Da tempo si segnalano aumenti consistenti per i prezzi delle memorie (RAM e chip per le unità SSD) ma anche di dischi rigidi, con i vari produttori dei componenti che preferiscono vendere enormi stock ai grandi data center, sotto pressione come non mai per l’espansione dell’AI.
“RAMpocalypse” è il termine che qualcuno ha coniato per descrivere il problema che vede un’impennata dei prezzi record e senza precedenti che colpisce i vari produttori, grandi e piccoli. I principali rincari riguardano i moduli DRAM ma anche le memorie NAND, con una pressione sul settore che non sembra allentare.
In questo periodo complicato, alcuni produttori stano valutando soluzioni per rifornirsi di RAM a prezzi ragionevoli, e alcuni costruttori di memorie un tempo evitati cominciano a diventare interessanti, anche per i pesci grossi come Apple
A riferirlo è il sito TechRadar spiegando che al momento il 60% della RAM sfruttata da Apple arriva da Samsung Electronics ma nei prossimi mesi le cose potrebbero cambiare. Con l’impennata dei costi, produttori quali Samsung Electronics, SK Hynix, Micron o ancora Kioxia, impongono ai clienti revisioni trimestrali dei prezzi, complicando la visione a lungo termine di big del settore come Apple e altri grandi produttori.
Mercato memorie in difficoltà, una manna per i produttori cinesi
Le nuove condizioni che si sono create sono una manna dal cielo per potenziali partner che prima erano snobbati. Apple avrebbe preso contatti con fornitori cinesi, ovvero Yangtze Memory Technologies (YMTC) e Changxin Storage (CXMT); per il momento la capacità produttiva o la qualità in termini di resa non sarebbe ai livelli delle aziende sudcoreane, ma la situazione si sta evolvendo; tutte e le due aziende in questione avrebbero compiuto passi avanti nella capacità produttiva e CXMT si sta preparando a produrre in serie memorie DRAM HBM (High Bandwidth Memory) di tipo HBM3.
Se il divario in termini di qualità/resa produttiva dovrebbe con il passare del tempo ridursi, restano altre difficoltà; fare affidamento a fornitori cinesi è complicato per clienti statunitensi come Apple: sia YMT, sia CXMT sono stati temporaneamente presenti nella lista delle aziende bandite dal Pentagono, incertezze che impedirebbero a Apple di sfruttarle come fornitori privilegiati, a meno che Tim Cook non riesca a giocare la carta della sua amicizia con Trump; le discussioni in corso con i cinesi dovrebbero in ogni caso permettere di riequilibrare le trattative con i fornitori storici, molti dei quali potrebbero scegliere di valutare bene il da farsi prima di perdere un cliente importante come Apple.
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