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SoundTouch 10, in prova il diffusore multiroom di Bose

La linea SoundTouch di Bose è progettata per installazioni casalinghe, multiroom, laddove una singola sorgente (smartphone, computer o dispositivo analogico) può pilotare diversi diffusori che comunicano tra loro in modalità wireless in modo che, pur muovendoci tra le stanze, la musica non ci lasci mai. SoundTouch 10 è il modello più piccolo della serie, lanciato la scorsa estate e adatto sia ad una installazione multiroom (assieme ad altri modelli Bose) oppure anche da solo, come diffusore singolo da abbinare al Mac o all’iPhone per un audio superiore.

L’abbiamo provato per alcuni giorni, in modalità singola.

SoundTouch, il monolito wireless

Fuori dalla scatola, il piccolo (si fa per dire) parallelepipedo di Bose si presenta in modo austero ma intrigante: la forma rettangolare è leggermente curvata nel diffusore e nella parte posteriore, ma per il resto la linea riprende quella che da anni è fedele al marchio, con un design minimalista ma non estremo e sicuramente di classe. Noi l’abbiamo utilizzato con un iMac, ma vediamo il piccolo anche come soluzione ottimale vicino ad una TV, oppure in salotto per allietare una cena tra amici, usando un iPhone per trasmettere l’audio via Bluetooth.

SoundTouch non ha una batteria propria, ma la buona notizia è che l’alimentatore è interno, quindi il cavo che esce da dietro è abbastanza discreto: nel nostro caso il SoundTouch era di colore nero, con bordature grigio scuro, ma è possibile acquistarlo anche in bianco (con cavo e telecomando bianchi). La copertura in plastica è abbastanza solida tranne la parte frontale, dove trova posto il diffusore principale, che è in tessuto.

Nella parte superiore una piccola tastiera permette di pilotare il diffusore nelle sue operazioni essenziali, come vedremo poi, seppure nella confezione c’è un telecomando con batteria removibile a bottone modello CR 2032 che dovrebbe avere qualche mese di autonomia. Il telecomando ha la parte superiore in gomma “soft touch” (simile a quella della tastiera) molto piacevole al tatto. il tutto, insomma, si sposa bene in un salotto elegante quanto in un ufficio, dalla sala meeting alle scrivanie degli utenti.

Il più piccolo dicevamo, ma non così piccolo: 21.2 x 14.1 x 8.7 cm, con un peso di 1.87 kg sono misure di tutto rispetto, ma normali se si pensa ad un diffusore per la casa e non per la mobilità.

Accensione e play

La prima configurazione non è cosa da poco, serve prestare un po’ di attenzione. Posizionato il SoundTouch e alimentato, serve scaricare l’App Soundtouch controller da App Store oppure Google Play per regolare il diffusore e a stabilirne il funzionamento, App completa ma a cui un piccolo lifting non farebbe male. Nell’utilizzo più ovvio il diffusore può essere abbinato via Bluetooth e funzionare come diffusore wireless, così come tramite un cavo jack/jack e suonare in modo analogico. In questo modo si sfrutta la libreria della sorgente, che può essere uno smartphone, un tablet, un computer o qualsiasi dispositivo con una uscita jack. Il telecomando, così come i tasti nella parte superiore, permettono un piccolo controllo di riproduzione e volume, come anche l’accensione e spegnimento.

Diversamente, il SoundTouch può essere impostato come dispositivo a se stante, ed è questa la parte più interessante: in pratica, dall’App si imposta la rete wireless a cui deve connettersi, e tramite questa l’utilizzo dei vari servizi online. Tra questi le stazioni radio locali o internazionali, la libreria di Amazon Music, i servizi di Weezer, SiriusXM, Spotify (solo Premium, peccato) e una qualsiasi sorgente audio locale che eroga il servizio tramite NGRG Media server (tipicamente un disco NAS).

Utilizzando una di queste sorgenti è possibile comandare la musica in autonomia, senza avere uno smartphone o un computer nella stanza: ogni sorgente, una volta attivata, può essere associata ad uno dei 6 preset, che corrispondono ai 6 tasti del telecomando o della pulsantiera. La programmazione iniziale si fa dall’App, così come una eventuale manutenzione dei preset o degli aggiornamenti del sistema, ma per il resto il telecomando è più che sufficente.Soundtouch Bose 10

Ovviamente è possibile abbinare più Soundtouch all’interno di una casa, e comandarli tutti con la stessa App: nominando i sistemi in base al loro luogo (camera, cucina, salotto), il comando diventa facile e comodo ed è possibile definire un parametro in un diffusore al volo anche se questo risulta presente in un’altra stanza. Il sistema è molto elastico e prevede un suono singolo per ogni diffusore oppure lo stesso suono per tutti i diffusori.

Abbiamo trovato curioso il fatto che questa tecnologia, molto bella ed efficace di Bose, non sia compatibile con AirPlay di Apple (lo era nei modelli più vecchi) ma forse è una necessità tecnica per garantire un corretto funzionamento, che è più facile gestire solo con un segnale proprietario.

A voler trovare un difetto possiamo dire che avremmo gradito poter utilizzare Spotify anche senza un account Premium e un modo per pescare dalla libreria del Mac o dell’iPhone partendo dal diffusore (e non dal dispositivo, come è possibile) ma sono esigenze nate dalla positività della proposta.

Uno, nessuno, centomila

Il suono del SoundTouch risulta buono e ricco nelle frequenze medie e alte, senza mai eccedere. I bassi sono nella norma, ma probabilmente per una qualità da ascolto senza compromessi è necessario puntare sui sistemi superiori come SoundTouch 20 o 30, il cui costo è ovviamente più corposo. Il nostro parere sul prodotto è senza dubbio positivo: la ricchezza delle soluzioni software integrate è tale da rendere il prodotto molto appetibile a chi vuole un sistema robusto, di design e con un suono interessante per l’ufficio o il salotto di casa, come anche per chi sta cercando un sistema multiroom efficace, semplice da configurare e abbastanza elastico per le sorgenti in streaming che, sottolineiamo, potrebbero anche crescere in futuro in base agli accordi che Bose farà con le ditte terze.

Potete trovare SoundTouch 10 in tutti i negozi di elettronica e nel sito del produttore, oppure scontato direttamente dalle pagine di Amazon, anche in edizione bianca.

Per chi volesse approfondire l’argomento audio su Mac raccomandiamo “Il Mac secondo me”, il libro elettronico disponibile per iBooks Store oppure Amazon Kindle Store in vendita a 5,99 Euro.

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Pro:

  • Elegante e di design
  • La gestione software è molto buona
  • Per diverse sorgenti in streaming è indipendente

Contro:

  • L’interfaccia dell’App avrebbe bisogno di un lifting
  • Supporta solo Spotify Premium

Prezzo:

229,95 Euro di Listino, si trova anche su Amazon a 199,99 Euro Iva compresa

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