Eric Schmidt: Android oggi è per Apple ciò che fu Microsoft 20 anni fa

Intervistato da Bloomberg, Eric Schmidt annuncia oltre 1.3 milioni di dispositivi Android attivati giornalmente e avanza il paragone con il mercato dei PC: Android è per Apple oggi quello che fu Microsoft negli anni ‘90.

Dopo l’intervista a Larry Page, è la volta di Eric Schmidt, intervistato questa volta da Bloomberg su diverse tematiche riguardanti il mercato tecnologico attuale. Meno cauto del CEO di Google, Eric Schmidt non va per il sottile sulla competizione fra Apple e Android: secondo il presidente di Mountain View, Android sta vincendo e cita i dati di Gartner, che vedono il mercato globale in mano per il 72% ad Android (1.3 milioni di dispositivi Android sono attivati ogni giorno) e per il 14% ad Apple.

Questo è un cambiamento enorme di piattaforma, delle stesse dimensioni del confronto di 20 anni fa fra Microsoft ed Apple. E noi stiamo vincendo quel confronto abbastanza chiaramente.

Torna dunque il paragone che affianca lo scontro sul mercato dei computer fra Apple e Microsoft negli anni 90 a quello attuale fra Android e Apple sul mercato dei dispositivi mobili, paragone già citato dallo stesso Isaacson nella biografia ufficiale di Steve Jobs: una delle ragioni dell’astio di Jobs verso Android fu proprio legato al fatto che lo scontro fra l’OS di Google e iOS ricordava a Jobs proprio il conflitto Microsoft/Apple degli anni ‘90, perso da Apple.

Secondo Schmidt la situazione è la medesima ed Apple, così come successe in passato, sta chiaramente perdendo la sfida contro Google, anche se con qualche effetto collaterale:

La strategia di base è quella di fare una torta più grande. Sarà forse una torta non perfettamente controllata e non perfettamente gestita, ma questo in virtù del sistema aperto.

Schmidt commenta anche la crisi economica internazionale, prevedendo periodi bui per l’Europa, i cui debiti dei paesi del Sud peseranno e rallenteranno lo sviluppo delle più produttive regioni del nord Europa. Molto più promettente invece lo sviluppo del mercato cinese e la ripresa di quello USA. L’intervista si conclude poi affrontando tematiche riguardo alla banda larga e agli spetti di frequenze in USA, oltre allo sviluppo dei servizi online della grande G, paragonati a quelli della concorrenza.