Nel backup domestico il problema non è solo avere energia, ma riuscire a metterla dove serve senza rovinare spazi, passaggi e arredo.
È da qui che parte BLUETTI FridgePower, una soluzione ultrasottile pensata per il frigorifero, il congelatore e, più in generale, per tutte quelle case in cui l’energia di riserva deve essere utile, ma anche discreta.
Noi l’abbiamo ricevuta in anteprima e l’abbiamo provata per qualche settimana in una installazione abbastanza critica come siamo soliti fare.
L’abbiamo abbinata ad un frigorifero doppia porta LG del 2006, non proprio l’ultimo grido in fatto di risparmio energetico ma ci serviva confrontare la PowerStation con un qualcosa che andasse oltre le richieste di energia di base.
FridgePower non sarà venduta inizialmente attraverso i canali commerciali soliti ma verrà offerta attraverso Kickstarter in varie configurazioni. L’offerta parte oggi 16 aprile 2026 a partire da questa pagina.
Unboxing e Design
Quando si parla di backup energetico per la casa, il problema non è soltanto quanta energia si riesce ad accumulare, ma dove mettere fisicamente il sistema. È qui che BLUETTI FridgePower prova a cambiare impostazione: invece di proporre l’ennesima power station da pavimento, punta su una soluzione molto più sottile, pensata espressamente per il frigorifero e per tutti quegli ambienti in cui lo spazio è poco, prezioso e spesso già occupato da mobili, elettrodomestici e passaggi obbligati.
Il dispositivo misura appena 78 mm di spessore compresi i piedini, quindi poco più della larghezza di uno smartphone, ed è pensato per essere installato in intercapedini, sopra il frigo oppure a parete.
Le dimensioni in pianta di 350×580 e i piedini per sopraelevarlo mm vi permettono di installarlo in larghezza su un frigorifero a doppia porta, in profondità su un frigorifero verticale o longitudinalmente sopra la fascia di pensili della cucina senza occupare lo spazio del piano di lavoro. Ovviamente dovete avere spazio ai lati per permettere il flusso d’aria di raffreddamento.
Se avete spazio ulteriore lateralmente potete montarlo verticalmente anche a parete. Nella dotazione trovate tutti gli accessori neccessari compresa una “maniglia” da avvitare su un fianco per trasportarlo a mo’ di pesante (siamo sempre sui 18 Kg) ma trasportabile valigia.
A cosa serve
Il punto centrale del progetto è semplice da capire anche per chi non mastica abitualmente UPS, inverter e batterie: mantenere in funzione il frigorifero durante un blackout.
È un’esigenza più concreta di quanto sembri, perché il frigo è uno degli elettrodomestici che meno si notano quando tutto va bene, ma che diventano subito critici quando manca corrente: cibo da preservare, farmaci sensibili alla temperatura, routine domestica interrotta e, in alcuni casi, danni economici evitabili specialmente per chi è abituato a congelare larghe porzioni di cibo per casa e pure per lavoro: un piccolo ristorante, un negozio di cibi specializzati che devono mantenere la catena del fretto.
Proprio per questo BLUETTI presenta FridgePower come un sistema focalizzato non sul backup generalista, ma su un bisogno molto specifico.
La caratteristica più interessante, almeno sulla carta, è che questo prodotto non vuole essere solo “utile”, ma anche più facile da integrare nell’arredo. È un aspetto che nei sistemi energetici per la casa viene spesso trascurato: un accumulo tradizionale può essere ingombrante, visivamente invasivo e difficile da collocare in appartamenti moderni, cucine compatte o seconde case dove ogni centimetro conta.
Un formato slim, invece, cambia il rapporto con l’ambiente: può stare in una nicchia, seguire la verticalità del frigorifero, appoggiarsi direttamente sopra o sopra i pensili della cucina senza diventare un grosso cubo tecnico in mezzo alla stanza.
In altre parole, FridgePower sembra nascere con una logica più vicina a quella dell’elettrodomestico integrato che a quella della classica power station da garage. Questa è probabilmente la ragione più forte per cui il suo fattore di forma appare centrato.
Ed è proprio il fattore di forma il vero elemento differenziante. Nel mondo dell’energia portatile e del backup residenziale, la corsa si concentra quasi sempre su capacità, watt e tempi di ricarica. Qui invece BLUETTI sembra partire da un’altra domanda: come si porta il backup dentro case più piccole, vani stretti, camper e spazi multifunzione senza trasformarlo in un ostacolo?
La risposta è un corpo sottile da circa 2 kWh, che offrrte 1.800 W di potenza ed essere in grado di alimentare un frigo-freezer per quasi un giorno. È una soglia interessante perché sposta il discorso da “batteria d’emergenza” a “continuità domestica ragionevole”, soprattutto nelle interruzioni medio-brevi, che sono poi le più frequenti in molti contesti urbani e di periferia.
A rendere più credibile questa vocazione domestica c’è poi la funzione UPS con commutazione inferiore a 10 ms, dichiarata da BLUETTI. In termini pratici significa che, in caso di mancanza di rete, il passaggio all’alimentazione di backup dovrebbe essere abbastanza rapido da limitare o evitare l’interruzione del carico collegato. Per un frigorifero il vantaggio non è soltanto “tenerlo acceso”, ma garantirgli una continuità senza dover intervenire manualmente e senza trasformare ogni micro-blackout in un problema da gestire.
C’è poi un secondo livello di lettura, ancora più interessante, che riguarda la qualità dell’integrazione domestica. BLUETTI prevede di controllo tramite app, pianificazione TOU, ricarica preventiva in caso di maltempo e può fornire un sistema di controllo dettagliato sia attraverso l’app su smartphone che su un piccolo schermo magnetico opzionale da applicare alla porta del frigorifero per avere sott’occhio consumi e stato energetico.
Tutti questi elementi vanno letti non come semplice gadget, ma come parte di una strategia chiara: rendere l’energia di riserva non solo presente, ma anche più leggibile, più semplice da monitorare e più naturale da usare nella vita di tutti i giorni.
Interessante e fondamentale anche la questione espandibilità, perché è qui che FridgePower smette di sembrare un accessorio da nicchia e inizia ad avvicinarsi a una piccola piattaforma. C’è la possibilità di collegare tramite una apposita porta fino a tre batterie di espansione BlueCell 200 arrivando a circa 8 kWh complessivi.
Questo significa che il prodotto può nascere come risposta a un’esigenza molto mirata — proteggere il frigorifero — ma crescere poi verso scenari più ampi: autonomia prolungata in casa, alimentazione anche diretta di dispositivi aggiuntivi, piccolo sistema off-grid temporaneo o stagionale grazie anche all‘ingresso fotovoltatico 12V-60V/20A da 1.000W.
È un approccio modulare che ha senso soprattutto per chi non vuole investire subito in una soluzione più grande, ma desidera lasciare aperta una strada di crescita.
Ed è proprio qui che il prodotto può risultare convincente anche sotto il profilo dell’arredo e del posizionamento. Un sistema modulare e sottile non chiede necessariamente una stanza tecnica o uno spazio dedicato; può partire in modo discreto e crescere solo se serve. In una cucina moderna, in un monolocale, in una casa vacanze, in un grande camper ben organizzato o in una zona living dove il disordine visivo conta, questo approccio vale quasi quanto i numeri elettrici.
La scheda tecnica di Bluetti Fridge Power
- Capacità: circa 2.016 Wh
- Potenza di uscita: 1.800 W
- Dimensioni:ì spessore circa 78 mm con i piedini e 350×580 mm in pianta
- Funzione UPS: sì, commutazione automatica in circa 10 ms
- Installazione: plug-and-play, senza interventi sul quadro elettrico
- Batteria: LiFePO4 (grado automotive)
- Durata stimata: oltre 10 anni
- Autoconsumo: circa 4 W
- Autonomia dichiarata: fino a 24 ore per frigorifero (variabile in base all’uso e al modello)
- Espandibilità: fino a circa 8 kWh con batterie aggiuntive
- Utilizzo previsto: frigorifero, router, piccoli carichi essenziali
- Integrazione fotovoltaica: 12V-60V/20A 1.000W
- Destinazioni d’uso: appartamenti, cucine compatte, seconde case, camper
- Disponibilità: campagna Kickstarter prevista da aprile 2026
L’applicazione e lo schermo
Come abbiamo detto la FridgePower viene fornita opzionalmente con uno schermo compatto che replica un po’ gli schemi delle PowerStation tradizionali ma qui le dimensioni sono considerevoli e fa la sua bella figura, quando acceso (grazie ad un sensore) sulla parete del vostro frigo fornendovi non solo le condizioni della powerstation ma anche umidità e temperatura e orario.
Per quanto riguarda la gestione si usa la consueta App di Bluetti che permette una serie notevole di configurazioni e gestioni, compresa l’alimentazione in fotovoltaico off-grid e l’alimentazione della batteria in particolari orari e modalità che permettono il risparmio. Qui sotto potete dare un’occhiata a tutte le opzioni che comprendono ovviamente anche le velocità di ricarica, le modalità di funzionamento UPS etc.
Il test
Abbiamo collegato per diversi giorni la Bluetti al nostro vecchio Frigorifero “Americano” doppia porta con una carica prudenziale del 90% che limiti lo stress della batteria.
Durante questo periodo abbiamo avuto solo un microblackout del sistema, poco funzionale per definire la durata e il comportamento della Fridge Power e quindi per riportarvi dei dati reali abbiamo simulato una interruzione di corrente prima della pubblicazione della prova, di fatto staccando l’alimentazione della Powerstation e lasciandola alimentare da sola il frigorifero.
C’è da dire che definire una durata dell’alimentazione di emergenza non è semplice per tanti fattori che vi spieghiamo nel capitolo seguente. Potete saltarlo se vi fidate delle nostre prove ma vi consigliamo di leggerlo per capire come si comporterebbe FridgePower con il vostro frigorifero.
Quanto dura una power station da 2 kWh con un frigorifero: prova reale e confronto tra modelli vecchi e nuovi
Una power station da circa 2 kWh è spesso vista come una soluzione immediata quando salta la corrente e in casa c’è un frigorifero pieno. La domanda, però, non è semplicemente se riesce ad alimentarlo, ma per quanto tempo riesce a farlo funzionare in modo realistico.
Per rispondere serve chiarire un punto che viene spesso sottovalutato: un frigorifero non consuma energia in modo costante. Il compressore lavora a cicli, con un picco iniziale di avvio piuttosto elevato, seguito da una fase stabile a potenza molto più bassa e da una pausa in cui il consumo è quasi nullo.
A intervalli regolari entra anche in gioco lo sbrinamento automatico, che utilizza una resistenza per sciogliere il ghiaccio accumulato.

Questo andamento rende poco significativo il semplice dato di wattaggio istantaneo e spiega perché, per stimare l’autonomia su batteria, sia necessario ragionare su un consumo medio reale.
Anche il consumo annuo indicato in etichetta energetica va letto nel modo corretto. È un valore standardizzato utile per confrontare modelli diversi, ma non descrive i picchi, i cicli e le condizioni reali di utilizzo. Per questo, quando si parla di backup con power station, la misura sul campo resta il riferimento più affidabile.
Nel nostro caso abbiamo osservato il comportamento di un frigorifero americano LG doppia porta del 2006 collegato alla Bluetti power station da 2016 Wh. Il grafico mostra un andamento molto chiaro: picchi di avvio del compressore nell’ordine dei 600-700 watt, una fase di lavoro stabile attorno ai 120 watt, pause a consumo quasi nullo e un tratto più elevato, vicino ai 300 watt, riconducibile con buona probabilità al ciclo di sbrinamento automatico.
È un comportamento del tutto normale e, soprattutto, indica che l’inverter della power station gestisce senza problemi lo spunto iniziale, che è il vero punto critico in questi scenari.
Una volta mediati i cicli, il consumo reale si colloca in una fascia di circa 70-90 watt.
Siamo quindi partiti da una carica residua del 90% (che è quella ottimale per la durata della batteria), cioè circa 1815 Wh nominali, e considerando le perdite inevitabili della conversione AC, l’energia effettivamente utilizzabile scende a circa 1550-1650 Wh. In queste condizioni l’autonomia si attesta in modo credibile tra le 14 e le 16 ore.
È un risultato coerente con un frigorifero grande e non recente: sufficiente per coprire una notte e buona parte della giornata successiva, ma non pensato per durare più giorni senza rete. E’ da notare che almeno con questa versione del software, non abbiamo dati precisissimi su quanto durerà il supporto della batteria.
La durata stimata è istantanea e dipende dall’assorbimento effettivo in quel momento e questo, come abbiamo visto è alquanto variabile. I nostri testi portano comunque ad un range di comportamenti che abbracciano una fascia di durata più che un dato fisso e la stessa Bluetti deve fornire un dato approssimativo che dipende dall’unità frigorifera collegata.
Il quadro cambia in modo sensibile quando si passa a un frigorifero moderno. Un side-by-side LG recente, pur mantenendo dimensioni importanti, beneficia di compressori inverter più efficienti e di una gestione più precisa dei cicli. Modelli di questa categoria si collocano tipicamente attorno ai 340-400 kWh annui, che equivalgono a un consumo medio teorico di circa 40-45 watt. Nella pratica questo si traduce in un’autonomia che può salire verso le 28-36 ore con la stessa power station, pur mantenendo un margine di prudenza rispetto ai calcoli puramente teorici.
Un frigorifero multi-door recente si muove su valori simili, con differenze legate più alla capacità e all’uso reale che alla tecnologia di base. Anche in questo caso, rispetto a un modello di vent’anni fa, il guadagno in termini di autonomia è evidente e può tradursi in diverse ore aggiuntive di funzionamento.
Il salto più netto si vede però con i frigoriferi combinati verticali da 60 centimetri, quelli più diffusi nelle cucine europee. Un modello moderno con Total No Frost può scendere intorno ai 200 kWh annui, con una media teorica poco sopra i 20 watt. In uno scenario reale questo significa che la stessa power station può arrivare a coprire anche due giorni abbondanti, con autonomie nell’ordine delle 50-60 ore. È un risultato che cambia completamente la prospettiva d’uso, trasformando la power station da soluzione di emergenza a vera riserva energetica temporanea.
Anche il tipo di congelatore incide. I modelli verticali No Frost sono pratici ma introducono cicli di ventilazione e sbrinamento che aumentano leggermente i consumi. I congelatori a pozzetto, invece, grazie alla struttura e alla minore dispersione del freddo, tendono a difendere meglio la temperatura interna, soprattutto se già ben carichi e aperti di rado. In un contesto di blackout prolungato, questo può fare la differenza più della sola efficienza nominale.
Alla fine, la prova racconta una cosa molto concreta: una power station da 2 kWh è in grado di gestire senza problemi un frigorifero domestico, ma la durata del backup dipende in modo decisivo dall’efficienza dell’elettrodomestico.
Con un frigorifero americano datato si resta nell’ordine delle 14-16 ore, con un modello moderno si guadagnano diverse ore, e con un combinato recente si può arrivare tranquillamente oltre le quarantotto. È una differenza che vale più di qualsiasi specifica sulla batteria e che, in caso di blackout, diventa subito evidente.

Quello che resta importante è che il sistema sia in grado di avvisarvi in caso di caduta della rete e che quindi possiate sfruttarlo anche per collegare il router di casa se non avete un altro gruppo di continuità dedicato: sarà la continuita della connessione del router a permettere al sistema di avvisarvi. La continuità del freddo per uno o due giorni ed un provvidenziale intervento diretto possono salvare tutti i preziosi contenuti del vostro freddo personale.
Come si comporta in condizioni di riposo
La presenza di un ulteriore elettrodomestico in cucina con le sue ventole che vanno in funzione durante la ricarica va comunque valutata. Con un consumo di circa 4W per la gestione la Powerstation si scarica lentissimamente e lo stesso succede se avete dei microblackout o piccoli blackout.
Bluetti come per gli altri suoi modelli prevede tre livelli di velocità di ricarica e di conseguenza tre livelli di rumore delle ventole. A seconda dell’utilizzo che ne farete potete scegliere: nel nostro caso possiamo dire che il livello “Silenzioso” è praticamente non percepibile e comunque al di sotto del rumore di fondo del frigorifero che stiamo utilizzando.

Conclusioni
L’impressione è che BLUETTI abbia colto un tema molto attuale: non tutti vogliono, possono o devono installare un grande sistema di accumulo domestico, ma molti avrebbero vantaggio da un backup più mirato, più sobrio e meno invasivo.
Fridgepower è efficace nell’assolvere il suo compito e pure rimanendo in secondo piano. La gestione del frigorifero in caso di blackout è senza problemi. Se dobbiamo trovare un difetto sta nel fatto che la previsione della durata dell’UPS non è costante e potrebbe trarre in inganno in certi casi.
L’intervento di un qualche sistema di AI che valutasse il comportamento standard del Frigorifero collegato e lo usasse per una proiezione di durata media sarebbe il benvenuto.
Al momento non conosciamo il prezzo finale al pubblico e dobbiamo sospendere il nostro giudizio sulla convenienza ma dobbiamo dire che Bluetti ancora una volta ha prodotto un dispositivo dalle qualità tecniche indiscutibile, dall’interfaccia intuitiva con in più una capacità di adattarsi alla vostra casa con le sembianze di un oggetto di arredo più che un accessorio elettrotecnico.
Qui sotto trovare le configurazioni base con l’unità principale FridgePower da sola o con una più espansioni Bluecell 200 che di fatto raddoppiano la durata dell’unità principale.
| Categoria | Configurazione | Specifiche e utilizzo | Prezzo |
|---|---|---|---|
| Core | 1✖️FridgePower | 2016Wh / 1.800W Ideale per: appartamenti, condomini e abitazioni di piccole dimensioni che desiderano un backup semplice e affidabile per l’uso quotidiano. Autonomia: 1–2 giorni* per frigorifero *Le stime si basano su un frigorifero moderno standard. I valori reali variano in base a efficienza, temperatura ambiente e utilizzo. |
da € 908 |
| Plus | 1✖️FridgePower 1✖️BlueCell 200 |
4.032Wh / 1.800W Ideale per: case in affitto, villette a schiera e famiglie che desiderano una maggiore autonomia durante le interruzioni di corrente. Autonomia: 2–3 giorni* per frigorifero *Le stime si basano su un frigorifero moderno standard. I risultati possono variare. |
da € 1.038 |
| Pro | 1✖️FridgePower 2✖️BlueCell 200 |
6.048Wh / 1.800W Ideale per: abitazioni di dimensioni medie e situazioni con blackout frequenti o prolungati. Autonomia: 3–4 giorni* per frigorifero *Le stime sono indicative e dipendono dalle condizioni reali d’uso. |
da € 2.544 |
| Max | 1✖️FridgePower 3✖️BlueCell 200 |
8.064Wh / 1.800W Ideale per: case più grandi e utilizzi prolungati durante blackout estesi. Autonomia: fino a 4+ giorni* per frigorifero *Durata variabile in base a consumo ed efficienza degli elettrodomestici. |
da € 3.295 |
| Add-on | Display 1 | Funzione: fornisce un display semplice e dedicato per monitorare facilmente il sistema. | € 68 |
| Add-on | BlueCell 200 | Funzione: BlueCell 200 (2.016Wh) espande la capacità del sistema FridgePower aumentando l’autonomia complessiva. | € 848 |
FridgePower non sarà venduta inizialmente attraverso i canali commerciali soliti ma verrà offerta attraverso Kickstarter in varie configurazioni. L’offerta parte oggi 16 aprile 2026 a partire da questa pagina.










































































