Drake e Beyoncé dimostrano che l’esclusiva streaming paga

Drake e Beyoncé stabiliscono nel giro di poche settimane nuovi record per ascolti in streaming, grazie alle esclusive.

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Drake ha appena stabilito il record di tutti i tempi per lo streaming settimanale USA con quasi 248 milioni di ascolti del suo nuovo album Views nella prima settimana di disponibilità, almeno secondo i dati di BuzzAngle.

L’album era esclusivamente disponibile solo sulle piattaforme di Apple, su Apple Music per l’ascolto in streaming e su iTunes Store per l’acquisto. L’esclusiva si è tradotta in un fatturato di almeno 14 milioni di dollari: Apple ha registrato vendite che hanno superato un milione di album da 13,99 dollari nei primi cinque giorni di disponibilità.

Drake ha abbattuto il record detenuto e stabilito da pochissimo da un altro album con disponibilità esclusiva: Lemonade di Beyonce, rilasciato solo la settimana precedente. Ad oggi gli ascoltatori possono accedere in streaming a Lemonade solo su Tidal (benchè si possa acquistare anche su altre piattaforme come iTunes e Amazon). Su Tidal il disco di Beyoncè ha guadagnato 115 milioni di ascolti nella sua settimana di debutto, contribuendo a dare una spinta significativa ai nuovi iscritti per il servizio di Jay-Z.

Per raggiungere risultati di questo tipo le etichette discografiche hanno anche impiegato notevoli risorse per impedire che copie piratate degli album finissero su canali non autorizzati, come ad esempio YouTube.

I record di Drake di Beyoncé potrebbe rappresentare l’inizio di una nuova era per il mercato della musica: se gli artisti riuscissero frequentemente a concludere accordi in esclusiva con specifiche piattaforme musicali, come appunto Apple, Tidal o Spotify, le piattaforme di distribuzione avrebbero trovato un modo di ottenere maggiori ricavi dalle uscite discografiche di maggior peso, con conseguente beneficio anche per le casse delle etichette discografiche.

A dimostrazione di ciò si evidenzia la sempre maggior crescita della voce “servizi” nei bilanci di Apple (ora la seconda per ricavi), che include anche le piattaforme musicali. Probabilmente il futuro vedrà la corsa da parte dei principali protagonisti del settore per strappare sempre più esclusive dali artisti più popolari.

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