Mentre l’industria degli smartphone arretra, Apple corre in controtendenza. Le spedizioni globali crollano dell’11% su base annua nel secondo trimestre 2026, il dato peggiore per un Q2 dal 2013, ma la Mela chiude il periodo con un +3% YoY e una quota di mercato record al 20%. Il contrasto, in un mercato che va nella direzione opposta, è il vero dato della giornata.
A pesare su tutti gli altri è la carenza di memorie DRAM e NAND, ormai il principale freno dell’industria. Eppure Apple è l’unico grande produttore a non aver toccato i listini verso l’alto in questo trimestre, mentre la concorrenza scarica sui prezzi la pressione dei costi. A trainare la crescita è ancora l’iPhone 17, che rimane il modello più spedito al mondo, sostenuto da una domanda che tiene su diversi mercati chiave.
Certo, non è un successo unanime: Samsung riconquista la leadership assoluta con una quota del 24%, il progresso YoY più forte tra i primi cinque brand grazie a leve di prezzo che in alcune aree hanno pagato più di quelle di Apple.
L’unica ombra sul quadro Apple arriva dalla Cina, dove le vendite calano su base annua nonostante l’anticipo della campagna promozionale per il ‘618’, il festival dello shopping cinese. Gli sconti quest’anno sono stati più timidi rispetto al 2025, e i vecchi iPhone hanno sofferto la scelta di Apple di dirottare le componenti scarse sui modelli più recenti.
Per il resto del 2026, però, Counterpoint non vede margini di ottimismo per nessuno. “La crisi globale delle memorie ha superato ogni altro fattore come freno principale per l’industria degli smartphone. Un problema nato come questione di componenti è ormai diventato, a tutti gli effetti, un problema di domanda”, spiega Shilpi Jain, Senior Analyst di Counterpoint.
Secondo l’analista i dispositivi di fascia medio-bassa — che pesano per la maggioranza dei volumi mondiali e sono i più esposti alle dinamiche economiche della cosiddetta BOM — stanno diventando strutturalmente insostenibili ai prezzi di prima. Le risposte dei produttori si stanno già differenziando: c’è chi alza i prezzi accettando margini più stretti, chi allunga il ciclo di vita dei modelli vecchi puntando su promozioni per i budget più contenuti, e chi sceglie semplicemente di tagliare lanci e produzione.


















