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Fine dell’era dei “trattori blindati”: per gli agricoltori arriva il diritto alla riparazione

Da anni agricoltori americani combattono contro Deere & Company (più nota come John Deere) – una delle principali aziende al mondo produttrice di macchine agricole – per il diritto di riparare da soli i propri macchinari e questa settimana si è arrivati a un accordo storico.

Sebbene il colosso della produzione di macchine agricole abbia sottolineato in una nota che ciò non costituisce un’ammissione di colpa, l’azienda ha accettato di versare 99 milioni di dollari in un fondo destinato alle aziende agricole e ai singoli individui che hanno partecipato a una class action.

Nello specifico, tale somma è disponibile per i soggetti coinvolti che, a partire da gennaio 2018, hanno pagato i concessionari autorizzati John Deere per la riparazione di grandi macchinari. Ciò significa che i querelanti recupereranno tra il 26% e il 53% dei danni per i sovrapprezzi pagati, secondo quanto riportato in uno dei documenti del tribunale: una cifra ad ogni modo superiore alla media tipica, che solitamente si attesta tra il 5% e il 15%.

L’accordo prevede inoltre l’impegno da parte di Deere a fornire, per un periodo di 10 anni, gli “strumenti digitali necessari per la manutenzione, la diagnosi e la riparazione” di trattori, mietitrebbie e altri macchinari. Questo punto è fondamentale, poiché in precedenza gli agricoltori erano costretti a ricorrere all’hacking del software delle proprie attrezzature solo per rimetterle in funzione.

Nel 2023, John Deere aveva firmato un protocollo d’intesa che affrontava parzialmente la questione, fornendo a terze parti la tecnologia per la diagnosi e la riparazione, a condizione che la sua proprietà intellettuale fosse tutelata. L’accordo di lunedì sembra rappresentare un passo avanti molto più incisivo (e legalmente vincolante).

John Deere condannata a pagare 99 milioni di dollari in causa sul diritto alla riparazione - macitynet.it
Immagine dal sito web di John Deere

Il sito statunitense The Drive sottolinea che che l’approvazione dell’accordo da parte di un giudice è ancora necessaria, ma molto probabile. John Deere deve inoltre affrontare un’altra causa intentata dalla FTC (Federal Trade Commission), che accusa l’azienda di obblgare gli agricoltori a utilizzare esclusivamente la propria rete di concessionari autorizzati, facendo lievitare i costi per i pezzi di ricambio e le riparazioni.

Speciali deroghe alle leggi sul copyright hanno reso legale negli USA mettere le mani su trattori di John Deere, aggirando blocchi imposti dal produttore per impedire a chi usa i macchinari di ripararli senza rivolgersi ai concessionari autorizzati.

Da tempo aziende come Samsung e Apple hanno stretto accordi per fornire componenti e manualistica per consentire a chi è in grado di farlo, di effettuare in proprio le riparazioni, senza obbligatoriamente rivolgersi ai centri di assistenza autorizzati.

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