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Rivoluzione iCloud+: Apple TV e Arcade gratis in oltre 100 Paesi

Apple si appresta a fare di iCloud+ un contenitore universale capace di gestire piani e servizi? La domanda nasce dalla notizia secondo cui in oltre 100 Paesi e regioni tutti i piani a pagamento di iCloud+ comprenderanno anche Apple TV e Apple Arcade senza costi aggiuntivi. Restano fuori Stati Uniti e alcuni dei principali mercati occidentali, compresi Italia, Regno Unito, Canada e Australia.

Nei Paesi interessati sparisce Apple One per i nuovi clienti e Apple TV e Apple Arcade non saranno più disponibili come abbonamenti individuali acquistati direttamente da Apple. Si delinea così un nuovo modello che trasforma iCloud+ da servizio basato soprattutto su spazio di archiviazione e privacy in un vero pacchetto di servizi Apple.

L’inclusione riguarda i servizi nella loro offerta completa. Apple TV mette a disposizione l’intero catalogo di produzioni originali della società, mentre Apple Arcade offre oltre 200 giochi senza pubblicità e acquisti in-app. La condivisione tramite “In famiglia” permette inoltre di estendere spazio iCloud, Apple TV e Arcade fino ad altre cinque persone.

Il confronto con la situazione italiana aiuta a capire la portata dell’operazione. Da noi il piano iCloud+ da 50 GB costa 0,99 euro al mese, mentre Apple TV costa 9,99 euro mensili e Apple Arcade 6,99 euro. Nei mercati coinvolti nella nuova iniziativa, due servizi che acquistati separatamente hanno un valore significativo entrano nel prezzo del normale abbonamento iCloud+.

Arriva anche Apple Music Select

Dentro iCloud+ compare inoltre Apple Music Select, un nuovo livello del servizio musicale che offre stazioni curate da Apple e prive di pubblicità, con musica locale, classifiche e raccolte dedicate agli anni Ottanta e Novanta.

Non equivale all’abbonamento completo ad Apple Music: serve piuttosto come punto di ingresso al servizio. Agli utenti iCloud+ Apple proporrà infatti Apple Music completo a un prezzo mensile scontato, differente a seconda del Paese.

Apple One passa in secondo piano

La trasformazione coinvolge direttamente Apple One, il pacchetto nato per riunire in un solo abbonamento Apple Music, Apple TV, Apple Arcade e iCloud+. Apple One era stato introdotto proprio per concentrare più servizi Apple in una sola sottoscrizione.

Nei Paesi interessati dal nuovo iCloud+ Apple One non sarà più sottoscrivibile dai nuovi clienti. Gli attuali abbonati potranno invece continuare a utilizzare il proprio piano.

Il cambiamento è significativo: il baricentro dell’offerta sembra spostarsi da Apple One verso iCloud+, che progressivamente sta assumendo un ruolo molto più ampio rispetto alla semplice archiviazione cloud.

Un contenitore modulare per tutti i servizi?

Lo scenario aperto dalla nuova strategia resta difficile da decifrare, soprattutto per la questione dei prezzi. Nei Paesi coinvolti Apple sta aumentando in misura notevole il valore di iCloud+ senza far pagare separatamente Apple TV e Apple Arcade e, nello stesso tempo, sta togliendo Apple One dall’offerta destinata ai nuovi clienti.

Resta da capire che cosa accadrà in Italia, negli Stati Uniti e negli altri grandi mercati rimasti esclusi dalla prima fase. Applicare senza modifiche la stessa formula da noi significherebbe affiancare a un piano iCloud+ che parte da 0,99 euro servizi che oggi, acquistati separatamente, costano complessivamente molto di più.

Si può quindi ipotizzare che il modello introdotto in questi Paesi rappresenti una prima applicazione di una riorganizzazione più ampia dell’offerta Apple, con prezzi e combinazioni di servizi destinati eventualmente a cambiare nei diversi mercati. Una struttura di questo tipo potrebbe acquistare ancora più importanza quando sarà pienamente operativa la nuova generazione di servizi basati sull’intelligenza artificiale.

Apple ha già iniziato a collegare l’accesso esteso ad alcune funzioni di Apple Intelligence ai piani iCloud+, soprattutto quando entrano in gioco elaborazioni effettuate sui server. Alcune funzioni basate sui modelli server-side hanno limiti giornalieri di utilizzo e iCloud+ permette di aumentare queste soglie.

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La stessa impostazione dovrebbe riguardare Siri. Alcune elaborazioni sul cloud di Siri AI saranno soggette a limiti, creando di fatto diversi livelli di utilizzo. Mark Gurman di Bloomberg ha indicato una possibile evoluzione nella stessa direzione: le funzioni più avanzate di Siri AI potrebbero essere collegate a formule a pagamento, con soglie superiori per chi dispone dei piani iCloud+ più elevati.

Un meccanismo analogo è già visibile nella Casa. Le nuove funzioni intelligenti delle videocamere sono legate ai diversi livelli di iCloud+ e il numero di dispositivi supportati cresce passando ai piani con maggiore capacità.

Mettendo insieme questi elementi, iCloud+ potrebbe diventare progressivamente il contenitore modulare dell’intera offerta di servizi Apple. Lo spazio cloud costituirebbe la base, alla quale affiancare intrattenimento, giochi, musica e differenti livelli di accesso alle funzioni di intelligenza artificiale. La scomparsa di Apple One per i nuovi clienti nei mercati coinvolti acquista, vista da questa prospettiva, un significato più ampio.

Resta da capire come Apple potrebbe trasferire questo modello nei mercati principali. I prezzi utilizzati nella prima fase difficilmente possono essere considerati un riferimento per Italia, resto dell’Europa occidentale e Stati Uniti. La formula introdotta oggi potrebbe anticipare lo scenario futuro, ma con livelli, combinazioni di servizi e prezzi differenti, soprattutto quando Apple Intelligence diventerà una componente stabile dell’offerta.

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