Chris Espinosa è un nome che non dirà molto agli utenti Apple di nuovo “pelo” ma è stato uno dei primissimi dipendenti dell’azienda (tra i suoi primi compiti correggere il Basic dell’Apple II) che ha, tra le tante cose, fatto parte del “magico team “che progettò il primo Mac.
Espinosa oggi ha 64 anni; ha iniziato a lavorare per la Mela all’età di 14 anni e ha il badge come dipendente numero 8. L’uomo ha risposto ad alcune domande del New York Times in occasione del 50° anniversario dell’azienda ed è uno dei pochi ad aver vissuto in prima persona tutta la storia della Apple, dalla nascita dell’azienda in un garage a Palo Alto, fino ad arrivare all’Apple Park.
Espinosa fu assunto da Steve Jobs dopo un incontro in un Byte Shop, una catena di negozi che aveva filiali in California e nelle città della baia di San Francisco. Era stato assunto per scrivere programmi in BASIC per l’Apple II, dimostramdo il potenziale a possibili utenti di quello che sarebbe diventato uno dei primi personal computer di successo.
Il New York Times spiega che il suo ruolo in Apple è cambiato molte volte nei 50 anni di storia dell’azienda. Attualmente è impiegato nel team che si occupa di tvOS ma il suo lavoro è iniziato passando le notti a scrivere il manuale d’uso dell’Apple II; voleva lasciare l’azienda nel 1981 ma Jobs lo convinse all’epoca a lasciare gli studi per entrare a tempo pieno in azienda.
Tra i suoi contributi più famosi c’è la progettazione della Calcolatrice del primo Macintosh nel 1983. Jobs aveva la mania di far perdere tempo in ritocchi ritenuti superflui dagli sviluppatori. Si narra, ad esempio, che quando Espinosa presentò la Calcolatrice a Jobs, quest’ultimo iniziò a contestare una serie di caratteristiche: “Il colore dello sfondo è troppo scuro, alcune linee sono dello spessore sbagliato, i pulsanti sono troppo grandi…”. Espinosa continuò a rifinire la Calcolatrice giorno dopo giorno ma ogni volta il co-fondatore di Apple contestava qualcosa; a un certo punto quando arrivò il giorno di una nuova presentazione al capo, il trucco per tagliare la testa al toro, ovvero “Steve Jobs Roll Your Own Calculator Construction Set”, un kit che permetteva all’utente di modificare e personalizzare l’aspetto della calcolatrice, cambiando qualsiasi elemento grafico desiderato (bottoni, ombreggiature, sfondi, ecc.). Anziché farsi una risata, Jobs si mise ad armeggiare e creare la calcolatrice secondo i suoi gusti, ottenendo dopo una decina di minuti quello che voleva: il design che fu scelto e rimasto per gli anni a venire, invariato per più di vent’anni.

Il periodo NeXT di Steve Jobs è stato complicato per Apple. All’epoca l’azienda licenziò varie persone ma Chris Espinosa rimase grazie all’anzianità: un manager gli aveva spiegato che licenziarlo sarebbe semplicemente costato troppo. “Mi chiedevo cosa avrei fatto, perché non avevo una laurea e avevo lavorato per una sola azienda”, riferisce Espinosa. Alla fine decise di rimanere: “Ero lì quando abbiamo acceso le luci. Tanto valeva rimanere fino a quando non si sarebbero spente le luci».
Come accennato, Espinosa si è occupato nel corso degli anni di vari progetti e attualmente è nel team tvOS.”L’Apple TV è un concetto che sarebbe molto difficile spiegare a qualcuno che viene dagli anni ’80.”, riferisce. Riguardo all’evoluzione della tecnologia nel suo complesso “l’idea di avere un computer a casa, di averne uno da portare ovunque con sé o di portarne uno al polso – tutto questo non era lontanamente inimmaginabile”, qualcosa che sarebbe stato visto come “spaventoso e strano” negli anni ’70.
Espinosa, vero e proprio pioniere dell’informatica, è critico sull’attuale Silicon Valley, con startup che nascono per scomparire dopo pochi mesi. “Il modello attuale non è pensato per la stabilità né per agire nell’interesse del cliente […] Gran parte del settore tecnologico cerca solo di individuare la prossima bolla e di battere in ritirata prima che scoppi, non è questo che facciamo qui”.
Espinosa non ha fornito dettagli ma la sua anzianità n una delle aziende più ricche e capitalizzate al mondo gli consente senza dubbio di disporre di una discreta serenità finanziaria. Steve Wozniak aveva letteralmente regalato 2.000 azioni a ciascun dipendente poco dopo l’ingresso in borsa di Apple negli anni ’80, quote che attualmente permetterebbero di racimolare più di 100 milioni di dollari.












