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La lettera di Tim Cook sulla morte di George Floyd e sulle discriminazioni

Il CEO di Apple, Tim Cook, ha inviato una lettera ai dipendenti dopo l’omicidio di George Floyd, il 46enne afroamericano ucciso da un agente a Minneapolis, e le numerose manifestazioni di protesta in tutti gli Stati Uniti, con violenze e saccheggi che hanno costretto – tra le altre cose – anche Apple a chiudere numerosi negozi.

L’amministratore delegato della Mela scrive che la protezione per le persone “non è ancora applicata universalmente”, e nella lettera – riportata da Bloomberg – parla di discriminazione e disuguaglianza.

Molti dipendenti di Apple avrebbero espresso preoccupazione in merito a discriminazioni nelle loro comunità. Cook ha riferito che l’azienda da lui guidata effettuerà donazioni a vari gruppi, inclusa la Equal Justice Initiative, un’organizzazione non-profit, con sede n Alabama, che fornisce assistenza legale ai detenuti che possono essere stati ingiustamente condannati di crimini, prigionieri poveri senza rappresentanza effettiva, e altri che possono essere stati negati un processo giusto. A questo proposito Apple ha deciso di raddoppiare automaticamente le eventuali donazioni dei dipendenti nel mese di giugno.

«Dobbiamo riesaminare i nostri punti di vista e le iniziative alla luce di un profondo dolore che sentiamo ma che troppo spesso ignoriamo», scrive Cook. «La morte di George Floyd è la scioccante e tragica dimostrazione della necessità di puntare ad un futuro di gran lunga migliore rispetto alla “normalità”, costruendone uno all’altezza di ideali più alti di uguaglianza e giustizia».

Il discorso di commiato di Tim Cook ai laureandi dell Ohio State University

«Il doloroso passato persiste ancora oggi – non solo in forma di violenza ma nell’esperienza quotidiana di una discriminazione profondamente radicata. Lo vediamo con il nostro sistema giudiziario penale, nel bilancio gravemente sproporzionato di malattie delle comunità nere e ispaniche, nelle disparità dei servizi per i quartieri residenziali, e nell’istruzione che i nostri figli ricevono». «Le leggi sono cambiate ma la realtà è che la tutela offerta non è ancora universalmente garantita».

«Abbiamo assistito a progressi rispetto all’America in cui io sono cresciuto, ma è altrettanto vero che le comunità di persone di colore continuano a sopportare discriminazioni e traumi». «Ho sentito che molti di voi sono preoccupati – hanno timore nella loro comunità, paura nella vita quotidiana e, cosa più crudele di tutti, sono impauriti per il colore della propria pelle. Nessuna società è degna di essere celebrata fino a quando non è possibile garantire il diritto a non essere intimiditi a qualsiasi persona che offre a questa nazione amore, lavoro e la vita».

«In Apple, la nostra missione è stata e sarà sempre creare tecnologie che possa consentire alle persone di cambiare in meglio il mondo. La diversità è sempre stato il nostro punto di forza, dando il benvenuto a persone di qualsiasi ceto sociale negli store di tutto il mondo, cercando di costruire una Apple che sia inclusiva per tutti”.

«Insieme, però, dobbiamo fare di più. Da oggi Apple effettuerà donazioni a numerosi gruppi, inclusa Equal Justice Initiative, un’organizzazione no-profit che si occupa di discriminazione razziale, incarcerazioni di massa e di protezione dei diritti umani delle persone più vulnerabili nella società Americana». «Nel mese di giugno, e in onore del Juneteenth (la Giornata Giubilare, ndr), raddoppieremo la cifra donata dai dipendenti tramite Benevity (una piattaforma per la gestione delle donazioni, ndr)».

«Per creare un cambiamento, dobbiamo riesaminare concezioni e azioni alla luce di un dolore che sentiamo ma troppo spesso ignoriamo. Questioni relativi alla dignità umana non possono essere tollerate rimanendo in disparte. Ai nostri colleghi delle comunità di colore, diciamo: vi vediamo, siete importanti, la vostra vita conta e il vostro contributo in Apple è prezioso».

«Per tutti i nostri colleghi che stanno soffrendo in questo momento, vi preghiamo di prendere atto che non siete soli e che disponiamo di risorse che possono essere di aiuto. È più importante che mai parlarsi l’un l’altro e trovare conforto nella nostra comune umanità». «Abbiamo inoltre a disposizione risorse gratuite che possono essere di aiuto, incluso il nostro Employee Assistance Program e le risorse per la salute psichica a cui potete fare riferimento nella sezione People del nostro sito».

«È un momento nel quale molte persone non vogliono altro che un ritorno alla normalità o ad uno status quo che è confortevole soltanto se distogliamo lo sguardo dall’ingiustizia. Per quanto possa essere difficile da ammettere, questo stesso desiderio è il segno di un privilegio. La morte di George Floyd è la scioccante e tragica dimostrazione della necessità di puntare ad un futuro di gran lunga migliore rispetto alla “normalità”, costruendone uno all’altezza di ideali più alti di uguaglianza e giustizia».

«Per dirla come Martin Luther King: “Ogni società ha i suoi protettori dello status quo e le sue fraternità di indifferenti noti per il loro sonno durante le rivoluzioni. Oggi, la nostra stessa sopravvivenza dipende dal sapere restare svegli, adattarsi a nuove idee, rimanere vigili e affrontare la sfida del cambiamento”».

«Con tutte le nostre forze, prosegue Cook, dobbiamo impegnarci ad essere quel cambiamento, creare un mondo migliore e più giusto per tutti».

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