Steve Jobs, il suo cellulare e il record di velocità riemergono dalla BMW venduta all’asta

La BMW Z8 di Steve Jobs è stata venduta al doppio del prezzo di mercato. All’interno il suo cellulare personale, uno dei modelli a conchiglia più venduti dell’epoca. Secondo alcuni il cellulare potrebbe valere più della macchina. Nel computer di bordo un’altra sorpresa

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Si è conclusa come previsto l’asta di Sotheby’s a New York per la vendita della BMW Z8 appartenuta a Steve Jobs. La vettura infatti è stata acquistata per circa 280mila euro, un prezzo doppio rispetto alla valutazione di mercato stimata per questo modello, pari a 150mila euro, plusvalore naturalmente dovuto al ricordo del suo illustre primo proprietario.

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Come testimonia la documentazione del veicolo, il cofondatore di Apple l’ha comprata il primo aprile del 2000 per poi venderla dopo tre anni, dopo aver compiuto 25mila chilometri. Sembra che si tratti di due record per Steve Jobs, sia di durata per il possesso dell’auto che di percorrenza: nella sua vita Jobs ha utilizzato decine e decine di auto di lusso e sportive, secondo alcuni addirittura centinaia: circolava con targhe di prova non definitive, documentazione intestata alla concessionaria, cambiando vettura ogni 20-30 giorni mantenendo così il più assoluto anonimato. Dunque la BMW Z8 di Steve Jobs fa eccezione perché è una delle poche ad essere stata immatricolata e posseduta dal leggendario Ceo di Cupertino.

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Il valore di cimelio di questa coupé è incrementato anche dagli accessori, in particolare un telefonino cellulare Motorola Star Tac, uno dei terminali a conchiglia più celebri e più venduti di sempre nell’era della telefonia mobile, prima della rivoluzione degli smartphone. Ricordiamo che la BMW Z8 è stata prodotta tra il 2000 e il 2003, mentre iPhone è arrivato nel 2007.

Anche se per alcuni il ritrovamento del cellulare personale di Steve Jobs a bordo di questa vettura è del tutto fortuito e casuale, in realtà lo Star Tac era incluso di serie nella dotazione del veicolo ed era anche già dichiarato incluso prima che si svolgesse l’asta di Sotheby’s. Con ogni probabilità Steve Jobs lo utilizzò, ma che questo fosse il suo telefonino personale appare quanto meno sospetto o, per lo meno, lo è stato per un periodo non molto lungo. È noto infatti l’odio di Jobs per i primi telefonini, a suo dire dotati di interfaccia e sistema di input pessimi, considerazioni che lo spinsero a creare iPhone.

Forse l’unica vera piccola sorpresa arriva dal computer di bordo che Steve Jobs scelse come optional: nel registro emerge che la vettura, lo ricordiamo un poderoso 8 cilindri da 400 cavali, ha raggiunto la velocità massima di 186 chilometri orari, una velocità folle tenendo presenti le severissime norme stradali statunitensi e ancora di più quelle della California. Se il record è davvero di Jobs non dovrebbe sorprendere molto, infatti insieme all’uomo d’affari è sempre coesistito lo spirito ribelle della California fine anni ’60.