Lo sappiamo tutti: leggere in spiaggia è una cosa diversa dal leggere altrove. Il sole, il rumore del mare, la sedia a sdraio che sprofonda nella sabbia: tutto concorre a creare una disposizione mentale in cui il livello della tensione si abbassa e quella del piacere si alza.
È il momento giusto per ritrovare il gusto di una storia che sappia tenerti compagnia senza chiederti troppo. Non nel senso che debba essere banale, ma che debba essere ospitale.
I libri raccolti in questa lista dei migliori Macity sono stati scelti con un criterio preciso: devono funzionare al mare. Questo significa personaggi che si ricordano, ambientazioni che non richiedono mappe, ritmi che sanno quando accelerare e quando lasciare spazio.
La varietà è quella giusta per soddisfare gusti diversi, con romanzi che spaziano dalla narrativa sentimentale alla letteratura di genere, dalle atmosfere orientali alla Francia del secolo scorso. Una selezione analoga, pensata per chi invece trascorre le vacanze in montagna, arriverà domenica prossima. Buona lettura. Ah, non temete: ovviamente questi libri funzionano anche se al mare non riuscite ad andarci. Buona lettura.
Qui trovate tutti gli articoli con i Migliori libri di Macity raccolti in un’unica pagina.
Quando si accendono le lanterne
Un po’ di dolcezza giapponese al giorno e i cattivi pensieri svaniscono.
Quando il sole tramonta e lungo il viale iniziano ad accendersi le lanterne, un negozio di dolci risplende più degli altri. È quello di Kogetsu, proprietario eccentrico e misterioso, capace di indicare a ogni cliente il rimedio più adatto a lenire preoccupazioni e dolori, anche quelli che sembrano insormontabili.
Ma Kogetsu mette sempre in guardia i suoi avventori: ogni dolce può avere effetti imprevedibili se si supera la dose consigliata di uno al giorno.
Nonostante l’avvertimento, molti tornano più di una volta a chiedere il suo aiuto. Succede a Kana, un’adolescente in crisi con il fidanzato; a Koguma, un uomo gentile il cui aspetto trae spesso in inganno; e a Yui, che si sente esclusa dalle amiche e soffocata da rancori nascosti.
Ognuno di loro cerca conforto, ma dovrà imparare che l’unico modo per rimettere ordine nella propria vita è affrontare gli errori, accettarsi e trovare il coraggio di cambiare.
Hiyoko Kurisu è un’autrice molto amata in Giappone.
Questo romanzo, vero successo del passaparola, è stato pubblicato in oltre diciassette paesi. Insieme a Kogetsu, un personaggio carismatico quanto originale, i lettori scopriranno che basta un po’ di zucchero per trovare la forza di affrontare le difficoltà. E che la felicità, proprio come i dolci della bottega di viale del Crepuscolo, si assapora solo se condivisa.
La vera storia di Raja il credulone (e di sua madre)
Una storia indimenticabile. Raja ha poco più di sessant’anni e abita con la madre in un minuscolo appartamento a Beirut. I due non potrebbero essere più diversi: lui è un professore di filosofia immerso nei suoi libri, riservato sulla sua vita privata e amante della solitudine; lei, Zalfa, è una donna ancora molto forte, decisa e assai invadente, che pretende di conoscere tutto della vita del figlio.
Un misterioso invito presso un’illustre fondazione americana, che desidera premiarlo per i suoi presunti successi letterari, scuote la routine di Raja. La borsa di studio offerta gli farebbe comodo e il soggiorno negli Stati Uniti gli darebbe l’opportunità di prendere le distanze dalla madre e da un paese che per tutta la sua vita è stato attraversato da conflitti e disastri.
Ben presto, però, l’entusiasmo e l’ingenuità di Raja dovranno fare i conti con le vere ragioni di quell’invito, obbligandolo a rievocare e rivivere le vicende, gli incontri e i tradimenti che hanno segnato il suo passato.
Questo libro è un’opera indimenticabile, capace di raccontare l’orrore e il caos della realtà con una voce unica, compassionevole, ironica e spietata al tempo stesso.
Un romanzo che diverte, ferisce e commuove, e che consacra Rabih Alameddine come una delle voci più originali della letteratura contemporanea.
La sorella prediletta
Una storia d’amore in ambientata prima della guerra che sarebbe potuta succedere ieri. O forse domani.
Parigi, anni Venti. Estelle e Olympia sono sorelle, ma non potrebbero essere più diverse: dolce e sempre aperta agli altri la prima, ribelle e controcorrente la seconda. Eppure è stata proprio Olympia a crescere Estelle da quando, ancora bambine, hanno perso la madre.
Un giorno, Estelle si innamora del giovane aspirante scrittore Paul. Olympia è felice per lei, ma sente crescere il peso di un segreto che non è mai riuscita a confessare. Poi il destino le separa, e quel senso di colpa diventa incolmabile.
A Olympia non resta che il primo romanzo inedito scritto da Paul. Così decide di fare tutto il possibile per pubblicarlo. Lo deve a lui. E lo deve a Estelle.
Solo allora capisce che la vita le mette di fronte una nuova sfida. Parte per la Spagna sconvolta dalla guerra civile e, in quello scenario tragico, cerca di dimenticare.
Decenni dopo, a Roma, Caterina è una giovane giornalista insoddisfatta del proprio lavoro. Quando scopre per caso la storia di un romanzo misterioso, ne rimane affascinata. Potrebbe trattarsi di un plagio: il libro è stato pubblicato da due autori diversi, a Parigi e a New York, in epoche lontane tra loro. Ma le sue ricerche rivelano ben altro.
Dietro quel romanzo si nasconde una grande storia d’amore. E si cela l’ultimo gesto di devozione di una donna per la sorella amata. Caterina comprende che non si può proteggere qualcuno per sempre, ma lo si può amare senza tempo. Perché, in un modo o nell’altro, il destino finisce sempre per chiudere il cerchio. E forse è arrivato anche per lei il momento di scrivere il proprio.
Dopo il grandissimo successo della Primogenita, nato dal passaparola dei lettori, Sonia Milan torna con un romanzo in cui le straordinarie vicende di due sorelle si intrecciano a personaggi realmente esistiti e ai grandi avvenimenti della storia internazionale.
Un romanzo di grandi amori e rinascite improvvise, di legami più forti di tutto e di scelte che sembrano impossibili.
Fino all’ultima goccia di tè
Un altro capolavoro minimalista di quel tipo di letteratura delle piccole cose che gli italiani amano del Giappone.
Dopo il successo di Finché non aprirai quel libro, Michiko Aoyama torna a incantare il pubblico italiano, conquistato dal passaparola con un romanzo che scalda il cuore e racconta il destino e i fili silenziosi che uniscono le persone. Una storia che incoraggia ad abbracciare la vita, un sorso di matcha alla volta.
Ogni lunedì, il piccolo locale nascosto trai filari di ciliegi riapre le porte. Dal bancone, al posto della solita cioccolata calda, si diffonde il nuovo aroma del tè matcha. Verde e vellutato, annuncia una stagione diversa e nuove storie.
In quell’angolo appartato della città, la giovane Miho sta per incontrare un ragazzo dal sorriso gentile che, con gesti misurati, le svela un antico rituale fatto di calma e di equilibrio.
Lui si chiama Kippei, che significa «fortuna», e per Miho quell’incontro inatteso è davvero fortunato. Quando il profumo del tè si diffonde nell’aria, la bevanda è pronta per essere gustata. E per scaldare cuori in cerca di conforto.
Come quello di Sachi, che con le note della chitarra sta trovando la propria strada. O quello di Yoshihara, che ha lasciato un impiego sicuro in una grande azienda per aprire una piccola libreria dell’usato, nonostante le preoccupazioni della moglie.
A vegliare su tutti c’è il gatto bianco della caffetteria, che sembra conoscere i segreti dei clienti e, pur non sapendo bene che cosa siano i sogni, è certo di averne trovato uno. E che non esista nulla che una tiepida tazza di matcha e l’amore di chi ci sta accanto non possano aggiustare.
Kolchoz
Torna il l’enfant terrible della letteratura france,se. Emmanuel Carrère. Torna dolorosamente, ma secondo noi solo perché piace, soprattutto alle signore, che poi sono le lettrici forti. Comunque.
Ci sono stati, nell’infanzia di Emmanuel Carrère, momenti di memorabile beatitudine: quelli in cui, in occasione dei viaggi del padre, a lui e alle due sorelle minori era concesso di trasferirsi nella camera dei genitori. «Marina, che era la più piccola, dormiva nel lettone. Nathalie e io portavamo i nostri materassi o semplicemente mettevamo dei cuscini intorno al letto. A questo rito mia madre aveva dato un nome: fare kolchoz. Ci piaceva da morire fare kolchoz».
I tre fratelli, ormai più che adulti, ripeteranno quel rito nella camera di un hospice, raccogliendosi attorno alla madre per trascorrere con lei l’ultima notte della sua vita. Sarà proprio Emmanuel a chiuderle gli occhi; e poco tempo dopo inizierà la stesura di questo libro.
Che è al tempo stesso il grande «romanzo familiare» in cui Carrère, da quel formidabile narratore che è, ricostruisce la storia – perigliosa, tormentata, avvincente come una saga – delle due famiglie da cui discendeva sua madre, quella russa e quella georgiana; il racconto di come la povera, orgogliosa Hélène Zourabichvili dal cognome impronunciabile sia diventata la più influente storica francese dell’Unione Sovietica prima e della Russia poi, fino a essere eletta segretaria perpetua dell’Académie française.
E una struggente dichiarazione d’amore per questa donna dura, autoritaria, avida di riconoscimenti accademici e mondani, ma anche coraggiosa, tenace, generosa, di cui il figlio non nasconde ombre e asprezze, rendendole l’omaggio più esaltante che uno scrittore possa tributare alla propria madre: trasformarla in uno strepitoso personaggio romanzesco.
L’esca
Nettie Jones con questa nuova storia si supera. Nella New York inebriante degli anni Settanta, la bella e inquieta Lewis insegue un ideale di libertà che non ammette compromessi, tra feste, lenzuola di seta, droga, champagne e una schiera di amanti.
Accompagnata dal marito Woody e dall’amico Kitty Kat, Lewis usa il proprio fascino come un’arma, senza temere alcun eccesso, sempre in bilico tra l’affermazione e l’annullamento di sé. Ma l’equilibrio di questa vita vertiginosa viene scosso dall’incontro con il colto, crudele e affascinante Brook, l’unico in grado di sfidare il suo bisogno di controllo. Sedotta dalle tiranniche richieste di attenzione di lui,
Lewis dovrà capire quanto è disposta a pagare per sentirsi davvero viva, sospesa sul confine sottile che separa l’amore dalla dipendenza.
Scoperto da Toni Morrison nel 1984, e oggi riportato alla luce come un classico contemporaneo, Fish Tales, in originale, è un romanzo che sfida il moralismo senza censure e cautele. Nettie Jones esplora il desiderio femminile in un’America attraversata da trasformazioni profonde, sociali e culturali, e da quell’epoca di creatività e ribellione interroga il nostro contemporaneo, la collisione tra identità e libertà, tra amore e sottomissione.
Monsieur Le Comte e l’arte di uccidere
Pierre Martin si sta ritagliando un ruolo importante nella letteratura francese e non solo. Estate, mare e poi?
Ah, la Costa Azzurra! Il verde della penisola fra Monaco e Nizza, le alte siepi che nascondono ville principesche!
Proprio a quel lusso Lucien, che nell’antica famiglia dei conti de Chacarasse ricopre il poco ambito ruolo di pecora nera, ha scelto di rinunciare. Ha altre ricchezze: una finestra vista mare, il ristorantino a Villefranche-sur-Mer – il P’tit Bouchon – aperto in barba ai desideri dei suoi blasonati parenti, la bouillabaisse dell’amico chef Roland, magari gustata insieme a un bicchiere di vino e in deliziosa compagnia.
Cos’altro serve per essere felici?
Poi, un giorno, quell’idillio finisce: una telefonata richiama con urgenza Lucien al capezzale del padre, gravemente ferito in circostanze misteriose. Prima di morire, nella stanza buia di Villa Béatitude il conte de Chacarasse estorce al figlio l’unica promessa che Lucien non è pronto a fare, figurarsi a mantenere: proseguire l’antica tradizione di famiglia, che risale fino a Napoleone, ai Borboni, addirittura ai Medici. Da secoli, infatti, i conti de Chacarasse si tramandano una particolare forma d’arte, che richiede sangue freddo e pazienza, e per la quale Lucien è stato suo malgrado addestrato fin da bambino: l’arte di uccidere. Su commissione e dietro compenso.
E pure se alla greve eredità Lucien si è sottratto per anni, ora è rimasto l’unico corridore di questa mortale staffetta. Ma come può, lui che vuole godersi la vita a ogni costo, privare qualcun altro della sua?
Con Monsieur le comte e l’arte di uccidere, Pierre Martin scrive il primo capitolo di una nuova serie con protagonista Lucien de Chacarasse, sicario riluttante, furfante gentiluomo: uno spumeggiante giallo provenzale, pieno di joie de vivre.
Tutti i ragazzi che mi hanno spezzato il cuore
Emma Simmerman ci porta lontano, lpntano. In un mondo di delitti dolcissimi: tutti i suoi ex sono porti per lei, letteralmente.
Ogni volta che un ragazzo le spezza il cuore, Sloane gli dedica un elogio funebre sul suo diario. È il suo rituale segreto: un modo per seppellire il dolore, chiudere con il passato e riprendersi la propria vita.
Peccato che, un giorno, quegli ex inizino a morire davvero. Quando i loro corpi vengono ritrovati e i suoi elogi compaiono sulle scene del crimine, il nome di Sloane balza in cima alla lista dei sospettati. Con l’ultimo anno al Pembroke College a rischio e la polizia alle calcagna, ha una sola possibilità: trovare il vero assassino prima che il numero delle vittime aumenti o che la prossima sia lei. Per riuscirci, però, dovrà allearsi con Asher: la sua nemesi.
Arrogante, sarcastico e pericolosamente irresistibile, è l’ultima persona di cui si fida, e l’unica su cui sembra poter contare. Tra feste universitarie, relazioni finite male, segreti sepolti e una caccia all’assassino che non avrebbe mai voluto condurre, Sloane scoprirà che alcune storie non meritano un finale felice. Perché questa volta, il lieto fine potrebbe essere… letale.
La fabbrica delle donne
Una storia impressionante, paurosa, terribile, di Manuela Faccon.
Sola da tempo dopo la scomparsa dei genitori, la giovane Elsa lavora come operaia al lanificio Frizzi, l’unica grande fabbrica di Valsarto, un paese del Nord Italia. Siamo nei primi anni venti, i turni sono lunghi e massacranti, e basta un solo attimo di distrazione per rischiare la vita: tutte ingiustizie che Elsa non è più disposta a tollerare.
Sognatrice ma con i piedi ben piantati a terra, Elsa sa che per migliorare le condizioni in cui sono costrette a lavorare lei e le sue compagne bisogna lottare, marciare per le strade; soprattutto, far sentire la propria voce e decidere per sé stesse, ottenendo finalmente il diritto di voto, così come hanno fatto le suffragette nel Regno Unito.
La determinazione di Elsa piano piano infiamma anche le altre operaie, che per la prima volta organizzano un corteo, e la avvicina a Italo, giovane antifascista di cui Elsa si innamora.
La sua passione politica ha radici profondissime, e misteriose: che legame c’è tra i suoi ideali e il materiale contenuto nella valigetta che le ha fatto recapitare il nonno Michelangelo, unico parente rimasto? Cos’hanno a che fare con Elsa le copie della prima rivista fondata dal movimento femminista a Milano, che razza di eredità è mai quella?
Mentre Elsa fa luce sul proprio passato e scopre chi è veramente, gli eventi minacciano di travolgerla: l’ombra del fascismo avanza, e la protesta contro i padroni del lanificio si traduce in un costo altissimo: Elsa è costretta a scegliere se spegnere la propria voce o continuare a lottare.
Con questo libro Manuela Faccon conferma il suo talento nel costruire il ritratto di una giovane donna impetuosa, che combatte per la propria dignità e per quella di tutte le donne in un’Italia povera di diritti. E lo fa parlando dritto al cuore del nostro complesso presente.
Le vacanze del Borzacchini. Manuale di sopravvivenza contro le vacanze intelligenti
Non sarebbe una lista dei migliori libri di Macity se non ci fosse anche un fuori sacco. E come esplorare l’estate se non con questo vecchio classico dell’umorismo toscano?
L’incontro con un classico dell’umorismo scaturito dalle pagine del Vernacoliere, lo storico mensile di Livorno che tante risate addusse anzitempo al popolo labronico e più avanti al resto dei maledetti toscani, inclusi i pisani (per tacer dei fiorentini).
Giorgio Marchetti, architetto e fine umorista, creatore della maschera professionale dell’accademico del seme di lino Borzacchini, oggi non c’è più. Rimangono i suoi giocattoli di carta preferiti, i libri che ha scritto per quarant’anni, lasciando una traccia leggera e incontenibile nel nostro costume. Anche dentro il costume, in taluni casi.
Qui trovate tutti gli articoli con i Migliori libri di Macity raccolti in un’unica pagina.













