La tecnologia da polso si sta evolvendo, passando da semplici misurazioni legate al benessere all’obiettivo di motivare, creare abitudini durature ma anche di offrire funzionalità che potrebbero essere di aiuto in ambiti finora dove nessuno ha osato: la misurazione della glicemia.
Attualmente nessun smartwatch commercializzato in Europa è ufficialmente in grado di misurare la glicemia e recentemente un ente di regolamentazione tedesca ha ricordato che le promesse di alcuni produttori sono tutte prive di fondamenti scientifici, invitando a usare strumenti di misurazione tradizionale.
Qualcosa ad ogni modo si muove: in occasione del World Health Expo 2026 a Dubai, Huawei ha mostrato Watch GT 6 Pro (nel momento in cui scriviamo su Amazon a 329,00 euro) in grado di sfruttare un sensore PPG per valutare il rischio diabete o prediabete.
I sensori PPG sono la tecnologia alla base del monitoraggio della frequenza cardiaca nell’Apple Watch e molti altri dispositivi indossabili.
L’idea di Huawei è offrire una funzione relativa alla glicemia; a differenza delle soluzioni invasive o dei futuri sensori “in tempo reale” tanto attesi, l’approccio di Huawei è indiretto: non misura il livello di zucchero nel sangue in un dato momento “t” ma si basa sui segnali di fotopletismografia (PPG), in altre parole individuando dettagli dai dati ottici ottenuti dalla luce riflessa dal flusso sanguigno, analizzando i cambiamenti vascolari in un periodo da 3 a 14 giorni.
Esaminando l’elasticità arteriosa e la “rigidità” della circolazione sanguigna (spesso alterati da una glicemia elevata), l’algoritmo classifica l’utente in tre categorie: basso rischio, moderato o alto. Se lo smartwatch considera l’utente a rischio. consiglia vivamente di andare da un medico e fare veri e propri esami, fondamentali per la diagnosi precoce e per il monitoraggio, finalizzati soprattutto a prevenire l’insorgenza di altre complicanze.
Esame del sangue e diabete
Dal punto di vista normativo, Huawei gioca la carta di uno strumento presentato per il “benessere e la sensibilizzazione” e non come dispositivo adatto per la diagnosi medica, scelta che permette di non attendere il complesso via libera da parte di autorità sanitarie come la FDA o l’EMA. L’idea non è quella di individuare automaticamente pazienti diabetici ma quella di segnalare anomalie per le quali sarebbe bene sottoporsi a esami per il controllo dei livelli glicemici nel sangue.
Il blog specializzato 5KRunner riferisce che la funzione non è ancora visibile su tutte le versioni beta dell’applicazione Huawei Health in Europa.
Gli altri big del settore non stanno con le mani in mano: Garmin ha depositato due brevetti specifici nel 2025-2026 per offrire funzionalità simili. Apple e Samsung stanno da tempo lavorando su soluzioni non invasive, ma la necessità di ottenere il placet da autorità per la regolamentazione dei prodotti farmaceutici probabilmente sta rallentando l’arrivo di funzionalità specifiche).
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Apple al lavoro da anni sulla tecnologia in questione
Apple continua a lavorare su tecnologie utili per chi soffre di diabete, e secondo indiscrezioni sta – tra le altre cose – testando internamente un’app pensata per monitorare il livello di glicemia.
Da tempo si vocifera di Apple al lavoro per creare un Apple Watch con qualche sistema non-invasivo in grado di misurare la glicemia ma non è un compito facile e lo scorso anno è stato nominato un nuovo responsabile con questo scopo, obiettivo visto come una sorta di Santo Graal dai big del mondo IT che propongono dispositivi indossabili.
Di dispositivi per il controllo (attraverso il sensore fisso) della glicemia su iPhoneparliamo su questa pagina. Di software per Apple Watch e il controllo della glicemia parliamo su questa pagina.












