Caso omofobia: il CEO di Mozilla non ha intenzione di dimettersi

Il nuovo amministratore delegato di Mozilla, Brendan Eich, non ha alcuna intenzione di dimettersi, nonostante la pressione di dipendenti e movimenti di liberazione omosessuale.  Ritiene di essere "la persona migliore" per il futuro della fondazione.

Brendan Eich
Brendan Eich

Criticato da alcuni dipendenti e membri della comunità Mozilla per il suo appoggio al “proposition 8” – il referendum che chiedeva l’abolizione del diritto al matrimonio fra persone dello stesso sesso –  Brendan Eich ha detto che nonostante le pressioni (ultima quella del sito OKCupid), non ha alcuna intenzione di rimettere il suo incarico di amministratore delegato.

Il CEO e co-fondatore della fondazione ne ha parlato con il Guardian che ha avuto modo di intervistarlo. “Non voglio parlare delle mie convinzioni personali” ha detto Eich; “le ho tenute fuori da Mozilla per 15 anni”, “e non credo siano rilevanti”. A detta di Eich il codice di condotta aziendale preclude discussioni dal punto di vista personale; secondo il manager la donazione (1000$) a supporto dei gruppi che appoggiavano il referendum, era stata fatta privatamente e secondo principi che non hanno nulla a che fare con il codice comportamentale dell’azienda.

Per quanto riguarda la partenza di alcuni membri del consiglio di amministrazione, dice che l’iniziativa di due di questi era già programmata da tempo; per quanto riguarda, invece, la lettera di OkCupid (un documento che appare sul sito d’incontri a chi naviga con il browser Firefox invitando a non usare quest’ultimo perché creato da una società guidata da una persona omofoba), ritiene che questi abbiano agito po’’avventatamente. “Non penso siano a conoscenza delle dichiarazioni di Mitchell Bake (presidente della fondazione), fatte nel fine settimana e con le quali si ribadisce l’eguaglianza per le coppie LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender, ndr)”. Eich fa capire che il motivo per il quale la fondazione non ha preso una posizione più ampia su questi temi, è lo stesso per il quale non ha ritenuto dover rendere pubblica la sua donazione: frammentare la comunità. Senza un gruppo di persone che avevano un modo diverso di vedere le cose su vari argomenti, Firefox non sarebbe mai nato.

Il CEO fa notare che Firefox è usato in tutto il mondo, anche in luoghi con “opinioni diverse”, paesi come l’Indonesia dove il matrimonio tra coppie gay non è ancora considerato un diritto umano universale”. Non dice ad ogni modo se in futuro finanzierà ancora o no campagne tipo Preposition 8: “Non voglio formulare ipotesi, non ho pensato al problema e non voglio specularci poiché non è rivelante”.

Per quanto riguarda i dubbi di alcuni sulla sua capacità nel traghettare l’azienda verso il mondo dei sistemi operativi per dispositivi mobile, pensa che Mozilla abbia il potenziale per unire gli utenti e “ritiene di essere “la persona migliore per questo lavoro”.

Brendan Eich CEO di Mozilla
Brendan Eich