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I big dell’€™informatica che ci hanno lasciato nel 2011

Il 2011 è stato un anno di lutti per il mondo high-tech. Non è morto solo l’ex CEO di Apple Steve Jobs ma molti altri personaggi sono passati a miglior vita. eWeek ricorda diciassette personaggi di rilievo, visionari e pionieri del mondo della tecnologia tutti passati a miglior vita quest’anno. Si parte da Jobs del quale è superfluo ricordare su questo sito i suoi meriti e le sue geniali intuizioni, per passare poi a Dennis Ritchie, programmatore statunitense morto a ottobre che ha sviluppato la prima versione del sistema operativo Unix e che insieme a Brian Kernighan e Ken Thompson sviluppò poi il linguaggio di programmazione C.

Kenneth Olsen, morto il 6 febbraio di quest’anno, era un pioniere dell’industria, a capo della Digital Equipment Corp. (DEC), società che ha dominato il mondo dei cosiddetti “minicomputer” dal 1960 fino agli anni ’80, quando le aziende hanno cominciato man mano ad allontanarsi dal mondo dei grandi mainframe chiusi in una stanza.

John McCarthy, morto il 24 ottobre per complicazioni cardiache, è stato un pioniere nel settore dell’intelligenza artificiale ed era anche l’inventore del LISP, linguaggio di programmazione spesso usato nei progetti d’intelligenza artificiale.

Robert Morris, scomparso il 26 giugno di quest’anno, ha contribuito a migliorare la sicurezza di Unix, progettando avanzati sistemi di cifratura e protezione; chief scientist presso il National Computer Security Center della National Security Agency dal 1986 al 1994, Morris è noto anche per avere avuto un ruolo chiave negli attacchi informatici contro il governo di Saddam Hussein, mesi prima che la Guerra del Golfo avesse inizio.

Paul Baran, un ingegnere polacco naturalizzato statunitense, è stato il creatore di Arpanet (precursore di Internet) ed è morto il 26 marzo all’età di 84 anni, in seguito ad un tumore ai polmoni. Negli anni ‘70 Baran contribuì allo sviluppo di Internet: con Leonard Kleinrock e Donald Davies, era stato uno degli inventori della commutazione di pacchetto (packet switching), alla base delle odierne tecnologie usata per il trasferimento di voce e dati attraverso la Rete.

Jean Jennings Bartik, morta il 23 marzo di quest’anno è stata una programmatrice ed era l’ultima di un gruppo di donne che avevano programmato l’ENIAC (Electronic Numerical Integrator And Computer), quarto computer elettronico digitale della storia e primo computer elettronico digitale general purpose della storia. La Bartik si è occupata anche di sviluppo hardware e software per l’Univac, primo supercomputer commerciale e per il Binac, calcolatore automatico binario progettato per Northrop Aircraft.

Charles Walton, deceduto il 6 novembre di quest’anno, è stato un pioniere dell’industria dalla tecnologia wireless, considerato il padre della tecnologia RFID e artefice di vari brevetti utilizzati nelle tecnologie radio.

Robert Galvin, ex CEO di Motorola è morto l’11 ottobre di quest’anno: quest’uomo ha contribuito a trasformare una piccola azienda produttrice di radio e walkie talkie in un impero delle comunicazioni (ha cominciato come magazziniere nella società fondata dal padre ed è ricordato da tutti come un grande precursore dei tempi).

Julius Blank, morto il 17 settembre di quest’anno, è stato uno degli otto co-fondatori della Fairchild Semiconductor; insieme ai futuri co-fondatore di Intel, Robert Noyce and Gordon Moore, è l’artefice di un sistema che permette di costruire chip di silicio a basso costo.

Jack Wolf, morto il 12 maggio, è stato un matematico le cui ricerche si sono occupate della trasmissione di dati via rete, contribuendo a creare i moderni computer.

M. Kenneth Oshman, morto il 6 agosto, è stato il co-fondatore delle PBX (Private Branch eXchange) le centraline telefoniche usate nell’ambito della telecomunicazione. La sua società (ROLM) è stata in seguito acquisita da IBM egli ha continuato ad avere un ruolo chiave nell’azienda ed è ricordato per essere stato il primo a volere impianti sportivi e altre amenità copiate poi da tutte le grandi società della Silicon Valley.

John Opel, ex CEO di IBM è morto il 3 novembre. Opel ha trasformato Big Blue in un gigante dei mainframe prima e un’azienda leader nel settore dei PC desktop poi. Iniziò l’attività come umile rappresentante, riuscì a occupare il posto più in alto nel 1981. Sotto la sua guida i ricavi dell’azienda sono raddoppiati e nel 1983 la rivista Time gli dedicò la copertina con il titolo “The Colossus That Works”. Anthony Siegman, deceduto il 7 ottobre, era professore emerito d’ingegneria elettronica alla Standford dove ha sviluppato la tecnologia laser. È autore di testi-bibbia nel settore dei laser e delle ottiche e ha ottenuto il premio Guggenheim per meriti in questo settore. Michael Hart, morto il 6 settembre di quest’anno per attacco cardiaco, è stato il fondatore di Project Gutenberg, il progetto nato per rendere gratuitamente disponibili testi elettronici liberi da copyright o espressamente concessi per la libera distribuzione attraverso la rete. Sebbene negli anni ’70 i computer erano più che altro dedicati all’elaborazione dei dati, Hart intuì il potenziale dei sistemi per la distribuzione delle informazioni, tanto che nel 1971 distribuì gratuitamente una copia della dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti e da lì in poi centinaia di altri classici come le opere di Omero, di Shakespeare e Mark Twain e la Bibbia.

Gerald Lawson, morto il 9 aprile a causa di complicanze dovute al diabete, è stato un pioniere nel settore dei videogiochi, autore del primo sistema casalingo con le cartridge intercambiabili. Lawson nei primi anni ’70 lavorò come consulente per la Fairchild Semiconductor dove ideò uno dei primi giochi a gettoni, “Demolition Derby”. Nel 1976, quando Lawson era direttore d’ingegneria e marketing per la divisione video della Fairchild, realizzo “Channel F”, la console che precedette il più noto Video Computer System di Atari. È grazie anche a lui se oggi abbiamo console come la PlayStation, Xbox e la Wii.

Jack Goldman, morto il 20 dicembre di quest’anno, è stato il fondatore dello Xerox PARC (Palo Alto Research Insitute), laboratorio creato dopo aver lasciato la Ford e nel quale sono nate alcune delle più importanti tecnologie del ‘900, inclusa l’Ethernet e le prime rudimentali interfacce grafiche per computer.

[A cura di Mauro Notarianni]

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