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Sonos Ace Ultra in arrivo, seconda sfida al mercato delle cuffie ANC premium

Il confronto ai vertici dell’audio personale sta per arricchirsi di un nuovo protagonista. Sonos si prepara a rilanciare la sfida nel settore delle cuffie over-ear ANC di alta gamma con le imminenti Sonos Ace Ultra, un modello emerso di recente nei documenti della FCC e atteso tra le novità che il marchio dovrebbe presentare a settembre.

Questa volta il terreno di confronto è molto più ampio di quello occupato dalle sole AirPods Max. Sopra la soglia dei 300 dollari si muovono oggi Sony con le WH-1000XM6, Bose con le QuietComfort Ultra di seconda generazione, Apple con AirPods Max 2, Sennheiser con HDB 630 e Bowers & Wilkins con Px8 S2. Prodotti che interpretano la fascia premium con priorità differenti: cancellazione del rumore, qualità audio, autonomia, audio spaziale, elaborazione adattiva e integrazione con i rispettivi ecosistemi.

Ed è un mercato che continua a offrire spazio. Secondo Futuresource Consulting, il segmento delle cuffie over-ear definito “mass-premium”, compreso tra 200 e 600 dollari, ha generato nel 2025 circa 11,6 miliardi di dollari. Nell’ultimo trimestre dello stesso anno le spedizioni delle over-ear sono cresciute del 6% su base annua, mentre quelle delle cuffie dotate di cancellazione del rumore sono aumentate del 14%. La fascia tra 200 e 499 dollari è risultata inoltre tra quelle più dinamiche del mercato.

È all’interno di questo scenario che va letto il secondo tentativo di Sonos. Fin dal primo ingresso nella categoria con il modello Ace, le cuffie di casa Sonos avevano una dotazione adeguata alla fascia alta: ANC, audio lossless, Dolby Atmos, rilevamento dinamico della posizione della testa e circa 30 ore di autonomia.

La caratteristica realmente diversa rispetto alla concorrenza arrivava però dal resto dell’ecosistema Sonos. Con TV Audio Swap è possibile trasferire alle cuffie il suono proveniente da una soundbar compatibile e continuare a guardare un film o una serie senza utilizzare gli altoparlanti della stanza. Con TrueCinema il sistema analizza inoltre l’acustica dell’ambiente e adatta il rendering binaurale per ricostruire nelle cuffie una scena surround più simile a quella dell’impianto home theater.

Il modello precedente di Sonos ACE
Il modello precedente di Sonos ACE

È un vantaggio molto concreto per chi possiede già una Arc Ultra, Arc, Beam o Ray. Si può passare dall’ascolto attraverso la soundbar alle cuffie senza cambiare sorgente, mantenendo l’audio del televisore e una ricostruzione spaziale pensata per l’ambiente domestico. È anche un terreno sul quale Sony, Bose, Sennheiser e Bowers & Wilkins non dispongono di un sistema home theater e multiroom direttamente confrontabile.

La fascia premium ha alzato l’asticella

Nel frattempo, però, quello che nel 2024 poteva bastare per entrare nell’alta gamma oggi rappresenta sempre più il punto di partenza. Le Sony WH-1000XM6 utilizzano un processore dedicato QN3 e dodici microfoni per intervenire in tempo reale sulla cancellazione del rumore. Bose abbina ANC, CustomTune e Immersive Audio sulle QuietComfort Ultra di seconda generazione, con un’autonomia dichiarata che arriva a 30 ore.

Apple ha aggiornato a sua volta la propria proposta. Le AirPods Max 2 utilizzano il chip H2 e hanno aggiunto una cancellazione del rumore più efficace, Audio Adattivo, Rilevamento conversazione, Isolamento vocale e funzioni come la Traduzione in tempo reale.

Sennheiser HDB 630 sposta invece l’attenzione sulla qualità di riproduzione, con audio fino a 24 bit/96 kHz, aptX Adaptive, equalizzatore parametrico e un’autonomia dichiarata fino a 60 ore. Le Bowers & Wilkins Px8 S2 puntano su DSP a 24 bit, amplificazione e DAC dedicati, aptX Lossless e trasduttori Carbon Cone.

Per le Ace Ultra significa che ANC, modalità trasparenza, connessione multipoint, audio spaziale e una buona autonomia non saranno sufficienti da sole a definire il prodotto come premium. Sono caratteristiche che chi spende 400 o 500 dollari ormai si aspetta. Sonos ha bisogno di migliorare questi aspetti e, contemporaneamente, sfruttare meglio ciò che già la distingue.

Anche il percorso commerciale delle prime Ace suggerisce questa direzione. Lanciate nel 2024 a 449 dollari, nel corso della loro vita sono state più volte proposte attraverso offerte e riposizionamenti di prezzo. Più che il prezzo in sé, il punto per la nuova generazione sarà quindi aumentare la quantità di funzioni e vantaggi percepibili nell’uso quotidiano, così da sostenere con maggiore continuità il posizionamento nella fascia alta.

Comandi vocali avanzati e intelligenza artificiale

Con le Ace Ultra, come spiega anche Bloomberg, Sonos sembra intenzionata ad aggiungere al progetto una componente più importante di intelligenza artificiale e controllo vocale. È una direzione coerente con la strategia indicata dal CEO Tom Conrad, che vede computing conversazionale e sistemi predittivi assumere un ruolo crescente all’interno dell’esperienza Sonos.

I documenti FCC relativi al dispositivo identificato come S52A aggiungono un altro elemento interessante: i test sulle bande wireless a 2,4 e 5 GHz. Le Ace attuali utilizzano già il Wi-Fi nella comunicazione con i prodotti home theater Sonos, quindi la presenza della connettività radio non dimostra da sola che le Ace Ultra potranno riprodurre musica direttamente dalla rete.

Resta però una delle evoluzioni più interessanti da osservare. Se il nuovo hardware permettesse alle cuffie di comportarsi in maniera più simile a un componente del sistema Sonos, l’uso quotidiano cambierebbe sensibilmente. Si potrebbe immaginare il passaggio dal televisore alla musica o da una stanza alle cuffie con una dipendenza minore dallo smartphone, oppure un controllo vocale capace di intervenire non soltanto sulla riproduzione delle cuffie ma sul resto dell’impianto domestico. Per ora sono possibilità, non caratteristiche confermate.

Proprio l’integrazione tra cuffie personali e audio domestico potrebbe offrire a Sonos lo spazio più interessante. Sony e Bose hanno costruito una parte importante della loro reputazione sulla cancellazione del rumore; Sennheiser e Bowers & Wilkins possono convincere chi attribuisce maggiore importanza alla riproduzione musicale; Apple può utilizzare l’integrazione tra AirPods Max 2, iPhone, Mac e Apple Intelligence. Sonos dispone invece di migliaia di sistemi audio domestici nei quali le cuffie possono diventare un’estensione dell’impianto già presente.

Il confronto con Apple resta quindi importante, ma non è più sufficiente per descrivere la partita. Le AirPods Max 2 sono state aggiornate nel marzo 2026 e partono negli Stati Uniti da 549 dollari. Le Ace Ultra arriveranno in un mercato nel quale tutti i principali concorrenti hanno continuato a muoversi e nel quale la differenza sarà data sempre più da ciò che accade intorno alla semplice riproduzione musicale.

Per Sonos la possibilità è quella di portare sulle cuffie alcune delle caratteristiche che hanno reso riconoscibile il marchio dentro casa: continuità tra dispositivi, home theater, multiroom e controllo semplice delle sorgenti. A queste dovranno aggiungersi una cancellazione del rumore più efficace, chiamate migliori, un’elaborazione audio aggiornata e funzioni intelligenti sufficientemente utili da non rimanere semplici voci sulla scheda tecnica.

Le cinque finiture di colore comparse nella documentazione FCC — Greige, Shadow Black, Agave, Blush e Sand — indicano infine una maggiore attenzione anche alla personalizzazione rispetto alle sole varianti nera e bianca delle Ace originali.

Per capire però la reale portata delle Ace Ultra bisognerà soprattutto vedere quanto Sonos sarà riuscita ad avvicinare le cuffie al resto del proprio ecosistema. È lì che potrebbe trovarsi il vantaggio più difficile da replicare per gli altri protagonisti di un mercato premium che, numeri alla mano, continua a crescere.

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