Da tempo le indiscrezioni indicano che Siri non sarà più soltanto un assistente vocale e che in iOS 27 potrebbe diventare un agente AI sempre disponibile dentro il sistema, capace di accedere ai dati personali e di agire attraverso le app, con un’interfaccia di conversazione che ricorda molto da vicino ChatGPT e Gemini.
Ora Gurman ci fornisce un quadro più dettagliato di quello che Apple starebbe preparando per iOS 27, atteso alla WWDC 2026 di giugno e nei piani per il rilascio pubblico a settembre.
Dynamic Island, “Search or Ask” e modalità chatbot
Il punto di partenza sarebbe la Dynamic Island. Quando si pronuncia la parola di attivazione o si tiene premuto il tasto laterale, comparirebbe una grande animazione a forma di pillola nella parte alta dello schermo. Stessa area, ma con un’interfaccia completamente diversa e un ruolo molto più centrale dentro iOS.
Scorrendo dall’alto verso il centro dello schermo si aprirebbe una barra “Search or Ask” nella Dynamic Island. Funzionerebbe come una Spotlight potenziata, capace di mostrare risultati avanzati e dati provenienti dall’interno delle app. La barra includerebbe anche un’icona del microfono per la modalità vocale e permetterebbe di scegliere se usare Siri o un’alternativa di terze parti, ChatGPT o Gemini, tra gli altri, come motore di risposta.
Interagendo con Siri, si potrebbe trascinare verso il basso una scheda semitrasparente per entrare nella modalità conversazione vera e propria: un’interfaccia a thread di messaggi, con mini card integrate per meteo, appuntamenti e note. È il modello del chatbot applicato all’assistente di sistema.
L’app Siri e la ricerca sul web aperto
Per la prima volta, Siri avrebbe anche una sua app dedicata. La schermata principale mostrerebbe una griglia di riquadri che riassumono le conversazioni precedenti, con la possibilità di riprenderle, cercarle o avviarne di nuove. In fondo all’app ci sarebbero un pulsante “+” per allegare immagini e documenti, il campo di testo etichettato “Ask Siri” e l’icona del microfono per l’input vocale.
La novità forse più significativa sul piano funzionale sarebbe la ricerca AI sul web aperto: Siri potrebbe rispondere a domande di carattere generale con risposte articolate, sintesi per punti e immagini. È un territorio presidiato per anni da Google e, più di recente, dai nuovi strumenti di ricerca e risposta basati sull’intelligenza artificiale, da ChatGPT a Gemini e Perplexity.
Qui emerge anche il nodo più delicato, quello della privacy. Una Siri capace di leggere dati personali, recuperare informazioni dalle app e dialogare con servizi esterni dovrebbe offrire controlli molto chiari su ciò che viene elaborato sul dispositivo, ciò che passa dai server Apple e ciò che potrebbe essere inviato a piattaforme di terze parti. È proprio su questo equilibrio tra utilità e protezione dei dati che si giocherà una parte importante della nuova strategia AI di Apple.
Resta da capire quante di queste funzioni saranno disponibili al lancio e quante arriveranno con aggiornamenti successivi: i ritardi accumulati nei mesi scorsi suggeriscono prudenza, ma il quadro tracciato da Gurman descrive una trasformazione molto più ampia di un semplice restyling grafico.











