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I 4 modi con cui iOS 27 e l’AI miglioreranno le tue foto su iPhone

Inquadri un’etichetta e iPhone ti dice cosa stai mangiando. Scatti una foto storta e si sistema da sistema da sola. Con iOS 27, la fotografia su iPhone cambierà per tutti, grazie all’Intelligenza Artificiale.

Sono quattro le funzioni precise, con nomi e comportamenti già descritti dalle fonti più vicine ad Apple, che arriveranno con il sistema operativo che Apple presenterà alla WWDC dell’8 giugno e rilascerà in autunno insieme a iPhone 18 Pro e al primo iPhone pieghevole della storia, il futuro iPhone Ultra.

Tre novità riguardano l’app Foto, una trasforma la Fotocamera in qualcosa di diverso da quello che è stata fino ad oggi. È da qui che vale la pena partire.

La fotografia come laboratorio dell’AI

Se c’è un’area in cui l’AI può dimostrare il suo valore in modo immediato e concreto per l’utente medio, è proprio quella delle immagini. Non perché iPhone scatti male — anzi — ma perché è lì che la differenza tra un risultato automatico e uno davvero intelligente si tocca con mano ogni giorno.

Le novità fotografiche di iOS 27 si divideranno in due aree distinte: tre strumenti per l’app Foto, uno per la Fotocamera.

Nell’app Foto: Extend, Enhance e Reframe

Come abbiamo già raccontato parlando del nuovo fotoritocco intelligente di iOS 27, l’app Foto riceverà una sezione chiamata, in inglese, Apple Intelligence Tools, con tre funzioni principali gestite interamente in locale, senza ricorrere a server remoti.

Extend

Extend è probabilmente la funzione più utile nella pratica quotidiana. Capita spesso di scattare una foto e accorgersi dopo che manca qualcosa ai bordi — un soggetto tagliato, un paesaggio che si poteva respirare di più, una composizione che con qualche centimetro in più sarebbe stata perfetta. Fino ad oggi l’unica soluzione, quando era possibole, era rifare lo scatto.

Con Extend, invece, si allarga l’inquadratura con le dita, come quando si fa uno zoom al contrario, e l’AI si occupa di generare le porzioni mancanti in modo coerente con il resto della scena.

Non è un riempimento generico, ma un completamento che tiene conto di luce, prospettiva e contesto visivo già presenti nella foto. Il vantaggio è quello di avere una giusta composizione o un ritaglio differente anche quando non siamo stati perfetti all’atto della cattura.

Enhance

Enhance affronta un problema diverso: quello della foto tecnicamente imperfetta. Luce piatta, colori spenti, un interno troppo scuro o un controluce gestito male dalla fotocamera. L’app Foto ha già oggi un pulsante di correzione automatica, ma i risultati sono spesso modesti e poco precisi — agisce su valori generici senza capire davvero cosa c’è nell’immagine.

Enhance dovrebbe cambiare questo approccio: invece di applicare una correzione standard, analizzerà il contenuto della foto e interverrà in modo contestuale, distinguendo ad esempio tra un ritratto in interni e un paesaggio al tramonto.

L’obiettivo è ottenere un risultato credibile e naturale in un solo passaggio, senza dover toccare manualmente esposizione, contrasto e saturazione uno per uno. Per chi non è un fotografo esperto — o non vuole perdere tempo con un programma specializzato — è un passo avanti.

Reframe

Reframe è la più tecnica delle tre e si rivolge a un caso d’uso specifico e certamente meno comune: le foto spaziali, quelle immagini tridimensionali che iPhone può scattare e che trovano la loro dimensione naturale su Vision Pro. Una foto spaziale cattura la scena con una profondità che una foto tradizionale non ha, ma il punto di vista è fissato al momento dello scatto. Reframe consente di modificarlo in un secondo momento, cambiando l’angolazione con cui si guarda la scena dopo che la foto è già stata scattata.

È un concetto senza equivalenti nella fotografia tradizionale: non si ritaglia, non si ruota — si rientra nella scena da una prospettiva diversa. Detto questo, finché Vision Pro non arriverà in Italia o non emergeranno altri dispositivi che sfruttano il formato spaziale, Reframe rischia di essere la funzione che pochi useranno davvero.

Vale, infine, la pena precisarlo: Extend e Reframe non sono ancora affidabili nei test interni. Questo lascia aperta la possibilità che alcune funzioni vengano ridimensionate o rinviate prima del lancio.

Apple arriva dopo Google e Samsung su questo terreno — Magic Eraser e Photo Unblur esistono da anni su Pixel, Galaxy spinge sull’editing intelligente da altrettanto — e non può permettersi di presentare strumenti che non funzionano.

Nella Fotocamera: Siri diventa uno sguardo

La quarta novità è quella più strutturale. Come abbiamo raccontato nell’articolo su Siri e Visual Intelligence nella Fotocamera di iPhone, con iOS 27 questa tecnologia — oggi poco visibile e legata a percorsi non immediati — diventerà una modalità a tutti gli effetti nel selettore della Fotocamera, accanto a Foto, Video e Ritratto.

Il significato pratico è che basta inquadrare qualcosa per ottenere informazioni in tempo reale. Etichette nutrizionali, biglietti da visita, cartelli, insegne commerciali — tutto diventa interrogabile, anche grazie all’integrazione con ChatGPT e altri strumenti di ricerca visiva. L’obiettivo di Apple è la trasformazione di ciò che si vede in azioni: salvare un contatto, recuperare informazioni su un’attività, leggere un documento. Lo stesso principio, vale la pena ricordarlo, che sta alla base delle novità in arrivo per Wallet, dove la fotocamera servirà a convertire tessere e documenti cartacei in pass digitali.

L’evoluzione si collega anche al lavoro che Apple sta facendo sugli occhiali smart e su altri dispositivi indossabili. L’iPhone è il primo passo verso un’esperienza in cui l’AI analizza l’ambiente circostante in modo continuo. La Fotocamera di iOS 27 è l’inizio di quel percorso.

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