Recensione UMI Max, phablet Android “Max” in tutto tranne che nel prezzo

Macitynet mette alla prova UMI Max, phablet cinese che prende in prestito pezzi Sharp, Samsung, Sony e Panasonic, per assemblare un prodotto “max” ma dal prezzo davvero contenuto.

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Umi, attuale corazzata degli smartphone cinesi non sembra aver intenzione di frenare l’avanzata attuata da tempo; la differenza rispetto al passato, però, è che oggi con il termine “cinesoni” non si descrive più sempre e solo un prodotto economico e di scarsa fattura.

Ci sono brand che sono riusciti a creare linee di dispositivi attesi da quella parte di utenza Android che vuole risparmiare, senza però rinunciare a specifiche di un certo livello. UMI Max è l’ultimo smartphone, anzi phablet, dell’omonima azienda cinese, che riesce a distinguersi per diversi motivi, ma che non passa inosservato nemmeno per dimensioni e peso.

Box ed estetica

Il box di vendita di questo UMI Max è un po’ sotto la media rispetto ad altri terminali dello stesso tipo. Oltre al dispositivo, infatti, è presente soltanto il cavo di ricarica USB-C e l’adattatore da muro, mentre non sono inclusi auricolari di alcun tipo, pellicole protettive o cover.

Si potrebbe pensare ad elementi trascurabili, e per la maggior parte degli utenti è così, ma si si considera la difficoltà, anzi impossibilità, di reperire accessori per questo dispositivo nei negozi, è facile pensare quanto avrebbe giocato la presenza di una cover e di qualche pellicola.

E’ certo, però, che tali mancanze devono essere lette anche alla luce del prezzo di vendita, davvero basso, e per questo in grado di far innalzare il rapporto qualità prezzo esponenzialmente. Anche perché, per quanto si dirà a breve, il produttore sembra aver risparmiato nel contenuto del box, ma non assolutamente nella costruzione del terminale.

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A livello estetico UMI Max presenta una parte frontale particolarmente pulita, dove svetta soltanto un pulsante a sfioramento sulla parte in bassa. Proprio questo rappresenta uno degli elementi principali dell’intero dispositivo, dato che nasconde uno splendido LED di notifica circolare e pulsante, che ricorda alla memoria quello del primo Meizu M1 Note. Sulle possibilità di personalizzazione di questo tasto si tornerà in seguito.

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Sulla parte posteriore, invece, il design scelto dalla società cinese richiama leggermente quello della serie M di HTC, anche se le bande delle antenne sono ancor più pronunciate in questo UMI. Insomma, il posteriore poteva essere meglio definito, e le bande delle antenne risultano davvero troppo vistose.

Si poteva far meglio da questo punto di vista, anche se un plauso va fatto, invece, al sensore di impronte digitali, sempre posizionato sulla parte posteriore, che a differenza di molti altri “cinesoni” funziona davvero molto bene.

Se in alcuni phablet low cost il touch ID è solo una caratteristica di richiamo, che non potrà essere utilizzata spesso perché poco funzionante, in questo UMI Max abbiamo invece appurato che il sensore è particolarmente reattivo ed in grado di riconoscere, almeno 8 volte su 10 l’impronta. Peraltro, lo sblocco con il touch ID avviene anche a partire da display spento, con dispositivo in stand by.

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Qualche scricchiolio

Quello che proprio non va, e sul quale è impossibile tacere, sono i tasti laterali di accensione spegnimento e il bilanciere del volume: sono ben fatti, ma incastonati malissimo. Basta scuotere il dispositivo per sentire le leggere vibrazioni dei tasti, che hanno un gioco notevole. Non sappiamo se si tratti soltanto della nostra unità, ma il senso che restituiscono è quello di un assemblaggio rapido non troppo curato.

In ogni caso, funzionano bene e non hanno mai dato problemi nel cambio volume o nell’accensione del display. Per concludere le caratteristiche estetica si ricordano dimensioni e peso del terminale: 185g per misure pari a 75×150,8×8.5mm. Insomma, un terminale pesante, riservato esclusivamente a chi ama i phablet.

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Caratteristiche tecniche

Come anticipato in apertura, “cinesoni” non è più sinonimo di scarsa qualità. Se si guarda ai nomi dei singoli componenti di questo dispositivo si capirà ben presto il perché. Lo schermo, una unità Full HD da 5,5 pollici, è Sharp, i 3GB di RAM sono forniti da Samsung, la batteria da 4000mAh è Sony, le due camere Panasonic, e il sensore di impronte digitali Microarray. Giusto per dare una spolverata Apple, il produttore ricorda che la USB tipo C è made in Foxconn.

Al suo interno il cuore è la CPU Mediatek Helio P10 octa-core, che riesce a muovere il dispositivo egregiamente nell’arco del quotidiano e per tutte le operazioni più tradizionali, come la lettura delle mail, la navigazione web, la gestione di qualsiasi app di messagistica e, più in generale, di qualsiasi applicativo appartenente all’ecosistema Android.

Il processore grafico è una Mali-T860, che permette anche di poter giocare alla moltitudine di giochi presenti sullo store senza alcun problema. Durante i nostri test abbiamo verificato con i più classici Angry Birds e Real Racing, riuscendo a svolgere le nostre sessioni senza particolari problematiche.

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Il terminale pecca un po’ nella memoria integrata, di soli 16 GB, anche se ovviamente è dotato di modulo Dual SIM, che all’occorrenza, sacrificando una delle due schede, permette di inserire una MicroSD per espandere la memoria.

Un plauso invece alla batteria da 4000 mAh, che porta a sera con un buon 20% di batteria residua, con un utilizzo molto intenso, ma che può superare anche il 30% se si fa un uso moderato del terminale. Un uso sporadico, invece, permette più giorni di autonomia: il terminale in stand by non consuma praticamente nulla.

Fotocamera

Come spesso accade in questa tipologia di smartphone, quello che un po’ non convince fino in fondo è il reparto multimediale. Probabilmente si tratta del segmento in cui i telefoni cinesi fanno un po’ più fatica ad adeguarsi, a meno che non si tratti dei soliti Xiaomi o Meizu.

Sulla carta la camera posteriore Panasonic, con sensore da 13MP avrebbe potuto assicurare una resa maggiore. Ed invece, nonostante le foto risultino comunque gradevoli, non appaiono particolarmente brillanti e nitide.

Si intenda, UMI Max, anche in considerazione al suo prezzo, scatta delle belle foto, assolutamente sufficienti, ma era forse lecito aspettarsi di più. Quanti amano i colori particolarmente brillanti e vivi noteranno che le foto scattate con UMI Max appaiono un pochettino spente; è anche una questione di gusti, ragion per la quale alleghiamo di seguito una galleria di immagini scattate con il terminale, naturalmente non modificate in alcun modo.

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Touch o soft touch?

Il sistema operativo è basato su Android 6.0, e permette di impostare due diverse tipologie di pulsantiera: virtuale o fisica a sfioramento. E’ doveroso notare come all’apertura UMI Max faccia utilizzo di tasti virtuali, lasciando un po’ l’utente spiazzato: in questo caso, infatti, la barra inferiore dove insiste il LED è completamente inutilizzata, e sembra quasi uno spreco di spazio.

Fortunatamente, invece, navigando tra i menù si scopre che la stessa barra incorpora pulsanti a sfioramento, e lo stesso tasto LED funziona come un qualsiasi pulsante Home. Insomma, questa seconda configurazione con tasti soft touch appare la più apprezzabile. Il sistema operativo, a differenza di tanti altri terminali cinesi, è ben ottimizzato.

In passate recensioni avevamo accertato come impostare una luminosità automatica, spostando lo slider al minimo, arrivasse addirittura a spegnere pericolosamente lo schermo: su Umi Max, invece, non abbiamo riscontrato questa, o altre, problematiche a livello software.

Il LED di notifica, infine, è una delle caratteristiche più belle dello smartphone: il LED circolare a luce pulsante, di differenti colori, risulta particolarmente elegante e utile. Può essere impostato per una pulsazione anche quando in stand by, anche se ha più senso farlo illuminare soltanto per notifiche perse, o quando il terminale è scarico.

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Altro pulsante di rilievo e pregio è quello personalizzabile, posizionato sul lato sinistro. E’ possibile attribuire alla pressione di questo tasto funzioni rapide, come l’avvio della fotocamera, o l’apertura di applicazioni o servizi, come ad esempio la ricerca vocale Google.

Conclusioni

UMI Max è un terminale valido sotto tutti i punti di vista, ad un prezzo davvero contenuto. Molto bello lo schermo Sharp, luminoso e con una resa particolarmente alta, che non ha nulla da invidiare ad altri top di gamma. Sull’assemblaggio dei pulsanti laterali qualche riserva. Se non spaventano dimensioni e peso esagerato è un terminale che vale assolutamente la pena di portare in tasca.

Costa 154 euro su Gearbest, con spese di spedizioni gratis in Italia. Si acquista direttamente a questo indirizzo. Per ulteriori informazioni sui costi e tempi di spedizione, eventuali oneri e gestione degli ordini, è possibile consultare il sito del venditore.
PRO

Ottimo schermo
Sensore impronte preciso e reattivo
Batteria
LED di notifica
Rapporto qualità prezzo

CONTRO

Pulsanti laterali
Peso “MAX”