Dischi fissi: prevista una crisi con prezzi in salita e scarsità  di pezzi

Per il settore dei dischi fissi analisti e costruttori prevedono una vera e propria crisi che porterà a unità prodotte insufficienti per soddisfare la domanda, prezzi in salita e infine anche ripercussioni negative sulle vendite di computer. La scarsità di dischi fissi è una conseguenza delle disastrose alluvioni che hanno colpito la Thailandia, paese in cui è concentrata circa la metà della produzione mondiale di componenti per HD e dischi fissi.

La previsione è stata formulata da Gus Richard ricercatore di Piper Jaffray riportata da Cnet: senza prendere in esame i prezzi in salita in diversi Paesi per le unità disponibili nel mercato retail, Richard ha rilevato un incremento dei prezzi compreso tra il 10% fino al 60% per gli HD trattati dai principali costruttori di computer: vengono citati Apple, Dell, HP  e Lenovo.

Richard stima la domanda di dischi fissi in 180milioni di pezzi per il quarto trimestre in corso con una disponibilità di circa 100milioni di pezzi: questa scarsità poterà secondo Richard a un calo forzato delle vendite di computer che dal precedente 7,2% potrebbero scendere fino al 4,3%. Secondo l’analista il culmine negativo della crisi degli HD arriverà però nel primo trimestre del 2012 in cui si accumulerà la domanda non soddisfatta del trimestre precedente con l’insufficienza di pezzi per la domanda del periodo preso in esame. Pur con alcune differenze anche Seagate dipinge un quadro simile in questo settore: il principale costruttore di HD prevede che la domanda supererà le unità disponibili per lo meno già entro dicembre inoltre prevede che la situazione non potrà migliorare per diversi trimestri successivi nel corso del 2012.

Ricordiamo che nei giorni scorsi in USA sono stati rilevati sensibili incrementi nei prezzi retail dei dischi fissi con aumenti per lo più ingiustificati compresi tra il 10% fino al 90% attribuiti alla corsa agli acquisti da parte degli utenti o più probabilmente, alle speculazioni dei distributori e dei rivenditori. Le decisioni degli operatori e lo stato d’animo dei consumatori influenzano sempre il mercato e, in situazioni di crisi l’effetto può essere moltiplicato. Secondo Gus Richard di Piper Jaffray il problema è sottostimato e ciò provocherà un aggravamento della situazione: “Nessuno sembra realmente interessato. Tutti hanno reagito oltremisura per il disastro in Giappone. Ora penso che (operatori e costruttori, ndr) stiano sottostimando la situazione”.  

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