SATA 3.2, finalizzato lo standard con novità per SSD più piccoli e veloci

Ratificato lo standard SATA 3.2, le specifiche che permettono la coesistenza di dispositivi di storage PCIe e SATA: migliorate le prestazioni massime, integrate novità per unità SSD ancora più piccole e veloci

SATA 3.2, finalizzato lo standard con novità per SSD più piccoli e veloci

Il nuovo standard SATA 3.2 è stato approvato dalla Serial ATA International Organization, siglato SATA-IO, il consorzio che si occupa della qualità e delle specifiche dello standard Serial ATA. Le ultime specifiche SATA 3.2 includono: SATA Express, dettagli che permettono la coesistenza di dispositivi di storage SATA e PCIe, così come migliorie in termine di gestione energetica, l’ufficializzazione di alcuni form-factor e ottimizzazioni specifiche per le unità SSD tipo ibrido (SSHD).

Introdotte inizialmente a gennaio di quest’anno, le specifiche SATA Express consentono lo sfruttamento dai client di dispositivi di storage con soluzioni che sfruttano SATA e PCIe. Le unità host che implementano tali specifiche funzionano sia su SATA, sia su PCIe, permettendo di aumentare la velocità dell’interfaccia fino a 2 GB/s (2 corsie PCIe 3.0), contro i 0.6GB/s (6Gb/s) delle attuali soluzioni SATA. Il meccanismo permette un incremento della velocità effettiva utilizzabile con le unità SSD e le unità ibride SSHD. La revisione 3.2 dello standard ufficializza anche il form factor noto come “M.2” (noto anche come NGFF, Next Generation Form Factor), pensato per sfruttare le unità SSD in tablet, notebook sottili e con potenziali applicazioni in dispositivi Wi-Fi, vWAN, USB, PCIe e SATA.

SATA 3.2 prevede funzionalità e migliorie come il microSSD (uno standard per l’embedding delle unità SSD che permette di produrre implementazioni SATA su singolo chip), Universal Storage Module (USM, uno standard per la rimozione ed espansione delle unità di storage che permette ora di creare soluzioni di storage più sottili). DevSleep (funzioni di risparmio energetico che in sleep consumano pochissimo, quasi a livelli di drive spento), funzionalità Transitional Energy Reporting (per inviare agli host informazioni dettagliate sul dispositivo di storage), informazioni ibride (un meccanismo con il quale l’host può comunicare informazioni sul caching del drive, migliorando le performance delle unità SSHD), Rebulit Assist (velocizza la ricostruzione di configurazioni RAID).

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