La carenza di RAM sui Mac non migliora, anzi peggiora. Da ieri, Apple ha rimosso alcune configurazioni dall’Apple Store online: sparito il Mac mini nella variante con 64GB di RAM e il Mac Studio con chip M3 Ultra nella variante con 256GB di RAM. Il Mac Studio M3 Ultra è ora acquistabile solo nella configurazione da 96GB di memoria, con spedizioni indicate a 9-10 settimane.
È l’ennesimo passo indietro in poche settimane. Pochi giorni fa Apple aveva già eliminato il Mac mini nella configurazione base da 256GB di storage: il prezzo di partenza è passato da 729€ a 979€. Cercando di acquistare il Mac mini sull’Apple Store online, Apple consente ora di selezionare tra 16GB, 24GB, 32GB o 48GB di RAM, con archiviazione che parte direttamente da 512GB fino a 8TB, con ovvio incremento del prezzo.
Il motivo è sempre lo stesso e non accenna a risolversi. Durante la presentazione dei risultati finanziari del secondo trimestre dell’anno fiscale 2026, chiuso il 28 marzo 2026, Tim Cook aveva dichiarato che le forniture di Mac mini e Mac Studio sono limitate e che potrebbero volerci «diversi mesi» per riequilibrare domanda e offerta. Ha aggiunto che entrambe le macchine sono «piattaforme straordinarie per l’IA e gli strumenti agentici», un successo che ha generato una domanda superiore a ogni previsione.
La carenza globale di chip di memoria è alimentata dalla corsa alle infrastrutture AI: le grandi aziende tech acquistano quantità enormi di RAM per i propri server, sottraendola al mercato consumer. Cook ha già avvertito che Apple si aspetta «costi di memoria significativamente più elevati» nel trimestre in corso.
A marzo Apple aveva già eliminato il Mac Studio con 512GB di RAM, la configurazione più richiesta dagli sviluppatori che lavorano con modelli linguistici in locale: quegli LLM che per girare su un singolo computer hanno bisogno di grandi quantità di memoria unificata. Sono proprio i Mac più ambiti dal mondo AI, e sono quelli che Apple riesce sempre meno a vendere nelle configurazioni che contano.













