Arriva il modulo per chiedere il rimborso dei rincari Netflix dichiarati illegittimi dal tribunale di Roma. Lo ha messo online il Movimento Consumatori, che ha promosso la causa contro la piattaforma e ora raccoglie le adesioni in vista di una possibile class action.
Come chiedere il rimborso oggi
La sentenza ha stabilito che le clausole utilizzate tra il 2017 e il 2024 per modificare unilateralmente i prezzi erano vessatorie. Di conseguenza, gli utenti hanno diritto alla restituzione delle somme pagate in più.
Il modulo serve a ricostruire la posizione di ciascun utente e raccoglie alcune informazioni chiave:
– data di attivazione dell’abbonamento
– piano sottoscritto (base, standard o premium)
– modalità di sottoscrizione
– eventuale disdetta
Questi dati permettono di calcolare quanto è stato pagato in più nel corso degli anni. Nei casi più completi, il rimborso può arrivare fino a circa 500 euro.
Al momento, circa 25.000 utenti hanno già manifestato interesse e compilato il modulo (modulo per aderire) tra abbonati attuali ed ex clienti.

È possibile anche muoversi in autonomia
Accanto alla class action esiste anche una possibilità alternativa. Ogni utente può presentare una richiesta di rimborso individuale a Netflix, senza passare da associazioni.
La richiesta può essere inviata in due modalità:
– raccomandata A/R alla sede italiana di Netflix, in Via Boncompagni 8-10, 00187 Roma
– PEC all’indirizzo [email protected]
Nella comunicazione è sufficiente indicare i propri dati, il periodo di abbonamento e richiamare la sentenza del Tribunale di Roma del 1° aprile 2026. Non è obbligatorio allegare documenti, anche se eventuali prove di pagamento possono essere utili.
Il modulo, pubblicato da La Legge Per Tutti, permette di agire subito. Se Netflix non dovesse rispondere o rifiutare il rimborso, resta comunque possibile aderire successivamente alla class action.
La strada in ogni caso non sarà breve né immediata. Netflix ha già annunciato ricorso e la sentenza, pur esecutiva, apre una fase che può prolungarsi tra opposizioni, verifiche e possibili azioni collettive. Chi intende ottenere il rimborso dovrà quindi mettere in conto tempi lunghi, anche se il principio su cui si basa la richiesta è ormai stato fissato dal tribunale.

















