Gli occhiali Apple potrebbero rinunciare proprio alla funzione che ha decretato il successo di quelli Meta: scattare foto e registrare video. Questo in nome della privacy. La dolorosa (sotto il profilo commerciale) è paventata in un articolo di Bloomberg che descrive i tecnici Apple al lavoro per migliorare risolvere un problema che nell’ottica della Mela ha grande rilevanza.
La privacy è la priorità assoluta
I team che lavorano agli occhiali, dal gruppo Vision ad altre divisioni interne, considerano infatto la privacy la priorità assoluta. L’obiettivo è evitare che il dispositivo susciti la sensazione di poter registrare in qualsiasi momento chi si trova nelle vicinanze, un timore che ha già accompagnato la diffusione degli occhiali intelligenti di Meta.
Del resto la diffidenza ha già prodotto restrizioni concrete in diversi paesi. Alcuni tribunali di New York, Pennsylvania e Wisconsin hanno vietato gli smart glasses nelle aule. Royal Caribbean ne proibisce l’uso nei casinò, nei bagni e nelle aree dedicate ai bambini delle proprie navi. Restrizioni analoghe sono già state adottate anche in scuole, palestre, ospedali e altri luoghi pubblici.
Anche sui social il problema è già emerso: Instagram è intervenuta contro i video realizzati con gli occhiali Meta per molestare o riprendere sconosciuti senza consenso.
Apple vuole distinguersi da Meta
Prima ancora di adottare una soluzione tanto radicale, Apple starebbe considerando l’efficacia di una serie di protezioni per marcare la distanza dalla concorrenza. Tra queste figurano l’elaborazione dei dati direttamente sul dispositivo, l’assenza del riconoscimento facciale e la rinuncia a sistemi di analisi continua dell’ambiente, come il “super-sensing” allo studio da parte di Meta.
Secondo Bloomberg, Apple eviterebbe inoltre di utilizzare le registrazioni degli utenti per addestrare i propri modelli di intelligenza artificiale e non ricorrerebbe alla revisione dei filmati da parte di operatori esterni, una pratica che in passato aveva già suscitato polemiche nel caso di Siri.
La prima ipotesi: niente fotocamera
Ma se questo non dovesse trovare uno sbocco soddisfacente, una delle soluzioni discusse internamente sarebbe una versione degli N50 completamente priva di fotocamera. Gli occhiali continuerebbero a offrire Siri, musica, chiamate e accesso alle funzioni di intelligenza artificiale senza usare le mani, ma rinuncerebbero del tutto alla possibilità di acquisire immagini.
Una scelta di questo tipo eliminerebbe gran parte dei timori legati alla privacy, ma ridurrebbe anche la capacità dell’intelligenza artificiale di comprendere ciò che l’utente sta osservando.
L’altra possibilità sarebbe mantenere la fotocamera, ma impedirle di scattare fotografie o registrare video. Il sensore servirebbe esclusivamente ad alimentare le funzioni di intelligenza artificiale, consentendo agli occhiali di riconoscere oggetti, luoghi, testi e situazioni senza creare immagini da conservare.
Si tratterebbe di un approccio simile a quello previsto per i futuri AirPods con fotocamera e per la Visual Intelligence, con i sensori impiegati per comprendere l’ambiente e fornire informazioni contestuali, non per sostituire la fotocamera di uno smartphone.
Il rischio di un prodotto meno interessante
Entrambe le soluzioni avrebbero però un prezzo. Eliminare fotografie e video significherebbe rinunciare proprio alla funzione che ha contribuito maggiormente al successo degli occhiali Meta: registrare facilmente momenti di vita quotidiana, viaggi, eventi sportivi e ricordi familiari dal proprio punto di vista.
C’è anche un altro limite. Secondo Gurman, l’intelligenza artificiale di Apple non sarebbe ancora abbastanza evoluta da rappresentare, da sola, un motivo sufficiente per acquistare una categoria di prodotto completamente nuova. Senza fotografia e video, gli occhiali rischierebbero quindi di perdere una parte importante della loro attrattiva.
Apple conosce bene il rischio che un prodotto progettato con uno scopo legittimo venga utilizzato in modo improprio. Gli AirTag sono stati aggiornati più volte per contrastare episodi di stalking attraverso nuovi avvisi e sistemi di rilevamento.
Con gli occhiali intelligenti la sfida potrebbe essere ancora più delicata. Per Apple, che da anni fa della privacy uno dei pilastri della propria strategia, la scelta tra una fotocamera tradizionale, una fotocamera limitata o nessuna fotocamera non sarà un semplice dettaglio tecnico: definirà l’identità e probabilmente anche il successo del prodotto.

















