È impossibile sopravvalutare l’importanza letteraria della Russia moderna. Nella storia Ppchi fenomeni editoriali e culturali sono stati in grado di plasmare l’immaginario collettivo globale con la stessa forza travolgente e devastante del grande romanzo russo dell’Ottocento e del Novecento.
Immergersi in queste opere significa varcare la soglia di un universo narrativo titanico, dove l’ambizione della scrittura non si accontenta mai del semplice intrattenimento, ma punta dritta all’essenza stessa dell’animo umano. È un viaggio vertiginoso tra passioni brucianti, speculazioni filosofiche radicali e quadri storici d’affresco che continuano a interrogarci con un’attualità disarmante.
Navigare all’interno di una produzione così sterminata e fondamentale richiede tuttavia una bussola precisa, capace di guidare sia chi si avvicina per la prima volta a queste sponde, sia chi desidera ritrovarvi nuovi spunti di lettura. Capire cosa leggere, qual è l’essenza di un catalogo enorme.
Per questo motivo abbiamo selezionato con cura le pubblicazioni più importanti in quelle che riteniamo siano tra le edizioni più riuscite per il mercato italiano, privilegiando la qualità delle traduzioni recenti, il valore dei curatori e la cura dell’oggetto libro. Che si tratti di tascabili economici o di ricercate uscite speciali, questa raccolta rappresenta il punto di partenza perfetto per costruire o arricchire la propria libreria di classici imprescindibili.
Qui trovate tutti gli articoli con i Migliori libri di Macity raccolti in un’unica pagina.
Guerra e pace
Se dovete iniziare a leggere la letteratura russa dell’Otto-Novecento, non andate oltre. Questo è il romanzo-mondo che fa per voi. La grande epopea della Russia durante le guerre napoleoniche, incentrata sulle vite di diverse famiglie nobili scritta da Lev Tolstoj.
Questa degli Oscar di Mondadori è l’edizione che ci è piaciuta di più: economica, traduzione di alta qualità di Igor Sibaldi, impareggiabile a questo livello di prezzo.
Delitto e castigo
Se avete già letto Guerra e Pace o avete semplicemente fame di altro, ecco a voi Fëdor Dostoevskij con il suo profondo viaggio psicologico nella mente di un giovane studente a San Pietroburgo dopo un omicidio.
A noi è piaciuta l’edizione Feltrinelli, tra le più economiche, e con una traduzione moderna, uscita pochi anni fa. La traduzione moderna fa da sponda alla bruciante attualità di un’opera psicologica che parla a noi oggi come allora parlò al suo pubblico.
Anna Karenina
Sembra un po’ la lotta per la supremazia tra le grandi coppie antitetiche. Un ciclo che ha coperto un secolo e più. Perché la coppia del romanzo russo, Lev Tolstoj e Fëdor Dostoevskij, è stata lo straordinario motore di un susseguirsi di romanzi incredibili. In questo caso la palla torna nel campo di Tolstoj con la tragica storia d’amore e l’adulterio sullo sfondo della rigida alta società russa.
Scritta nel 1877, ovviamente ci sono tante versioni diverse pubblicate in italiano. Abbiamo scelto questa degli Oscar Mondadori curata da Igor Sibaldi e con la traduzione di Annelisa Alleva perché è quella che ci ha convinto di più, questa volta.
I fratelli Karamazov
Continua l’alternanza, non poteva essere diversamente. Tocca adesso a Fëdor Dostoevskij con il suo capolavoro filosofico sul parricidio, la fede, il libero arbitrio e il dubbio morale. Semplicemente enorme, titanico. Impossibile non leggerlo.
Questa edizione Feltrinelli, delicata e puntuale, con una traduzione inappuntabile e adattata al tempo presente, è perfetta.
Le anime morte
È il momento di aprirsi alla modernità con quest’opera di Nikolaj Gogol’. L’oggetto è la satira tagliente della burocrazia e della provincia russa attraverso un affarista senza scrupoli. Ma è una finestra su un mondo molto più ampio e pieno di contraddizioni, paradossalmente simile al nostro.
La traduzione curata da Emanuela Guercetti e la presentazione di Serena Vitale rendono preziosa questa edizoine di Garzanti, piuttosto recente (2024) e ben fatta. Oltre che economica, cosa che non disturba.
Il Maestro e Margherita
Veniamo al grandissimo Michail Bulgakov. Il suo romanzo fantastico e satirico ambientato a Mosca con l’arrivo del Diavolo nel bel mezzo della vita dei personaggi di questa storia ha segnato una discontinuità che dimostra come la grande letteratura possa essere anche grande intrattenimento.
Vi consigliamo questa edizione deluxe con i dipinti delle avanguardie russe (ma ovviamente ci sono altre edizioni economiche che costano cinque o sei euro in meno) non solo per l’allargamento sensorio del testo, ma anche per l’ottima traduzione dal russo di Milly De Monicelli.
Padri e figli
Il grande romanzo di Ivan Turgenev non potrebbe essere più esplicito fin dal titolo. Tratta del grande conflitto generazionale e ideologico tra la vecchia aristocrazia e il nuovo nichilismo giovanile in Russia. Ma potrebbe essere la contestazione a Parigi, le lotte generazionali degli anni Settanta a Roma e a Milano. Gli scontri di piazza a Seattle o l’occupazione di Wall Street.
Il rapporto tra padri e figli, nonostante siano passati più di 150 anni da allora, è sempre lo stesso: “toccò anche un giovane medico che si chiamava Anton Cechov che scrisse: ‘Dio mio! Quale magnificenza Padri e figli di Turgenev! Addirittura da gridare al soccorso'”.
L’idiota
Il grande caposaldo della letteratura universale. Opera omerica di Fëdor Dostoevskij. La storia del principe Myškin, un uomo di bontà e purezza disarmanti in un mondo cinico.
Un romanzo intricatissimo di avvenimenti, pieno di affetti opposti e di opposti sentimenti morali che dominano tutta l’opera entro cui si agitano bene e male, odio e amore.
Oblomov
Forse il preferito di chi compila queste liste. Il romanzo di Ivan Gončarov è il ritratto definitivo dell’inettitudine e della pigrizia esistenziale della nobiltà di provincia russa.
La vita passa davanti al giovane, ricco Ilia Ilyic Oblomov. Gli passa davanti il benessere, garantito dalla tenuta di Oblomovka, gli passa davanti la quotidianità sempre uguale, spesa spostandosi da un comodo divano all’altro in preda a sterili pensieri astratti. Gli passa davanti la possibilità di dar corpo ai sogni idealistici della gioventù, su sollecitazione del vitalissimo amico Stolz. E gli passa davanti l’amore, incarnato dalla bella e sensibile Olga.
In un linguaggio che nulla ha da invidiare alla perfezione di Puskin o al feroce realismo di Gogol’, Goncarov dà forma a un universo apparentemente immobile ma in realtà freneticamente vivo di osservazioni, pensieri e annotazioni, sostanziando uno dei massimi capolavori della letteratura russa.
Il dottor Živago Ediz. 70° anniversario
Boris Pasternak ha scritto un romanzo che è una travolgente storia d’amore sullo sfondo dei drammatici cambiamenti della rivoluzione russa.
C’è chi, non a torto, ha definito questo romanzo il primo bestseller internazionale dell’editoria contemporanea. E se la vicenda che racconta è di per sé altissima letteratura, la storia della sua pubblicazione è, di fatto, un romanzo a sé.
Siamo nel 1957, e Pasternak è ormai certo che il suo libro non verrà pubblicato, quando alla sua porta si presenta Sergio D’Angelo, corrispondente in Russia per la neonata Giangiacomo Feltrinelli Editore. È l’inizio di un’amicizia che, fra tentennamenti e minacce da parte del Kgb, porterà Giangiacomo a dare alle stampe il manoscritto, divenendone garante e primo editore nel mondo.
Il romanzo ha un successo immediato e il suo protagonista diventa in poco tempo un’icona. Diviso tra l’amore per la fedele Tonja e la passione travolgente per la crocerossina Lara, Živago attraversa la Rivoluzione russa e lo scoppio della Seconda guerra mondiale, portandosi dietro, a cascata, una riflessione disincantata e per nulla lusinghiera sulla vita sotto il regime sovietico.
È così che, insieme al successo, arrivano le recriminazioni. Il Pci allontana Giangiacomo dal partito, mentre Pasternak vive sotto la minaccia incombente di possibili ritorsioni. Ma il fenomeno Živago è ormai esploso, e l’anno dopo Pasternak riceve il Nobel per la letteratura, a testimonianza del fatto che esistono storie, là fuori, in attesa che qualcuno le scopra, pronte a sconvolgere per sempre il nostro modo di vedere il mondo.
Evgenij Onegin
Non potrebbe essere una raccolta dei migliori libri di Macity se non ci fosse anche qualche fuori sacco. Il primo è comunque un classico: Aleksandr Puškin con il suo celebre romanzo in versi considerato il pilastro fondante della letteratura russa moderna.
Nei suoi otto capitoli Puškin narra le vicissitudini di un “giovin signore” dell’Impero zarista, un dandy ozioso e disilluso, ma solo apparentemente vanesio: sotto la superficie egli cela infatti un dolore esistenziale profondo, uno spaesamento, un male di vivere insanabile che lo condurrà a rifiutare la felicità che amore e amicizia potrebbero dargli. È un racconto su un amore che ha fatto palpitare generazioni di lettori, e su molto altro: è in questi versi che la lingua letteraria russa, ancora in formazione, assume un volto e mostra le proprie possibilità, non senza misurarsi
Arcipelago Gulag
La lista dei migliori libri di Macity non ci potrebbe essere senza anche un secondo fuori sacco. In questo caso, clamoroso di per sé.
Dal Circolo polare artico alle steppe del Caspio, dalla Moldavia alle miniere d’oro della Kolyma in Siberia, le “isole” del Gulag – l’organismo che gestiva i campi d’internamento nell’Unione Sovietica – formavano un invisibile arcipelago, popolato da milioni di cittadini sovietici.
Nei Gulag è vissuta o ha trovato fine o si è formata un'”altra” Russia, quella di cui non parlavano le versioni ufficiali, e di cui Solženicyn, per primo, ha cominciato a scrivere la storia.
In un fitto intreccio di esperienze dirette, di apporti memorialistici, di minuziose ricostruzioni dove non un solo nome o luogo o episodio è fittizio, quest’opera racchiude una tragica cronaca di quella che è stata la vita del popolo sovietico “del sottosuolo” dal 1918 al 1956. Una straordinaria opera corale che ha visto la luce per la prima volta a Parigi nel 1973.
Questa edizione di Mondadori recepisce sia le importanti aggiunte e integrazioni apportate al testo dallo stesso Solženicyn nel 1980 sia i successivi interventi, volti a esplicitare nomi e luoghi, effettuati nell’edizione curata da sua moglie nel 2006.
Lolita
Concludiamo questa lista dei migliori libri di Macity con un terzo fuori sacco che serve a raccoglierli tutti. È l’opera straordinaria della letteratura russa (anche se scritta in inglese, ma il tema dell’abbandono dell'”idioma madre” di questo autore è più complesso di così) di Vladimir Nabokov.
Scriveva da noi Pietro Citati per questa edizione di Adelphi: “Dopo trentasei anni rileggo il romanzo di Vladimir Nabokov, che ora Adelphi ripresenta. Trentasei anni sono moltissimi per un libro. Ma Lolita ha, come allora, un’abbagliante grandezza. Che respiro. Che forza romanzesca. Che potere verbale. Che scintillante alterigia. Che gioco sovrano. Come accade sempre ai grandi libri, Lolita si è spostato nel mio ricordo. Non mi ero accorto che possedesse una così straordinaria suggestione mitica”
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