La Bundesnetzagentur, l’agenzia tedesca responsabile – tra le altre cose – della regolamentazione delle telecomunicazioni, la scorsa settimana ha sottolineato che, contrariamente a quanto affermano alcune pubblicità online, ad oggi non esistono smartwatch in grado di misurare la glicemia in modo non invasivo.
L’agenzia federale riferisce che lo scorso anno ha segnalato 1226 annunci sospetti, prodotti che non rispettano varie norme, obbligando i vendor a ritirarli dal mercato. Sfruttando il “Safety Gate”, sistema della Commissione europea che consente la rapida diffusione di informazioni sulle misure adottate contro i prodotti pericolosi non alimentari tra le autorità nazionali responsabili della sicurezza dei prodotti nei paesi del mercato unico, alcuni smartwatch sono stati segnalati come non commerciabili perché la funzionalità di misurazione della glicemia era sola simulata.
Glucometri non invasivi e senza puntura, per ora solo un sogno
Non esistono al momento glucometri non invasivi e senza puntura: dispositivi-truffa sono venduti come innovazioni sfruttando la speranza dei diabetici che vorrebbero sistemi meno invasivi, senza bisogno di ricorrere a lancette, pungidito, sfruttare gocce di sangue da collocare su strisce reattive, ecc.
Nel merito, gli organismi di regolamentazione e i laboratori di prova indipendenti sono unanimi: nessun dispositivo di consumo, che si tratti di smartwatch o di anelli smart, è omologato per misurare il livello di glucosio senza essere accoppiato a un dispositivo esterno come l‘Abbott FreeStyle Libre; affermare il contrario non è solo una pratica commerciale ingannevole, è un gioco pericoloso. Per un utente diabetico, fare affidamento su dati fantasiosi per prendere decisioni terapeutiche può rivelarsi pesante con conseguenze.
Spiega Altrocomsumo: «Sistemi del tutto non invasivi che permettano di misurare la glicemia in modo accurato e affidabile senza pungere un dito per prelevare del sangue o senza bucare la pelle per inserire un sensore sotto la cute non esistono ancora: gli unici sistemi validati di misurazione della glicemia sono due e sono entrambi almeno in minima parte invasivi. Misurano la glicemia su un campione di sangue prelevato pungendo un polpastrello.
Per farlo, si usa una penna pungidito dotata di lancetta (che contiene un ago). La goccia di sangue viene assorbita da una striscia reattiva che viene letta da un dispositivo elettronico – il glucometro – che misura la glicemia. Questo è il metodo classico ancora in uso da gran parte dei pazienti diabetici».
I sistemi per il monitoraggio continuo della glicemia via iPhone, smartwatch e Apple Watch permettono una misurazione in continuo della glicemia e non utilizzano né strisce reattive, né pungidito. “Richiedono tuttavia di inserire stabilmente un sensore sotto la pelle (dietro il braccio o sul tronco) e di cambiarlo periodicamente. Il sensore stima la glicemia stando a contatto col fluido interstiziale, cioè il liquido che bagna le cellule. “È quindi un sistema invasivo, seppur in modo minimo”.

Apple al lavoro da anni sulla tecnologia in questione
Apple continua a lavorare su tecnologie utili per chi soffre di diabete, e secondo indiscrezioni sta – tra le altre cose – testando internamente un’app pensata per monitorare il livello di glicemia.
Da tempo si vocifera di Apple al lavoro per creare un Apple Watch con qualche sistema non-invasivo in grado di misurare la glicemia ma non è un compito facile e lo scorso anno è stato nominato un nuovo responsabile con questo scopo, obiettivo visto come una sorta di Santo Graal dai big del mondo IT che propongono dispositivi indossabili.
Di dispositivi per il controllo (attraverso il sensore fisso) della glicemia su iPhone parliamo su questa pagina. Di software per Apple Watch e il controllo della glicemia parliamo su questa pagina.












