L’entità completa dell’attacco informatico ai danni degli stabilimento statunitensi di Foxconn è tutta da verificare. Secondo l’analista Mark Henderson fonte di preoccupazione sono specifiche che riguardano Google e Intel, dati su “mappe architettoniche di infrastrutture attive” che gli aggressori potrebbero utilizzare per identificare vulnerabilità in data center di tutto il mondo.
A dicembre dello scorso anno un problema simile si è verificato con Luxshare, un importante fornitore di Apple, un cyberattacco che ha permesso di sottrarre informazioni riservate relative alla linea di produzione e fabbricazione.











