Un modello di intelligenza artificiale di livello elevatissimo, paragonabile a quello che utilizzano poche e selezionate realtà al mondo di livello governativo, ma in mano a tutto il grande pubblico. È questo Claude Fable 5, il modello AI più potente mai reso disponibile al grande pubblico da Anthropic.
L’annuncio ha attirato molta attenzione proprio per le prestazioni e per quello che c’è dietro: Fable 5 è la prima versione accessibile su larga scala di Mythos, la famiglia di modelli che Anthropic considera così avanzata da essere stata finora riservata a un numero ristretto di partner per ragioni di sicurezza.
Cos’è Fable 5 e a cosa serve
Fable 5 è creato da una società che fornisce, tra gli altri, Microsoft 365 Copilot e ha un grande credito nella programmazione assistita dall’intelligenza artificiale. Il modello non viene presentato solo come un assistente più intelligente, ma come uno strumento per affidare all’AI compiti estesi, con una supervisione umana ridotta. È destinato soprattutto a lavori complessi e di lunga durata: programmazione, analisi di documenti, gestione di progetti articolati, interpretazione di grafici e immagini, compiti svolti da agenti AI capaci di pianificare e correggersi da soli.
Tra i risultati più citati, Stripe ha riportato che il modello ha completato in un giorno, su una codebase da 50 milioni di righe, una migrazione che a un intero team avrebbe richiesto oltre due mesi di lavoro manuale.
Fable 5 e la sua versione gemella Mythos 5 condividono lo stesso modello di base. La differenza sta nelle protezioni attive: Fable è la versione controllata per il pubblico, Mythos quella con meno filtri, riservata a partner selezionati nella cybersicurezza e nella ricerca biomedica. Anthropic sta quindi creando due livelli di accesso alla stessa tecnologia, uno aperto al mercato e uno destinato solo a organizzazioni autorizzate.
I limiti, e perché esistono
Qui sta il punto più discusso. Un modello con capacità di questo livello, secondo Anthropic, potrebbe essere usato per scoprire vulnerabilità informatiche, facilitare attacchi o assistere ricerche pericolose in campo biologico e chimico. Per questo Fable 5 è dotato di filtri automatici.
Quando una richiesta viene classificata come rischiosa in ambito cybersecurity, biologia, chimica o in casi di tentata “distillazione” (l’uso delle risposte di un modello potente per addestrarne un altro, magari concorrente o privo delle stesse protezioni), la conversazione viene reindirizzata automaticamente a Opus 4.8, il modello precedente, e l’utente ne viene avvisato.
Anthropic ammette che questi filtri sono stati tarati in modo molto prudente, al punto da bloccare anche richieste del tutto innocue, pur di non ritardare il lancio. Il tema si inserisce in un dibattito più ampio sulla sicurezza dei modelli generativi, già al centro del Codice di condotta europeo per l’AI generativa.
Le critiche
In realtà nei primi test pubblici i filtri si sono rivelati più ampi di quanto l’azienda avesse fatto intendere. Alcuni utenti hanno scoperto che Fable 5 rifiutava domande apparentemente innocue come “cosa sono i mitocondri” o “come funzionano i vaccini a mRNA”, passando automaticamente la richiesta a Opus 4.8, che invece rispondeva senza problemi. Stessa sorte per domande su febbre da fieno, asma, resistenza agli antibiotici o Ebola.
Anthropic ha confermato che si tratta di una scelta voluta: meglio bloccare troppo che troppo poco, almeno per ora, promettendo di ridurre i falsi positivi nelle prossime settimane.
C’è poi un secondo fronte, ancora più delicato. Tra i filtri di Fable 5 ce n’era uno, pensato per impedire l’uso del modello nell’addestramento di altri sistemi AI concorrenti, che era invisibile: invece di rifiutare o cambiare modello, il sistema peggiorava di proposito la qualità delle risposte senza avvisare l’utente, una scelta percepita come un inganno più che come un limite dichiarato. Anthropic si è scusata pubblicamente, ammettendo di aver sbagliato equilibrio, e ha promesso di rendere visibile anche questo tipo di intervento.
Infine, sul fronte aziende, la nuova policy impone una conservazione dei dati di 30 giorni per chi usa Fable 5, anche per le imprese che avevano accordi di conservazione zero. Anthropic assicura che i dati non verranno usati per addestrare nuovi modelli, ma solo per motivi di sicurezza.
Non tutti sono convinti: Microsoft ha già limitato l’uso di Fable per i propri dipendenti proprio per queste preoccupazioni, un segnale pesante per l’adozione del modello nelle grandi organizzazioni.
Quando arriva, e quanto costa
Sul fronte della disponibilità, Fable 5 è incluso senza costi extra nei piani Pro, Max, Team ed Enterprise a posti, ma solo fino al 22 giugno. Dopo quella data, l’uso richiederà crediti aggiuntivi. Su API e piani Enterprise a consumo è già pienamente disponibile.
Il prezzo, 10 dollari per milione di token in ingresso e 50 in uscita, è il doppio di quello del modello precedente, Opus 4.8. È un costo che potrebbe limitarne la diffusione tra le aziende più attente al budget, anche se Anthropic sostiene che il maggior prezzo sia compensato dalla capacità del modello di completare lavori più complessi con meno interventi umani.
Il lancio arriva in un momento particolare per Anthropic, che si prepara a entrare nei mercati pubblici insieme ad altri grandi nomi della tecnologia come OpenAI e SpaceX.












