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Recensione Parallels Access, l’accesso remoto per il resto di noi

A dispetto del nome, Parallels Access non è un software di virtualizzazione, come il più famoso fratello Desktop (di cui abbiamo citato le novità della nuova versione qui), ma una utility di controllo remoto per monitorare e usare i propri Mac o PC Windows da qualsiasi postazione, browser o App per smartphone o tablet, tanto in Wi-Fi quanto in 4G.

La soluzione, è bene dirlo fin da subito, è pensata per un profilo privato e non di assistenza tecnica, al contrario di altre soluzioni commerciali. Per questo Parallels Access si presenta come un prodotto, sia tecnicamente che economicamente studiato, se volete controllare i vostri computer, o quelli della vostra azienda o ufficio, non quelli dei vostri clienti.

Recensione Parallels Access
Parallels Access, qui controllando un Mac da un altro Mac, via browser

Questa distinzione è d’obbligo perché spesso queste soluzioni servono proprio a pilotare computer odi terzo, non registrati, invece Parallels Access si rivolge a chi lo usa in modo stabile, su computer di proprietà e su cui si ha pieno controllo.

Parallels Access, facile ma sicuro

Il centro di tutto Parallels Access è sostanzialmente il portale della casa madre a cui si accede per registrarsi e dove si scaricano le App per Mac e PC che fungono da server.

Una volta installata, questa chiede i dati del proprio account e sostanzialmente apre una accesso privato che conduce esclusivamente al portale Parallels, a cui possiamo accedere in due modi: o da un browser, oppure da una App per iOS o per Android.

Parallels Access
Alcune fasi del controllo remoto via App su un iPhone

Il sistema è molto sicuro perché da una parte prevede una connessione protetta quando si attiva la condivisione, dall’altra quando un’App o Browser cerca di accedere al sistema, manda (la prima volta) un messaggio via email al proprietario dell’account, che deve autorizzarne la connessione.

L’esperienza via browser o via App è molto diversa, perché diverse sono le dinamiche di utilizzo e il punto di vista dell’interazione (mouse e tastiera da una parte, uno o due dita dall’altra) ma alla fine i risultati sono i medesimi.

Parallels Access permette di accedere al proprio computer (sino a cinque nel contratto base) e controllare il puntatore, la tastiera e sostanzialmente tutte le App presenti, tanto quanto fossimo davanti al computer, una sorta di VNC se vogliamo metterla, ma che funziona tanto in locale quanto in remoto, per cui potete accedere e controllare il vostro Mac anche se siete dall’altra parte del mondo.

Parallels Access
L’App Parallels Access installata su di un Mac (che fa da server)

Pensato bene

Tutti i comandi rispondono correttamente e l’audio, una volta aperta la connessione, passa direttamente sul device che lo controlla: quindi se usate iTunes o QuickTime per video o musica, sarà come avere la risorsa sul vostro device.

Dell’interazione via web non parleremo molto, basti sapere che è fatta molto bene e che, se attivate le funzionalità a pieno schermo di Safari, ad esempio, è come essere fisicamente davanti al computer remoto.

Il controllo via App è altrettanto interessante: dato che qui non abbiamo altro che due o più dita, e che controllare un desktop remoto senza un vero mouse è tutt’altro che semplice, Parallels Access inserisce alcune scorciatoie molto produttive.

Parallels Access
L’interfaccia di Parallels Access, qui su un iPad

Innanzitutto l’avvio avviene tramite un launcher che permette di selezionare l’Applicazione che vogliamo comandare (anche se è chiusa) e utilizzarla a tutto schermo, facilitando così la discrepanza di risoluzione che si viene a creare, specialmente su uno smartphone: è ovviamente possibile passare ad un controllo di tipo Desktop, che mostra la Scrivania così com’è sul computer e tutte le App nella loro forma naturale.

In secondo luogo, Parallels Access abilita un tap facilitato: un semplice tap rappresenta il clic, mentre un tap prolungato attiva una animazione al termine della quale eseguiamo un doppio clic; spiegato in questo modo sembra complesso, ma è molto flessione specie quando dobbiamo selezionare una serie di documenti e trascinarli, cosa che con un mouse è facilissimo mentre con un solo dito non proprio.

Parallels Access
Parallels Access su iPad, come su iPhone, prevede alcune funzioni aggiuntive per l’ottimizzazione dei comandi, per sopperire alla mancanza fisica di mouse e tastiera (e display più piccolo)

Bonus e malus

Il sistema prevede anche servizi accessori, come la navigazione all’interno dei dischi dei computer collegati per il controllo dei file, in modo da poterli copiare da e al device connesso, per trasformare un semplice Mac o PC in una specie di cloud privato o NAS (anche se con le virgolette, perché questo è un servizio accessorio, non lo scopo principale, è ovvio che un servizio cloud qualsiasi sia più comodo).

Parallels Access
Parallels Access nella sua funzione di browsing dei file all’interno del computer remoto

C’è anche la possibilità di estendere la copia di un documento verso l’esterno in modo pubblico, dicendo all’App di creare un link, anche temporizzato e con password, che permetta a chiunque di scaricare uno o più documenti (a patto di conoscere il link) senza disturbare il nostro device.

Infine, possiamo bloccare il computer durante il controllo, in modo che l’utente che si trova di fronte ad esso non disturbi le operazioni. Questo potrebbe essere utile per un piccolo gruppo di lavoro oppure per una azione che avviene in famiglia; un uso tipo è la moglie (o il marito o il pargolo di casa) in difficoltà con qualche azione che viene aiutato remotamente.

Di lati negativi in realtà ne abbiamo visti pochi: a parte l’impossibilità di eseguire controlli remoti on-the-fly che però non fa parte del DNA dell’App, manca anche la possibilità di ingrandire una parte dello schermo, presente su smartphone ma non su tablet, che pure ha una risoluzione generosa ma uno schermo spesso molto piccolo.

Parallels Access
L’interfaccia di amministrazione di Parallels Access, via web

Una soluzione interessante

Considerato il prezzo, che parte da 19,99 Euro all’anno per cinque computer (ma che si abbassa ulteriormente nel piano biennale) Parallels Access è forse il servizio di controllo remoto, a scopo personale o d’ufficio più interessante in commercio, con una dinamica efficiente a e realizzata tenendo presenti le abitudini dell’utente Mac (anche se è disponibile per tutte le piattaforme).

La sicurezza è molto buona, il prezzo conveniente, le dinamiche di controllo piacevoli e complete: se manca qualche cosa, sono caratteristiche professionali a cui Parallels Access non mira, per il resto sono dettagli a cui ci si fa l’abitudine presto.

I lettori possono provare Parallels Access gratuitamente partendo da questo link: la sottoscrizione si può fare solo online per il servizio, ma è inclusa come servizio gratuito nella sottoscrizione annuale a Parallels Desktop (che recensiremo a breve).

Design:
4 out of 5 stars (4,0 / 5)
Facilità-d’uso:
3.5 out of 5 stars (3,5 / 5)
Prestazioni:
4 out of 5 stars (4,0 / 5)
Qualità/Prezzo:
4.5 out of 5 stars (4,5 / 5)
Average:
4 out of 5 stars (4,0 / 5)

Pro:

  • Interfaccia semplice
  • Ottimo rapporto prezzo/prestazioni
  • Condivisione dei documenti

Contro:

  • Per uso privato
  • Alcuni limiti nella gestione della risoluzione da device

Prezzo: 19,99 Euro (abbonamento annuale) o 30,99 Euro (abbonamento biennale)

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