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Recensione Razer Basilisk V4 Pro, super rotella e tanto altro nel supermouse per gamer e professionisti

Linee marcate, numerosi pulsanti e illuminazione RGB: il Razer Basilisk V4 Pro conserva il carattere della serie e aggiunge una nuova rotella di scorrimento, un sensore aggiornato e più possibilità di personalizzazione. Sono caratteristiche che contano sia negli sparatutto sia quando si passa molte ore tra documenti e applicazioni professionali.

Macitynet l’ha ricevuto in anteprima assoluta per l’Italia e lo abbiamo provato per capire come si comporta nell’uso quotidiano.

Basilisk, un po’ di storia

Nella linea Razer, il Basilisk è uno dei modelli dal design più marcato: non ha le linee pulite e armoniose del Razer DeathAdder o del Razer Viper, per esempio, conservando tra l’altro l’illuminazione che invece è sparita negli altri modelli.

Pur avendo molti tasti, non punta alla stessa disposizione dei pulsanti del Razer Naga e mantiene un’identità precisa grazie all’incavo sinistro per il pollice. Al momento in cui scriviamo non ne esiste una versione per mancini; è inoltre tra i modelli più pesanti della famiglia.

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Razer Basilisk V4 Pro, qui vicino ad un MacBook Pro (foto di Michele Discardi)

La serie ha avuto numerose declinazioni nei suoi nove anni di storia: la versione 3, per esempio, proponeva oltre al Razer Basilisk V3, anche la versione Razer Basilisk V3 Pro e la versione Razer Basilisk Mobile, sia in versione total black che in quella bianca, oltre a diverse varianti occasionali e a tema.

Il Razer Basilisk V4 Pro continua la tradizione come mouse pensato soprattutto per gli sparatutto e per i giochi che richiedono molti comandi, ma può essere utile anche a chi cerca versatilità e precisione sul lavoro, magari per compiti grafici con software di modellazione 3D, di disegno vettoriale o per chi opera con monitor ad altissima risoluzione e ha bisogno di un mouse con un sensore capace di gestire correttamente il movimento ad alti DPI.

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Le due colorazioni disponibili del Razer Basilisk V4 Pro, nera e bianca

La scatola

Nella scatola di cartone, piccola ma ben progettata, trova subito posto il mouse vero e proprio, accompagnato dal dongle USB-A (Razer, a quando il passaggio a USB-C?) e dal piccolo adattatore USB-A/USB-C rettangolare.

Più sotto, un cavo intrecciato molto ben realizzato USB-C/USB-A, un piccolo manuale cartaceo che racconta un po’ le funzioni principali e come eseguire i primi passi e il set di adesivi Razer.

Le operazioni iniziali sono molto semplici, su Windows 11 basta connettere il dongle USB-A al computer (direttamente o tramite adattatore) e il sistema rileva subito il tutto. Se i driver Synapse sono installati, l’app scarica i file necessari e dopo un riavvio tutto è pronto, se l’app non è installata, il sistema propone di scaricarla.

Ovviamente, il mouse funziona anche senza Synapse, il che è una buona notizia sia per gli utenti Mac (Synapse per Mac, al momento in cui sono scritte queste righe, non rileva il mouse, ma potrebbe in futuro) che per tutti gli utenti Windows di tipo business, che con computer gestiti potrebbero avere problemi a installare driver di terze parti come Synapse.

 

La forma: pesante, ma più leggero

La forma del Razer Basilisk V4 Pro è decisamente riconoscibile, il corpo è interamente realizzato in plastica, con ampi spazi tra una zona e l’altra. I lati sinistro e destro ospitano zone ricoperte da gomma morbida finemente sagomata, adatta a migliorare sensibilmente la presa e non far scivolare le dita, fattore molto utile sia nelle concitate fasi di una battaglia sia quando fa molto caldo, tipo d’estate (o durante sessioni di gaming, per esempio), e le mani possono sudare.

Le dimensioni sono 130,00 x 75,10 x 42,50 mm, per un peso di 100 g (101 g per il modello bianco): valori decisamente simili al modello V3, ma con un peso inferiore di 10 grammi, seguendo la tendenza dei mouse da gaming a diventare sempre più leggeri.

Per chi proviene da una generazione precedente, il cambio leggero del design non cambia l’impugnatura che resta del tutto simile, pur avendo sensibili novità nell’uso come vedremo.

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Nella parte frontale fa capolino un piccolo pulsante in più, come si vede bene in questa foto. Il pulsante è messo in una posizione non semplice da raggiungere, per cui è pensato per compiti specifici

Dal punto di vista estetico, però, il mouse appare diverso: i pulsanti sono adesso 14 e quelli sul lato sinistro del mouse propongono altezze diverse l’uno dall’altro, per essere più riconoscibili anche all’uso cieco, oltre al nuovo tasto “M1 Edge Button” posto sulla parte estrema del grande tasto superiore sinistro. Questo tasto, che è una delle novità, è dedicato a compiti specifici, non è pensato per essere usato spesso, ma quando serve è vicino al tasto sinistro, tipicamente quello che si usa di più.

Nella parte sottostante sostano sempre due tasti, ma con usi molto diversi: adesso uno è dedicato all’accensione e allo spegnimento mentre il secondo tasto è preposto alla scelta se optare per una connessione Wi-Fi a 2,4 GHz via dongle che ad una Bluetooth 6.2. Tutti i tasti sono programmabili via Synapse e adattabili a tutti gli scopi, incluse le Macro.

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I LED RGB, prima presenti lungo tutto il contorno inferiore, adesso sono concentrati soprattutto nella parte posteriore: la diffusione della luce è più uniforme e il passaggio da un colore all’altro è più morbido

Illuminazione, di più con meno

Non è la novità principale, sia chiaro, ma è quella che per prima salta all’occhio quando si inizia a utilizzare il mouse: l’illuminazione RGB, che sul Basilisk è stata mantenuta viva e vivace (mentre nel resto dei mouse Razer sta lentamente sparendo) è presente ai lati della rotella di scorrimento, nel logo Razer sulla schiena e nella zona inferiore posteriore.

Qui la cosa è curiosa: il numero totale di LED RGB passa dai 13 della versione V3 ai 7 del Razer Basilisk V4 Pro, una insolita regressione. Però è vero che questa nuova tecnologia, chiamata “Full Underglow”, secondo Razer diffonde meglio la luminosità nel tappetino inferiore, indipendentemente dall’impugnatura.

In effetti, prove alla mano, la zona inferiore è più armoniosa e sembra una cosa sola, anche con l’effetto Wave (multicolore), è chiaramente una evoluzione della tecnologia precedente, ma alla fine non coprendo tutta la parte inferiore, non offre quel colpo d’occhio come il modello precedente. L’illuminazione resta molto bella, specie nel modello nero, ma è generalmente più contenuta (anche se forse è più brillante a piena potenza).

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Razer Mouse Dock Pro, l’accessorio (opzionale) che funge da antenna e facilita la ricarica del mouse quando non in uso, grazie al supporto magnetico

C’è da dire però che l’illuminazione comporta un dispendio di energia, che è forse il motivo per cui non c’è nei fratelli DeathAdder e Viper (mentre nel Naga c’è solo nel logo in alto), sono lontani i tempi in cui l’RGB dominava la linea di mouse di Razer, come i tempi del Mamba.

Razer non è stata indifferente ed ha recentemente inserito una nuova opzione software su Synapse, chiamata Smart Dimming, che abbassa automaticamente la luminosità RGB quando il mouse è in modalità wireless per aumentarne l’autonomia. Questa opzione, decisamente utile, andrebbe implementata meglio a livello software: funziona, ma a parere di chi scrive è presentata non benissimo all’utente.

Concludendo: l’illuminazione RGB fa ancora parte del DNA del Razer Basilisk e continua ad essere molto bella da vedere, anche se per chi mira alla sobrietà o al risparmio energetico la si può spegnere senza problemi. Rispetto al passato è più bella e morbida ma meno appariscente (specie nelle zone frontali).

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Quando non in uso, il mouse può essere ricaricato presso la base Razer Mouse Dock Pro. Durante la ricarica, il mouse mostra una illuminazione verde pulsante.

Tecnologia: 50K e una super rotella

Un dato su tutti, il nuovo Razer Basilisk V4 Pro adesso utilizza il nuovo sensore ottico Focus Pro Gen-3 che arriva a 50.000 dpi, contro i 35.000 del Razer Basilisk V3 Pro, un dato da non sottovalutare, perché di mouse che raggiungo un valore di 50K sono davvero pochi, e tutti condividono lo stesso sensore (Razer Basilisk V4 Pro, Razer Viper V4 Pro e Razer Naga V3 Pro).

Il passaggio al nuovo sensore comporta altri benefici da non sottovalutare come più velocità (930 IPS), maggiore capacità di accelerazione (90 G), nuove funzioni software avanzate (Frame Sync, Perfect 180, Dynamic Sensitivity, Mouse Rotation) e maggiore autonomia.

Il risultato è un aggiornamento tecnico significativo rispetto al V3: oltre al valore massimo del sensore, contano le opzioni che permettono di adattare la risposta del mouse alle abitudini di gioco e di lavoro.

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Ovviamente il numero di utenti che utilizzeranno questo mouse a 50.000 dpi è davvero risicato, questo valore massimo non è un riferimento concreto nell’uso quotidiano, neppure per chi fa eSport e spreme questi device sino al midollo.

Ma la potenza del sensore è importante per due fattori: il primo è che un valore massimo più alto migliora la precisione e l’accuratezza anche a valori inferiori e intermedi, l’altro è che il nuovo sensore introduce tecnologie che offrono una esperienza che si adatta meglio all’uso di diversi tipi di utenti.

L’altra grande novità è data dall’introduzione della tecnologia Razer HyperScroll Tilt Wheel Gen‑2 nella rotella di scorrimento, una novità che non si vede subito ma che a conti fatti forse è quella che gli utenti useranno di più.

La nuova rotella di scorrimento aggiunge, a quelle già presenti, quattro nuove tecnologie: Free-Spin (scorrimento continuo fluido e ad alta velocità, utile per scorrere velocemente lunghi elenchi), Tactile Mode (scorrimento ad alta precisione a 24 scatti, utile per scorrimenti di precisione), Precision Tactile Mode (utile per chi gioca a MMO, offre uno scorrimento a 48 scatti) ed infine Smart Reel Mode, che permette di passare automaticamente da uno stato all’altro, in base alla forza della rotazione, con reattività impostata all’interno di Synapse.

La rotella è utile soprattutto quando si alternano attività diverse: la modalità a scorrimento libero permette di attraversare rapidamente pagine e documenti lunghi, mentre gli scatti più ravvicinati offrono maggiore controllo nella selezione delle voci di un gioco. Per sfruttare tutte le modalità serve comunque un po’ di pratica e una configurazione iniziale in Synapse.

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La parte inferiore è stata rivista e adesso appare più sobria (e semplice da usare)

Wireless e batteria

È passato qualche anno da quando siamo andati a casa di Razer ad Amburgo per il “taglio dei fili” e la concretizzazione che, anche in un mondo molto tradizionale come quello dei gamer, il wireless sarebbe stato il futuro.

Ad oggi prodotti come il nuovo Razer Basilisk V4 Pro dimostrano che quella previsione era vera, i nuovi mouse offrono le stesse caratteristiche tecniche sia in Wireless che via cavo, pur contando su una autonomia importante.

Il Razer Basilisk V4 Pro adotta la nuova piattaforma HyperSpeed Wireless Gen‑2 per la connessione senza fili, che promette una autonomia raddoppiata, frequenza di polling rate sino a 8000 Hz e Auto-Switch Polling Rate, che cambia dinamicamente il tipo di frequenza in base all’operatività del mouse (alta sui giochi, bassa sul lavoro).

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Ovviamente, tutte le migliori prestazioni sono date con il dongle USB-A attivo (o via cavo), mentre via Bluetooth (che permette la connessione sino a tre device diversi) il mouse offre prestazioni minori, adatte a giochi e operatività più casual. Senza dimenticare che il mouse può funzionare perfettamente anche a filo, senza problemi (ma sarebbe un peccato).

La connessione è sempre stata stabile e in ogni tipo di situazione: il mouse è pensato per usare un dongle collegato direttamente al computer, ma nei nostri test anche usando HUB in mezzo come CalDigit TS5 Plus o Razer Thunderbolt 5 Dock (per ragioni di comodità, una volta usato un HUB, difficilmente si torna indietro) il funzionamento è sempre andato benissimo senza nessun problema.

La durata della batteria, comunque alta per un mouse con queste caratteristiche, ha una grande variabilità: durante la fase di test abbiamo notato che l’aumento del valori di polling rate corrisponde, più di altri valori, ad un maggior consumo.

Anche l’illuminazione LED incide, seppure in forma minore. Nel modesto parere di chi scrive, questo mouse può eguagliare l’autonomia di quasi un mese data dal Razer Viper V4 Pro, ma a costo di qualche compromesso in più, starà all’utente valutare quale strada percorrere.

Ad ogni modo Razer propone, con acquisto a parte, la possibilità di avere il Razer Mouse Dock Pro, che in pratica funge sia da antenna (al posto del dongle USB) che da ricarica di notte. Al momento in cui scriviamo, questo accessorio è offerto solo come acquisto a parte.

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Nella parte sottostante, togliendo il disco (che serve per il Razer Mouse Dock Pro) c’è un vano apposta per il dongle USB-A, utile per esempio quando si viaggia

Altre novità

Non perché siano minori, ma ci sono molte altre novità in questo nuovo Razer Basilisk V4 Pro che sono gestite “sotto il cofano” e non appaiono palesi durante l’uso, ma possono comportare sensibili miglioramenti specie per gli utenti più esigenti.

Frame Sync, per esempio, sincronizza ogni scansione del movimento con il polling USB del mouse e con il timing del PC, in modo da non avere delle letture “fuori fase” e produrre inaspettate latenze, oltre a migliorare l’efficienza energetica.

Dynamic Sensitivity, che non è una novità assoluta, è stata introdotta qualche tempo fa in altri mouse Razer ma è nuova per la serie Basilisk. In pratica, è possibile personalizzare la sensibilità del sensore e adattarla alla velocità del movimento, con una curva parametrizabile.

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Grazie a Synapse, i LED del Razer Basilisk V4 Pro si possono sincronizzare con altri device Razer

La definizione sembra difficile, ma in realtà è tutto molto semplice: pensate ad un fucile che mira, in quel momento il movimento del mouse è lento, ma appena si esce dalla modalità mirino, il movimento accelera. Queste due fasi necessitano di letture diverse di DPI, per ottimizzare la precisione. Così la Dynamic Sensitivity interviene senza che l’utente faccia nulla variando i DPI effettivi in base alla velocità di movimento dell’utente.

E quanto è la variazione? Lo stabilisce sempre l’utente in base ad una curva: Sono disponibili tre profili (Classic, Naturale Jump), oltre a poter produrre una curva personalizzata.

Con Mouse Rotation il sensore può capire se il movimento non è perfettamente orizzontale o verticale e intervenire, correggendo un involontario errore umano.

Infine Sensitivity Matcher, estremamente utile all’inizio, perché permette un passaggio graduale da altri sensori a Razer Basilisk V4 Pro, mantenendo una risposta familiare, anche se in effetti l’hardware è diverso.

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Come funziona

La forma del mouse è decisa, ma è chiaramente molto ergonomica: l’appoggio per il pollice aiuta, specie nella selezione dei tre pulsanti laterali. I molti comandi acquistano valore dopo una prima configurazione in Synapse: conviene dedicare qualche minuto a scegliere le assegnazioni che si useranno più spesso.

La scelta ha senso soprattutto per chi vuole una presa stabile, diversi comandi a portata di mano e la possibilità di alternare profili e modalità di scorrimento in base all’attività.

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La funzione Dynamic Sensitivity permette di alterare i dpi in base al movimento, parametrizzando il tutto su curve decise dall’utente

Nella prova il puntatore ha restituito una sensazione di controllo costante, con movimenti fluidi e una risposta che rimane prevedibile anche quando si cambia rapidamente direzione.

Come altri mouse Razer, il Basilisk V4 Pro si presta anche a un uso professionale: i tasti configurabili possono richiamare comandi ripetitivi e macro nei programmi che si utilizzano durante il giorno, mentre la rotella offre diverse modalità di scorrimento. Le funzioni accessorie e quelle legate all’AI dipendono dalla configurazione software.

Conclusioni

Il Razer Basilisk V4 Pro aggiorna una formula già consolidata: chi conosce la serie ritroverà l’impugnatura e la distribuzione generale dei comandi, con differenze soprattutto nella rotella, nel sensore e nelle possibilità di personalizzazione.

I 50.000 DPI sono la novità più eclatante, la nuova rotella HyperScroll Gen‑2 è quella più utile, il nuovo sistema LED RGB quella che si nota prima, considerato che per il resto il design non è cambiato molto, pulsante frontale a parte.

Per chi possiede già un Basilisk, la convenienza del passaggio dipende dalle funzioni effettivamente utilizzate: la nuova rotella e i comandi aggiuntivi possono incidere più del valore massimo dei DPI. Chi è soddisfatto del proprio modello precedente può invece continuare a usarlo senza particolari rinunce nelle attività abituali. Resta il prezzo elevato, da valutare in rapporto alle esigenze personali.

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Pro:

• Rotella potenziata e molto utile
• Nuovo sensore Focus Pro 50K Gen‑3
• Ergonomia migliorata (considerate tutte le novità)

Contro:

• Il prezzo è importante
• (Al momento) manca il supporto per Synapse per Mac

Prezzo:

• 179,99 € (Razer Basilisk V4 Pro)
• 119,99 € (Razer Basilisk V4 Hyperspeed)
• 87,58 € (Razer Mouse Dock Pro, facoltativo)
• 139,99 € (Razer Atlas Pro, facoltativo)

Razer Basilisk V4 Pro è disponibile nelle versioni bianco e nero a partire dal sito web italiano della casa madre ma lo potete trovare più comodamente anche presso Amazon.it, dove è ancora presente il Razer Basilisk V3 Pro e il Razer Basilisk Mobile

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