Le call oggi sono parte integrante del tessuto quotidiano del mondo del lavoro, e tra l’ufficio e lo smart working, sono fondamentali per l’organizzazione, la programmazione o anche per una proposta commerciale.
Per molte di queste, una copia audio o una trascrizione è quantomeno utile, se non vitale in alcuni ambiti, dove è importante capire chi ha detto che cosa (e se l’ha detto, in che modo l’ha detto).
Plaud ci aveva già deliziato con due prodotti interessanti come Plaud Note e Plaud NotePin, che abbiamo giù recensitp, e adesso arriva questo nuovo Plaud Desktop, una utility per Mac e PC che si integra con il sistema operativo, utilizzando il computer come registratore, inclusa nello stesso abbonamento.
Vediamola nel dettaglio.
Plaud Desktop, quasi invisibile
Dal punto di vista tecnico si tratta di una piccola utility che pesa circa 500 MB, che si scarica dal sito del produttore (al momento non ne esiste una versione per MacApp Store o Windows Store) e si istalla silenziosamente nella cartella Applicazioni.
Una volta lanciata sosta nella barra dei menu, non avendo una vera e propria interfaccia, dato che l’app si occupa solo della registrazione dell’audio e della sincronizzazione con il portale, dove è svolto tutto il lavoro.
Nel mentre che scriviamo l’app è in versione 1.0, rilasciata ai primi di Gennaio, un progetto che vedrà probabilmente diversi aggiornamenti durante l’anno.
Niente interfaccia
Come dicevamo, l’App non ha una vera e propria interfaccia: una volta installata e avviata, l’unica prova della sua presenza è la piccola icona presente nella barra dei menu (quella nel Dock si può nascondere), che indica lo stato della registrazione, l’apertura delle preferenze e il link al cloud.
Essendo il servizio Plaud già presente dal 2025 con hardware esterno, che consente di catturare l’audio di una conversazione e poi di mandarlo nella piattaforma cloud di Plaud dove è processato, qui la novità importante è che il compito della registrazione è svolto dal computer, senza un hardware esterno, ma l’elaborazione avviene sempre in cloud.
I vantaggi in questo senso ci sono: in pratica la registrazione avviene in toto sul computer, l’audio è quindi più pulito, non serve avere un altro hardware (e una altra batteria) e soprattutto ci sono degli automatismi molto utili.
Di contro, la dipendenza dal computer potrebbe essere un vincolo, specie per chi viaggia.

Se l’app è attiva, e possiamo averla attiva all’avvio in automatico, interviene da sola se intercetta la partenza di un meeting o di una call dai più famosi sistemi di videoconferenza come Teams, Meet, Zoom e molti altri, proponendo una finestra di allerta che chiede l’avvio della registrazione.
In alternativa, è anche possibile che il software avvii la registrazione su ogni chiamata in automatico: per questo però sarebbe meglio avere il piano Unlimited, il più costoso, che non ha limiti, altrimenti per gli altri (Free e Pro) il limite di minuti mensili potrebbe diventare un ostacolo.

Ovviamente Plaud Desktop è in grado di intercettare qualunque tipo di audio, non solo le conferenze in diretta: questo significa che possiamo registrare, e trascrivere, anche un video online da YouTube, per esempio, o un video MP4 presente sul computer, in riproduzione.
Di per se questo è un aspetto tutt’altro che secondario, ma ricordiamo che l’operazione in se potrebbe essere superflua, in quanto il portale accetta audio e video nei più comuni formati anche senza una registrazione, per cui se avete il video in locale, potete saltare la visione e leggervi direttamente la trascrizione.
L’ultima operazione data dall’app è l’upload automatico del file audio nel portale, operazione che avviene in automatico al termine della registrazione.

Il cloud
Se l’App Plaud Desktop è il braccio del servizio, con la parte più “manuale” (passateci il termine) della registrazione vera e propria, il cloud gestito dal portale Plaud è il vero e proprio cervello.
Il portale permette di gestire tutti i file audio generati, il che significa poterli riprodurre direttamente dalla pagina del browser, tagliarli, catalogarli in cartelle, rinominarli ed eliminarli, oltre ad attivare la trascrizione.
La parte della trascrizione è, in effetti, la punta di diamante del servizio Plaud, possiamo infatti applicare una semplice trascrizione generica oppure una data da un template.

I template sono strutture predefinite o personalizzabili che guidano l’intelligenza artificiale nel trasformare le registrazioni audio in riassunti strutturati e organizzati. In pratica, usando un template, invece che avere una semplice trascrizione, si piega il resoconto della trascrizione in una serie di note che seguono l’intenzione dell’utente, che cambia dal tipo a tipo di utente, ma anche dalla riunione stessa.
Si pensi alla differenza che c’è tra una riunione brainstorming per un progetto da un colloquio per una assunzione, da una intervista giornalistica ad una lezione scolastica. E a proposito di scuola, si pensi alla differenza che ci può essere tra una lezione di fisica, di storia, di matematica o di inglese.
Ecco perché l’uso dei template è davvero importante e imparare a usarli e dominarli può far cambiare la prospettiva dell’utilizzo di un servizio come quello di Plaud.
Nel portale ci sono moltissimi template, ed è possibile non solo selezionare quelli utili, ma anche esplorare la community, per scoprirne sempre di nuovi.

Intelligenza artificiale ovunque
La scelta del template influisce anche per la lingua, che bisogna selezionare dopo aver scelto il template. Questo aspetto è un po’ controverso: in linea teorica, ha perfettamente senso, perché al di la della lingua con cui è avvenuta la conversazione, possiamo scegliere di applicare la traduzione durante la trascrizione in una seconda lingua a scelta (quindi, anche con un audio in inglese, possiamo leggere la trascrizione in italiano).
In pratica però sarebbe stato meglio avere un pulsante supplementare che evidenzi il cambio di lingua, un dettaglio molto importante per moltissimi utenti (che magari hanno acquistato Plaud solo per quello), anche se poi è necessaria una nuova generazione; oppure avere la lingua come funzione vera e propria, non legata ad un template.

L’AI poi non interviene solo in fase di generazione, ma in pratica permea qualunque aspetto del portale: una volta eseguite le generazioni, è possibile letteralmente intervistare il portale su alcuni aspetti, come si trattasse di una persona umana.
Nel senso, oltre alla normale ricerca di un termine o di una parola chiave (alcuni template generano in automatico le parole chiave), è anche possibile fare una ricerca specifica o generale, chiedendo ad esempio “che cosa ne pensano Mauro, Antonio, Yuri e Daniele di Matteo?”, osservando che la risposta non verte solo su una registrazione, ma offre un parere articolato su tutte le registrazioni e su ogni aspetto che concerne la ricerca stessa, in questo caso un parere vero e proprio, probabilmente vicino all’originale (in base al numero di registrazioni effettuate).

Attenzioni
Il servizio è molto buono, articolato e altamente personalizzabile, a patto di concedere alla piattaforma un po’ di tempo per assimilare i concetti di base, un po di più tempo per dominarne ogni aspetto, tramite i template.
Oltre alle eccellenti qualità tecniche e alla incredibile produttività che può derivare da un servizio simile, trasversale rispetto a quelli dedicati delle singole piattaforme come Teams, Zoom e altri, non mancano però alcune attenzione che un utente deve considerare prima di valutare l’acquisto.
Prima di tutto Plaud Desktop, al pari degli altri accessori Plaud, è un servizio la cui operatività è nel cloud, e necessita di una connessione a internet, cosa non difficile in un mondo dominato dagli smartphone ma da non dare per scontata.
In secondo luogo, il costo, che si va ad aggiungere a quello di eventuali di altri servizi come Teams o Zoom, anche se lo ricordiamo, Plaud è in grado di funzionare anche per una semplice telefonata audio o in una intervista in persona.
Infine, l’aspetto legale, che non è secondario e merita un approfondimento, per il quale abbiamo già speso nell’articolo che parla della recensione di Plaud Note.

Conclusioni
Dopo qualche settimana di prova di Plaud Desktop, dove abbiamo alternato l’uso dell’App per Mac a quella per PC al posto fido Note, possiamo dirci estremamente soddisfatti del servizio.
Prima di tutto perché il sistema di abbonamento conteggia il numero di minuti di registrazione, che sono solo uno dei parametri di utilizzo del servizio, mentre tutti gli altri sono gratuiti.
Sono gratuite infatti le diverse generazioni con più template, la traduzione, la ricerca via AI e anche l’uso di un hardware o dell’App, che è inclusa nel piano, quindi l’utente può usare la via adatta al momento, senza problemi.
Il prezzo resta un po’ alto, anche considerando tutte le caratteristiche, specie per l’abbonamento Unlimited, ma deve essere l’utente a capire quanto l’investimento serve, essendo un servizio nato in pratica, solo per una clientela business.

Pro:
• Perfetta integrazione con OS
• Ottimi automatismi
Contro:
• Prezzo un po’ alto
• È strettamente legata al cloud
• La parte di traduzione andrebbe evidenziata
Prezzo:
• Gratis (Starter Plan)
• 19,99 € (Pro Plan, mensile)
• 34,99 € (Unlimited Plan, mensile)
Plaud Desktop è disponibile a partire dal sito web italiano della casa madre. Restano disponibili gli accessori per applicare la trascrizione anche senza un computer collegato, che abbiamo recensito qui.
























