Jony Ive: gli orologiai svizzeri sono nei guai

Jony Ive commenta l'avvento di iWatch con alcuni colleghi affermando che tutti i dispositivi competitor, compresi gli orologi svizzeri di fascia alta, stanno per avere un futuro difficile

Jony Ive

Con l’arrivo di iWatch, il mercato degli orologi si troverà in difficoltà. Questo quanto avrebbe riferito il capo del design di Apple Jony Ive ai suoi colleghi, scegliendo però un termine molto più audace di “guai” che chiarisce il concetto anche ai più duri di comprendonio.

A rendere nota la audace previsione è Nick Bilton del New York Times, uno dei primi giornalisti che lasciò trapelare i primi dettagli riguardo iWatch: già nel 2011 infatti lasciò chiaramente intendere che Apple era al lavoro su alcuni prototipi di dispositivi indossabili, mentre nel 2013 chiarì il concetto puntando a veri e propri orologi da polso con display curvo. All’IFA di Berlino la diretta rivale Samsung ha già presentato il suo sesto dispositivo indossabile, mentre gran parte delle aziende concorrenti hanno già presentato le loro visioni di smartwatch: un commento simile lascia chiaramente intendere che Apple si aspetta di sbaragliare tutti ancora una volta, visto che c’è fiducia nel poter competere anche con gli orologi svizzeri di fascia alta.

Le aspettative salgono, dunque, e ogni giorno sono sempre più alte. Del resto anche Apple pare avere fissato molto in alto l’asticella e puntato al meglio viste le recenti assunzioni di Patrick Pruniaux, manager di Tag Heuer (compagnia svizzera specializzata in orologi di lusso), Angela Ahrendts (ex amministratore delegato di Burberry) e Paul Deneve di Yves Saint Laurent.

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