I migliori MacBook da 25 anni, ma quale scegliere?

Interpretiamo assieme la nuova line-up dei portatili Apple, cercando di capire cosa conviene, cosa no e cosa in effetti non si comprende bene  

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Phil Schiller, presentando sul palco dell’auditorium di Apple i MacBook Pro con touch bar ci ha tenuto a ricordare che la linea degli apparecchi Apple da portare in giro compie 25 anni. E ha menzionato e mostrato il PowerBook 170. Era l’ottobre 1991 quando sono entrati in produzione tre portatili, in realtà, che seguivano il primo Macintosh Portable (settembre 1989).

Si trattava dei PowerBook 100, 140 e 170. Costavano rispettivamente 2.500, 2.000 e 4.600 dollari di allora. Oggi sarebbero 4.400, 3.500 e 8.100 dollari “contemporanei”. (Il Macintosh Portable costava 6.500 dollari del 1989, cioè 12,750 dollari di oggi). Era una line-up da paura ma decisamente costosa.

Negli anni Apple ha lavorato molto sulla line-up dei suoi computer e soprattutto dal rientro di Steve Jobs ha creato una matrice di due prodotti base per il mercato consumer (un fisso e un portatile) e due prodotti per il mercato professionale (idem) che è stata entro certi limiti sempre la bussola con la quale orientarsi.

 

Certo, le cose a tratti si sono complicate, ci sono stati vari altri Mac, oggi ci sono anche i Mac mini e i Mac Pro, ma in sostanza è la prima volta che vediamo espandersi in maniera così netta la line-up dei MacBook moderni. Il vecchio MacBook Air 13 pollici, che non cambia ma viene sostanzialmente tenuto dentro perché costa poco, cioè 1.180 euro nella versione base ma sembra destinano all’estinzione.

Poi c’è il costoso MacBook 12, che è stato l’apripista dei portatili di nuova concezione, ha un processore poco potente (mobile) ed ha mandato in pensione il MacBook Air 11 pollici. Costa 1500 euro ma non ci mette niente ad arrivare a 1900.

migliori MacBook

Passiamo ai MacBook Pro.

La “base” è il modello senza touch bar, anche questo costruito per fare da alternativa al MacBook Air 13, e con dotazioni buone se non ottime (ma processore e scheda grafica integrata meno potente del fratello con touch bar). Il MacBook Pro 13 “light” costa però 1750 euro, 570 euro in più del MacBook Air 13.

E poi si passa ai MacBook Pro con touch bar. Anche qui bisogna fare una distinzione: i 13 rimangono macchine Pro “leggere” con scheda grafica Intel Iris e processore i5. Partiamo da 2100 euro a 13 pollici. La versione da 15 pollici invece parte da 2800 euro e arriva come niente a 3300. Non siamo tornati ai livelli del 1991 ma ci manca veramente poco.

Perché Apple ha creato questa line-up dal punto di vista tecnologico e di struttura dei prezzi?

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Sicuramente il MacBook Air 13 resiste solo per finire le scorte e avere i prezzi giusti. Ci sarà un buon numero di MacBook 11 in circolazione per ripulire il canale di distribuzione ancora per questo Natale e poi qualche ricondizionato che comparirà sporadicamente, ma quella categoria di computer dal punto di vista di Apple è morta e sepolta. Rimane solo per fare listino.

Magari, non possiamo escludere, il MacBook Air 13 rimarrà come era rimasto il MacBook Pro 13 del 2012 con lettore e masterizzatore Dvd perché molto amato dalle scuole e dalle aziende (tra l’altro, adesso anche quel long seller è definitivamente “andato”).

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Poi i prezzi impazziscono. Il MacBook 12 è veramente caro e dovrà essere probabilmente ripensato e ammortizzato. Le sue due grandi debolezze sono il chipset che non supporta Thuderbolt (e quindi la Usb-C è veramente solo quello: una Usb-C) e il processore semplicemente non è all’altezza della vita moderna. Verrà ridisegnato, probabilmente, ma soprattutto verrà dotato l’anno prossimo di processore e chipset all’altezza, trasformandolo in una macchina più performante e probabilmente leggermente meno costosa.

Invece, l’entrata in scena del MacBook 13 senza touch bar lascia pensare che Apple abbia già pensato al suo futuro dopo il MacBook Air e voglia mandare rapidamente in pensione il computer “leggero”. Avrebbe senso, ma alzerebbe troppo il livello di entrata dei prezzi, per questo semplicemente il MacBook Air è ancora là.

MacBook Pro senza Touch Bar migliori MacBook

Apple aspetterà e cercherà di capire cosa vende di più. Una mossa che Steve Jobs avrebbe evitato, probabilmente, perché il rischio è che il 13 senza touch bar cannibalizzi anziché le vendite del MacBook Air 13 piuttosto si mangi quelle del MacBook Pro 13 con touch bar.

E veniamo alla coppia dei “mostro”: costava caro il MacBook 15 precedente, e il costo era giustificato dall’architettura e dalla scelta di mettere schede video discrete e processori i7. In pratica, era la vera macchina Pro. Adesso sia il 13 Pro che il 15 Pro costano 500 euro in più per via della touch bar, a cui poi si somma il differenziale delle due architetture, che rimangono orientate alla coppia semi-Pro/veramente-Pro.

Quale comprare? Apple decisamente non fa più sconti. Il vero dubbio adesso è quale sia la macchina per lo studente o per l’appassionato casual che non ha soldi da buttare via a sacchettate.

Qui i dubbi sono davvero tanti perché il superleggero è molto caro, l’Air è obsoleto, il 13 senza è monco e comunque costoso e il 13 con il touch bar è decisamente costoso, soprattutto per la dotazione cpu-gpu.

Aspettavamo l’evento “Hello Again” per una ripartenza del mondo Mac che c’è stata a metà, con i fissi ancora tutti da vedere (un altro evento tra qualche giorno? Uno speed bump in sordina e basta?), e un innalzamento generalizzato dei prezzi che manda un po’ di traverso la novità hardware della touch bar.

Apple crede nell’innovazione ma propone anche non una ma due alternative a costi minori (MacBook Air 13 e MacBook Pro 13 senza touch bar) che dovrebbero servire l’uno a mantenere bassi i prezzi e l’altro a convincere chi non vuole potenza e non vuole spendere per il multitouch. La scelta mai come quest’anno si fa difficile