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AirPods Max 2, Apple non ha risolto i cinque difetti più importanti

Pochi giorni addietro Apple ha presentato le AirPods Max 2, nuova versione delle cuffie over-ear che ora vantano cancellazione attiva del rumore ancora più efficace, qualità audio superiore e varie funzioni “intelligenti”.

Passato l’effetto degli annunci è possibile iniziare ad analizzare a freddo cosa offre davvero di nuovo il prodotto e la sentenza del sito Headphonesty è inappellabile: Apple si ostina a tradizionalismi tecnici che iniziano a pesare rispetto a quanto offerto sul mercato da aziende rivali che negli ultimi anni non sono certo rimaste con le mani in mano.

Il primo punto a sfavore delle cuffie di Apple è la scelta dei materiali: i concorrenti sono passati a materiali plastici di grande qualità ottenendo un prodotto più leggero; Cupertino insiste nei padiglioni in alluminio anodizzato e la struttura in acciaio inossidabile ma questo comporta un certo peso: 386,2 grammi, in pratica il 50% in più rispetto, ad esempio, alle Sony WH-1000XM5. Dopo un paio di ore di ascolto, la differenza di 130 grammi rispetto alla cuffia rivale ovviamente si sente per via della tensione dovuta al peso extra che l’utente deve sostenere.

Apple sembra privilegiare la nobiltà dei materiali rispetto al comfort di lunga durata, una scelta difficile da giustificare di fronte anche a una Sennheiser Momentum 4 che pesa 100 grammi in meno.

Anche l’autonomia è oggetto di critica: Apple indica per la batteria fino a 20 ore di ascolto con una sola carica abilitando la cancellazione attiva del rumore; questa autonomia poteva essere interessante nel 2020 ma nel 2026 il prodotto Apple è quello che offre meno autonomia rispetto ai concorrenti nello stesso ambito: il prodotto di Sony citato prima offre 30 ore a un prezzo molto più basso; Sennheiser arriva a a 60 ore con una sola carica. Per gli utenti che usano in modo intensivo le cuffie, questo significa passaggi più frequenti per riporle nello Smart Case.

Smart Case senza novità e cuffie non pieghevoli

Anche chi sperava in una profonda revisione della custodia di ricarica Smart Case è rimasto deluso: l’archetto resta fuori esposto ad oggetti esterni o ai graffi inevitabili quando si lascia in fondo a una borsa; fastidiosa anche l’impossibilità di piegare le cuffie che restano tra le più ingombranti sul mercato.

Altro neo è l’assenza di un pulsante di accensione/spegnimento. Apple si ostina a suggerire di riporre le cuffie nella Smart Case, in modo che queste possano entrare in modalità a basso consumo per conservare la carica; senza la Smart Case le cuffie restano attive, scaricando la batteria inutilmente: un vincolo che sembra appartenere a un’altra epoca, un difetto che la concorrenza ha eliminato da molto tempo prevedendo dei semplici pulsanti fisici o meccanismi di spegnimento intelligente.

Apple presenta le Airpods Max 2 con chip H2 - macitynet.it

Wireless senza supporto audio Lossless

Apple Music vanta un ampio catalogo con centinaia di milioni di brani Lossless a 24 bit e 48kHz, che conserva tutti i dettagli delle registrazioni originali permettendo di vivere la musica come è stata creata dall’artista in studio.

L’audio lossless e l’audio a bassissima latenza permettono a chi fa musica di sfruttare al meglio le AirPods Max anche con flussi di lavoro professionale con Logic Pro e altre app per la creazione musicale ma è fondamentale sfruttare il cavo USB‑C.

Apple non ha ancora ritenuto che sia arrivato il momento di implementare un codec proprietario a banda larga, lasciando Sony e la sua tecnologia LDAC (audio ad alta risoluzione) dominare da questo punto di vista tecnico.

Secondo il sito Headphonesty, i punti più importanti a favore di Apple sono la forte integrazione con il suo ecosistema e le funzionalità offerte del chip H2 per la riduzione del rumore e l’audio spaziale.

Basta tutto questo per giustificare l’investimento richiesto mentre il design non si è mosso di una virgola in sei anni? Per chi è fedele al brand, probabilmente sì; gli altri preferiranno senza dubbio alternative più moderne, più leggere, più resistenti e anche più economiche.

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