Le strutture di Foxconn che dovevano nascere nel Wisconsin sono vuote e desolate

Lo scorso anno Trump celebrava la costruzione di una maxi-fabbrica e altre strutture di Foxconn nel Wisconsin. Le strutture sono tutt'altro che finite e forse tutta la storia è un bluff dei cinesi.

Welcome to Wisconsin

Con un evento in pompa magna, lo scorso anno Donald Trump arrivò nel Wisconsin per celebrare la costruzione di una maxi-fabbrica e altre strutture in cui Foxconna aveva promesso di investire 10 miliardi di dollari.

Foxconn che, tra le altre cose, è fornitore di Apple, aveva promesso la  creazione nell’arco di alcuni anni di 13mila posti di lavoro con un salario medio di 54mila dollari l’anno.

Il sito TheVerge è andato a verificare la situazione nelle strutture del Wisconsin destinate alla produttrice di componenti elettronici e ha scoperto una serie di edifici vuoti, con lavori molto lontani dall’essere terminati.

Nell’innovation center di Milwaukee avrebbero dovuto lavorare 500 persone per realizzare non si capisce bene cosa. Foxconn aveva inizialmente paventato la possibilità di creare schermi LCD ma poi si è resa conto che i costi sarebbero stati troppo elevati e portavoce dell’azienda avevano fatto riferimento ad una non meglio precisata “AI 8K+5G vision”, riferimento a tecnologie legate all’intelligenza artificiale, ai display 8K e alla tecnologia 5G.

Wisconsin

Sono stati richiesti permessi relativi a interventi che prevedono 60.000$ per ristrutturazioni destinate principalmente a tre piani di un edificio al momento occupato da una società di servizi finanziari. Il redattore di The Verge ha provato a chiamare l’architetto a capo della società che si occupa della riprogettazione ma questo ha riagganciato quando ha saputo che il giornalista stava scrivendo una storia che parlava di Foxconn e non ha mai più risposto alle richieste di chiarimenti.

Nella città di Eau Claire era stato annunciato un laboratorio e spazi di co-working che avrebbero dovuto aprire all’inizio del 2019; le strutture in questione non sono solo sfitte ma ancora in costruzione e una di queste non è stata mai comprata o affittata da Foxconn. Il proprietario dell’edificio riferisce di voler trasformare i piani dal terzo al sesto in appartamenti; Foxconn avrebbe più volte rivendicato il terzo piano ma poi cambiato idea e cercato di rinegoziare il contratto pagando 500.000$ in meno.

Anche l’innovation center nella zona portuale di Green Bay non mostra riferimenti a Foxconn, anche se questa avrebbe effettivamente acquistato degli edifici. Di fatto, in questi sono ancora presenti gli affittuari, inclusi; il museo per bambini, un motosalone, uno studio di architettura e un ristorante.

Situazioni analoghe sono state individuate in altre aree del Wisconsin dove avrebbero dovuto nascere strutture di Foxconn. Secondo Willy Shih, professore della Harvard Business School, il tentativo di Foxconn potrebbe essere stato una una mossa strategica dei cinesi. L’idea è che con annunci preliminari i politici possano essere visti come persone in grado di creare posti di lavoro, l’impresa mostra di avere volontà politica di appianare problemi ma  alla fine fa quello che vuole, incluso non prendere nessuna decisione, se questo è un bene per i profitti. Foxconn è stata accusata di seguire questa tattica anche in Brasile e Pennsylvania.

Nel Wisconsin ad ogni modo erano stati offerti contirnuiti concessi all’azienda dai contribuenti e delle municipalità interessate, pari a 4.5 miliardi di dollari e i contribuenti hanno già speso oltre 300 milioni di dollari per terreni e infrastrutture.  Mount Pleasant, un paese nella contea di Racine, si è indebitato offrendo 763 milioni di dollari per un pacchetto di incentivi, costi ora arrivati quasi a 1 miliardo di dollari.

Secondo Gordon Hintz, leader della minoranza presso l’Assemblea generale del Wisconsin, Foxconn proverà a trascinare l’avvio dei progetti fino alle lezioni presidenziali statunitensi del 2020, un modo per accattivarsi i favori di Trump nel bel mezzo della guerra commerciale con la Cina.