A quanto pare le vendite di CD audio sono in aumento. Lo riferisce il sito statunitense The Verge spiegando che per molti fan si sono si tratta di un modo accessibile per supportare i propri artisti preferiti.
Secondo un report della società di ricerca Luminate, nella prima metà del 2026 negli Stati Uniti sono stati venduti 16,3 milioni di CD, un incremento del 16% rispetto all’anno precedente.
La crescita delle vendite di CD è stata trainata dalla volontà di “creare una propria raccolta musicale, dall’accessibilità dei prezzi, da album di enorme successo come ARIRANG del gruppo musicale sudcoreano BTS e da un fitto calendario di uscite K-pop’, spiega Luminate.
“Anche escludendo i dati relativi al K-pop, le vendite di CD negli Stati Uniti sono comunque aumentate, registrando una crescita del 6,7%” riferisce The Verge spiegando che a quanto pare alcune persone non acquistano i CD per ascoltarli ma che quasi la metà degli acquirenti della Generazione Z e dei Millennial che comprano CD non possiede un lettore CD.
Il CD è stato “ricontestualizzato”: siamo passati da un formato audio funzionale a “oggetti da collezione accessibili”, spiega ancora Luminate. “Questo comportamento sottolinea che per le generazioni più giovani l’atto di acquistare musica in formato fisico è qualcosa legata al possesso estetico e al supporto finanziario diretto dell’artista, scelta alla quale attribuiscono valore pari all’ascolto della musica contenuta nel prodotto stesso”.
Negli USA le vendite complessive di album fisici — vinili, CD e musicassette — sono aumentate, registrando una crescita del 7,8% rispetto all’anno precedente. Le vendite di vinili si sono attestate a 21,8 milioni di unità, mentre quelle delle audiocassette hanno raggiunto circa 205.000 unità. Le maggiori vendite di vinili confermano una tendenza che vede questo formato superare i CD, un trend che dura ormai da qualche anno.
Il fascino dei vecchi supporti
Il ritorno dei supporti fisici — sia analogici come vinili e cassette, sia digitali come i CD — è uno dei fenomeni più interessanti della cultura pop recente. A prima vista può sembrare un paradosso: perché spendere soldi per oggetti ingombranti quando abbiamo tutta la musica del mondo a portata di click su Spotify o Apple Music?
Tra i motivi che spiegano questa tendenza: il fascino dell’analogico (per quanto riguarda CD e cassette, un’esperienza sensoriale ed estetica che il digitale non può replicare), la volontà di possedere un oggetto fisico (l copertina di un vinile a è un’opera d’arte visiva: possederla ed esporla in casa è diventato un forte elemento di identità culturale e di arredamento), il rituale dell’ascolto (prendere il disco, posizionare la puntina, girare il lato a metà album…)
La “riscossa” dei CD Audio
Se il vinile non ha mai smesso di crescere negli ultimi anni, la vera sorpresa recente è il ritorno del CD, che sta vivendo una seconda giovinezza per ragioni diverse: accessibilità economica (formato ideale per chi vuole possedere la copia fisica di un album senza spendere una fortuna), collezionismo (si pensi alle varie edizioni dei CD di Taylor Swift o Billie Eilish), alta fedeltà senza compromessi A differenza dello streaming standard, il CD offre una qualità audio digitale pura e non compressa (Lossless). Per gli audiofili, è il modo più fedele per ascoltare la musica così come è stata registrata in studio.
Il paradosso della Generazione Z
Più della metà dei giovani che acquistano CD e vinili oggi non possiede nemmeno un lettore per ascoltarli. Questo dato dimostra che il mercato della musica fisica oggi risponde a un bisogno umano fondamentale che lo streaming ha penalizzato: il desiderio di connessione emotiva e tangibile con l’artista. Acquistare un album fisico è diventato il modo definitivo per dire “ci tengo davvero a questo artista e voglio sostenerlo direttamente”.
A questo indirizzo trovate un nostro articolo sulla guida ai giradischi smart Audio Technica.













