Tra le novità annunciate recentemente da Apple per la suite Creator Studio di particolare interesse una che riguarda Keynote. Lo strumento di Apple per la creazione di presentazioni supporterà un nuovo formato dei file, una evoluzione esplicitamente legata all’intelligenza artificiale: un un formato aperto e più facile da gestire con strumenti AI di terze parti.
Apple spiega che Keynote introduce il supporto per il formato Keynote Interchange (.keyx), un file bundle aperto basato su JSON progettato per essere leggibile e accessibile a strumenti esterni, workflow di sviluppo e agenti AI.
La novità non è ancora attiva: Apple ha spiegato che le enovità di Apple Creator Studio saranno disponibili questo novembre sull’App Store come aggiornamento gratuito per chi ha già un abbonamento.
Non è l’unica novità legata all’IA. Keynote riceverà anche un assistente che aiuta a creare le presentazioni e un server MCP, cioè un’interfaccia che permette agli agenti di lavorare direttamente sui file dell’app.
Per capire la portata della novità bisogna guardare a com’è fatto oggi un file Keynote. Il formato .key racchiude tutto il necessario, dalle immagini ai testi. Però non è documentato e chi vuole leggerlo dall’esterno si trova davanti un muro.
Da oltre dieci anni i file Keynote non sono più pacchetti da aprire con un clic destro nel Finder. Resta l’opzione per salvarli “alla vecchia maniera”. Esiste anche un trucco storico che funziona ancora: si duplica il file e si cambia l’estensione da .key a .zip. Ma il risultato è parziale. Le immagini si trovano senza fatica nella cartella Data. I testi invece stanno nella cartella Index, dentro file .iwa, un altro formato proprietario. Da questi file si può estrarre il testo grezzo con qualche metadato, ma niente di più. È un limite in vari ambiti, perché leggere e scrivere documenti di Office e iWork è una delle attività che i modelli linguistici svolgono sempre più spesso.
Perché proprio JSON
La scelta di JSON non è casuale. È uno dei formati più usati nello sviluppo software e tutti i grandi modelli linguistici sono addestrati su enormi quantità di file JSON. Per un’IA leggere e gestire questi file è naturale. Chiedere a ChatGPT, Claude o Muse di creare una presentazione Keynote da zero, o di modificarne una esistente, diventerà quindi molto più semplice e affidabile.
Apple ha già seguito questa strada con Xcode, che usa un proprio formato in JSON. In questo caso il vantaggio vale anche per i programmatori, che possono leggere e modificare i file a mano.
C’è poi un effetto collaterale interessante. Apple ha detto che pubblicherà le specifiche del formato, quindi chiunque potrà implementarlo, aprire i file .keyx e scriverli senza rompere la compatibilità con Keynote. Ne potrebbero approfittare anche le suite concorrenti, da Microsoft Office a LibreOffice. Apple però inquadra la novità soprattutto come un passo verso l’IA, non verso l’interoperabilità tra suite d’ufficio.

E Pages e Numbers?
Per ora solo Keynote passa al nuovo formato. Pages e Numbers potrebbero seguire in futuro, ma Apple non ha per il momento annunciato nulla. Visto il percorso già fatto con Xcode, è probabile che l’intera suite iWork adotti presto formati aperti in JSON.


















