Oggi è il World Emoji Day, la giornata internazionale dedicata alle ‘faccine’

Oggi si celebra il World Emoji Day, giornata internazionale dedicata alle ‘faccine’ più famose di sempre, così popolari da essere diventate protagoniste di un film.

Oggi si celebra il World Emoji Day, giornata internazionale dedicata alle ‘faccine’ più famose di sempre, così popolari da essere diventate protagoniste di una pellicola cinematografica (The Emoji Movie), che arriverà in Italia alla fine del mese di settembre.

Il film in 3D descrive un mondo immaginario, chiamato Textopolis, con una sua dimensione vitale, raffigurata all’interno di ogni smartphone attraverso i diversi emoji, che riproducono fedelmente un’unica emozione e personalità. Il personaggio principale Gene, emoji curioso e dubitativo, inizia un viaggio alla ricerca di una dimensione alternativa a quella del proprio ambiente di appartenenza, dove potersi esprimere diversamente…come andrà a finire?

L’Unicode, il consorzio che approva le emoji, è stato fondato da ex dipendente Apple (ne abbiamo parlato qui). I simboli pittografici in questione, simili ad emoticon, erano già popolari in Giappone a fine degli anni 1990 e poi con il passare del tempo lo sono diventati anche nel resto del mondo.

La prima emoji è stata creata tra il 1998 e il 1999 da Shigetaka Kurita, un membro del team che si occupava della piattaforma web mobile i-mode della NTT DoCoMo. Il primo set di 172 emoji da 12×12 pixel è stato creato nell’ambito delle funzioni di alcune funzioni di messaggistica che dovevano facilitare la comunicazione distinguersi da altri servizi.

La data del 17 luglio per celebrare il World Emoji Day è stata scelta perché è quella che compare scegliendo il pittogramma del calendario in iOS.

Una cosa è certa, gli emoji non dovrebbero mai ‘viaggiare’ quando ci si trova al volante. Uno studio condotto nel 2016 ha, infatti, rivelato secondo Ford che il 22% dei giovani europei ha ammesso di avere la cattiva abitudine di inviare emoji quando si trova alla guida. Distrazione che, in effetti, può aiutare a comprendere il perché siano i Millennial – ragazzi di età compresa tra i 18 e i 24 anni, che rappresentano l’8% della popolazione che guida – a essere il 15% delle vittime complessive coinvolte in incidenti stradali fatali in Europa.