Capire quanto è davvero veloce un iPhone rispetto a uno smartphone Android, a un Mac o a un PC dovrebbe diventare più semplice. Con Geekbench 7, la nuova versione del benchmark più utilizzato per misurare le prestazioni di CPU e GPU, i test si avvicinano molto di più alle attività che svolgiamo ogni giorno. L’obiettivo di Primate Labs è offrire punteggi che riflettano meglio l’esperienza reale d’uso e rendano più affidabili i confronti tra dispositivi diversi.
Per chi segue il mondo Apple la novità è importante. I prossimi benchmark di iPhone, iPad e Mac saranno infatti pubblicati con Geekbench 7 e mostreranno numeri molto diversi rispetto a quelli a cui siamo abituati. Questo non significa che i dispositivi saranno improvvisamente più veloci o più lenti: semplicemente cambia il modo in cui vengono misurate le prestazioni.
Benchmark pensati per l’uso quotidiano
La principale novità di Geekbench 7 è l’introduzione di nuovi carichi di lavoro che simulano operazioni reali anziché semplici test sintetici.
Tra questi troviamo attività legate ai contenuti multimediali come:
- codifica video AV1 per simulare la condivisione dello schermo durante una videoconferenza;
- compressione di musica e registrazioni vocali con il codec Opus;
- riproduzione di video con generazione automatica dei sottotitoli tramite il modello di riconoscimento vocale Whisper.
Sono operazioni ormai comuni nelle piattaforme di videoconferenza, nelle app di podcast, nei memo vocali e nei servizi di streaming.
Più spazio all’intelligenza artificiale e alla GPU
Anche il benchmark dedicato alla GPU è stato completamente aggiornato e guarda soprattutto alle applicazioni che oggi sfruttano l’intelligenza artificiale.
Tra i nuovi test figurano:
- riconoscimento del volto con applicazione di filtri in tempo reale;
- upscaling delle immagini tramite AI;
- sfocatura dello sfondo durante le videoconferenze;
- sviluppo di immagini RAW;
- color grading video con LUT;
- path tracing;
- simulazione dei fluidi.
Per le GPU NVIDIA arriva inoltre il supporto a CUDA, che si affianca a OpenCL, Vulkan e Metal già presenti nelle versioni precedenti.
Il multi-core misura meglio le prestazioni reali
Primate Labs ha modificato anche il funzionamento del benchmark multi-core.
In Geekbench 6 molti test utilizzavano tutti i core disponibili del processore. In Geekbench 7, invece, ogni prova sfrutta il multi-threading soltanto quando anche l’applicazione reale lo farebbe.
Un esempio è il browser web: poiché normalmente utilizza pochi thread, il relativo test non viene più eseguito in modalità multi-core. Secondo gli sviluppatori questo rende il punteggio finale molto più rappresentativo dell’utilizzo quotidiano e permette confronti più attendibili tra i diversi processori.
Anche i file di prova diventano più impegnativi
Per riflettere l’evoluzione dei contenuti digitali, Geekbench 7 utilizza dataset decisamente più grandi rispetto alla versione precedente.
I nuovi benchmark comprendono:
- archivi compressi più complessi con codice sorgente, file oggetto e documenti;
- documenti PDF più ricchi e diversificati;
- immagini nei moderni formati JPEG XL e DNG;
- raccolte fotografiche più ampie da importare ed elaborare.
L’obiettivo è mettere sotto pressione CPU e GPU con dati molto simili a quelli che gli utenti gestiscono oggi.
I risultati di Geekbench 6 non sono più confrontabili
La conseguenza più importante è che i punteggi di Geekbench 7 non possono essere confrontati direttamente con quelli di Geekbench 6.
Questo significa che tutte le classifiche pubblicate finora dovranno essere ricostruite. I prossimi test di iPhone, Mac, smartphone Android e PC utilizzeranno una nuova scala di riferimento e i numeri potranno essere molto diversi pur a parità di prestazioni effettive.
Geekbench 7 è già disponibile gratuitamente per uso personale su iPhone, iPad, Android, Windows, macOS e Linux. La versione Pro costa attualmente 79 dollari, grazie a uno sconto del 20% rispetto al prezzo standard di 99 dollari, con una licenza valida per macOS, Windows e Linux.




















