“Suo figlio è assente”: negli USA spopola l’app che collega insegnanti e genitori

Alcune scuole USA sperimentano con successo un'app per gli insegnanti che permette di segnalare ai genitori se gli alunni sono assenti, in ritardo ma anche per informare su eventi ed esami

Studenti

Il New York Times racconta la storia di Etta Covington, insegnante di scienze della Wadleigh Secondary School for the Performing and Visual Arts di Harlem, che aveva notato come alcuni suoi studenti si presentassero spesso in ritardo in classe, perdevano lezioni o non si presentavano per niente: comportanti che tipicamente aumentano il rischio di essere bocciati o costringono all’espulsione.

Per risolvere il problema dell’assenteismo di alcuni studenti, ha cominciato a sfruttare un’app denominata Kinvolved che la scuola sta da qualche tempo testando e che consente agli insegnati di notificare ai genitori le assenze dei figli con un semplice swipe sullo schermo, inviando in automatico un messaggio personalizzato se lo studente è assente o in ritardo.

AssenteIl sistema sembra funzionare e ha avuto un effetto dissuasivo, evidenziando come ragazzi che prima si presentavano costantemente in ritardo, ora sono diventati puntuali.

L’invio dei messaggi è stato generalmente apprezzato, anche se qualche genitore non ha gradito l’invio, chiedendo la rimozione del numero dagli elenchi, alla stregua di quanto si fa con gli operatori di tele-marketing.

Gli sviluppatori di Kinvolved (una startup fondata tre anni fa da due ventenni) si sono specializzati in app per le scuole, con software per la gestione della classe e degli esami. L’app Kinvolved permette di inviare messaggi in più lingue e informare, oltre che di assenze e ritardi, anche di eventi ed esami. L’app integra funzioni per generare diagrammi che visualizzano la frequenza di partecipazione generale, trend sulla presenza dei singoli studenti, il tempo passato per lo svolgimento di attività didattiche e altro ancora.

In Italia, simili sistemi sono utilizzati già da alcune scuole: dopo l’appello, il professore segnala presenti e assenti e dalla segreteria partono gli eventuali SMS o email per i genitori. Da alcuni il sistema è osteggiato perché potrebbe rappresentare un’intrusione, una violazione della privacy ma altri evidenziano come un simile meccanismo può essere anche un aiuto per la tutela degli studenti. Riferimenti che abbiamo ricavato dal Miur (un PDF con dati aggiornati a dicembre del 2014), evidenziano che le comunicazioni online scuola-famiglia sono usate in più del 50% degli istituti. Nel documento del Ministero non si parla ad ogni modo specificatamente dell’invio di SMS, a quanto pare un servizio che non rientra nelle rilevazioni ufficiali.

Assente a scuola