Sennheiser HE1, giro di prova con le cuffie da 55.000 euro

Sennheiser HE1 è un modello di cuffia elettrostatica esclusiva, costruita per essere l’eccellenza nel settore: un oggetto per pochi ma qualità a profusione. In prova a Milano

Sennheiser HE1 è una cuffia elettrostatica realizzata a mano dal famoso produttore tedesco, prodotto che definire esclusivo è poco: un esercizio di stile, una manifestazione di eccellenza per un marchio che evidentemente ha voluto creare una icona nel settore, dove ogni dettaglio è ben più che perfetto e ridefinisce il concetto di qualità.

Non vogliamo però sembrare ipocriti, nonostante la cura nei dettagli e la qualità sonora, argomenti sui quali dettagliamo più avanti, è inevitabile che quello che colpisce qui sia il prezzo, probabilmente ben oltre le capacità di molti lettori, incluso chi scrive. Un prezzo che appare più che esclusivo anche rispetto allo stesso catalogo Sennheiser, che vede i modelli commerciali più cari costare 1.600 euro (nel caso del modello HD 800 S) ben distanti da questa esclusività comunque destinati ad una altra tipologia di utenti.

Però è anche corretto valutare le Sennheiser HE1 dal giusto punto di vista: un modello costruito a mano, con elementi proprietari Sennheiser (come le valvole, ad esempio), e altri scelti tra l’eccellenza nel mercato (come il marmo di Carrara) più una tecnica che cura dettagli apparentemente secondari (come il cavo intrecciato con fibre in argento), e un design classico pensato per chi vuole un suono assoluto (dando per scontata la fonte).

Sennheiser HE1, la costruzione tecnica

Dal punto di vista tecnico, come annunciato, Sennheiser HE1 sono un paio di cuffie elettrostatiche realizzato a mano, un modello esclusivo che prevede, all’atto dell’acquisto, anche una intera giornata nella casa madre dove il personale addetto assiste l’acquirente alla migliore esperienza possibile. Utilizzano un nuovo sistema di amplificazione che coniuga i vantaggi di un amplificatore a valvole e quello di uno a transistor: Sennheiser ci ha informato che la soluzione è in attesa di brevetto.

La risposta in frequenza è addirittura paradossale, da 8 Hz a 100 kHz: un range di frequenze così alto, di molto oltre la percezione possibile (l’orecchio umano a condizioni ottimali, per cui quello di un bambino, riesce a percepire dai 20 Hz ai 20 kHz) offre una spazialità del suono e una ricchezza di dettagli, anche se difficilmente il nostro orecchio ne coglierà tutte le sfumature.

Le valvole, anche queste realizzate a mano da Sennheiser, sono provviste da un rivestimento in vetro al quarzo, che le protegge dalle influenze esterne mentre il marmo di Carrara, in combinazione con il disaccoppiamento delle valvole, riduce al minimo il rumore emanato dalla struttura durante il funzionamento.

I segnali digitali sono convertiti da 8 DAC interni (4 per canale) ESS SABRE ES 9018: le cuffie sono in grado di ricevere il segnale tramite ingressi SPDIF, ottico e coassiale e anche da connettore USB. Il tutto in una apparecchiatura che si apre e si chiude tramite movimenti motorizzati, e che una volta spento spariscono nella teca in vetro nero mentre comandi e valvole rientrano all’interno del comparto.

Infine, un dettaglio sui materiali: gli oltre 6.000 componenti necessari per assemblare la cuffia sono stati scelti in modo esclusivo uno per uno, e valutati dai tecnici messi all’opera da Sennheiser, che tra l’altro utilizza per le HE1 elettrodi in ceramica placcati oro e un diaframma placcato in platino per la massima performance acustica.

In prova

Durante la nostra prova, eseguita presso il centro commerciale Excelsior a Milano, in Galleria del Corso, non abbiamo potuto assaporare del tutto le incridibili capacità della cuffia perché l’ambiente non era ottimale, ma Sennhaiser ci ha anticipato che le cuffie saranno in tour durante l’anno in diversi punti d’Italia. Ciononostante possiamo dire che si tratta di un prodotto ben oltre quanto ci si poteva aspettare: i tecnici del marchio tedesco hanno lavorato in esclusiva a questo modello per più di un decennio con l’intento di creare la cuffia perfetta (il modello ha il più basso livello di distorsione armonica, pari allo 0,01% a 1 kHz su 100 dB di SPL) e la qualità, una volta che la cuffia è in testa, traspare.

Per quello che abbiamo potuto sentire, la voce della cantante (su di un brano in FLAC) sembrava li con noi e seppure il modello non sia particolarmente avvezzo alle frequenze più basse, questo non traspare per nulla nei brani che non siano appositamente pompati (è chiaro che non si tratta di cuffie adatte all’ambito DJ). Morbide, grandi ben oltre quanto sospettavamo, le cuffie aperte Sennheiser HE1 si sono dimostrate quanto l’eccellenza del prezzo prometteva.

Molti lettori si faranno la domanda se il prezzo vale la candela: su questo ci è difficile rispondere, non esiste a memoria di chi scrive nessun altro modello del genere e il prodotto, di natura artigianale, crea da solo una categoria alla quale è difficile approcciarsi.

L’aria di esclusività c’è, la qualità dei materiali garantisce una qualità senza limiti, costruttiva e di risposta audio (come abbiamo sottolineato, dando per scontato una fonte all’altezza): non sappiamo quanti modelli ne richieda il mercato, probabilmente pensato per mercati al di la di quello italiano, ma siamo sicuri che si tratti di una cuffia in grado di soddisfare il potenziale acquirente per molti anni a venire.